05 Ottobre 2010 | 00:31

La televisione «salvata» dai ragazzini

Care lettrici e cari lettori, facendo zapping in queste settimane mi sono accorto di quanti bambini ci siano in tv. Bambini canterini a «Io canto» e a «Ti lascio una canzone». Bambini attori, da «I Cesaroni» a «Ho sposato uno sbirro». Tra poco ci saranno anche i bambini involontari filosofi di «Chi ha incastrato Peter […]

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La televisione «salvata» dai ragazzini

Care lettrici e cari lettori, facendo zapping in queste settimane mi sono accorto di quanti bambini ci siano in tv. Bambini canterini a «Io canto» e a «Ti lascio una canzone». Bambini attori, da «I Cesaroni» a «Ho sposato uno sbirro». Tra poco ci saranno anche i bambini involontari filosofi di «Chi ha incastrato Peter […]

05 Ottobre 2010 | 00:31 di

Care lettrici e cari lettori, facendo zapping in queste settimane mi sono accorto di quanti bambini ci siano in tv. Bambini canterini a «Io canto» e a «Ti lascio una canzone». Bambini attori, da «I Cesaroni» a «Ho sposato uno sbirro». Tra poco ci saranno anche i bambini involontari filosofi di «Chi ha incastrato Peter Pan?». Strana considerazione: a una progressiva diminuzione del tasso delle nascite, assistiamo alla proliferazione del bambino come personaggio del piccolo schermo. La nostra tv è sostanzialmente priva di ricambio generazionale: i volti di chi fa televisione sono gli stessi da almeno trent’anni a questa parte, se un professionista di 74 anni come Pippo Baudo ancora si lamenta pubblicamente di non essere ben utilizzato dalla Rai (dove per altro conduce un programma e un secondo è in arrivo). Gli emergenti sono pochissimi: l’ultimo che ce l’ha fatta è Francesco Facchinetti. Ma anche lui (e mi perdoni la mia amica Alessia Marcuzzi) non è più di primo pelo. In una tv di questo tipo i bambini rappresentano indubbiamente una ventata di aria fresca. Senza nulla togliere alla bellezza dei programmi che ho citato (e che seguo regolarmente), mi piacerebbe che la televisione facesse passare un messaggio più costruttivo. Per esempio proponendo dei programmi dai quali poter imparare di più (dove sono finiti i documentari o i quiz per ragazzi?). Così facendo aiuteremmo i più giovani non tanto a trasformarsi in personaggi televisivi, quanto a potenziare un’indispensabile cultura di base. Alla prossima!

as@sorrisi.com