04 Ottobre 2011 | 09:00

La tv sa cogliere l’anima della musica?

Care lettrici e cari lettori, qualche sera fa sono andato a sentire il concerto di Zucchero all’Arena di Verona. Uno show emozionante, tutto da cantare e da ballare. Eravamo in più di 12 mila, scatenati e incantati. Finito il concerto, coi miei amici riflettevamo sulla forza della musica, qualsiasi genere di musica, e sulle passioni […]

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La tv sa cogliere l’anima della musica?

Care lettrici e cari lettori, qualche sera fa sono andato a sentire il concerto di Zucchero all’Arena di Verona. Uno show emozionante, tutto da cantare e da ballare. Eravamo in più di 12 mila, scatenati e incantati. Finito il concerto, coi miei amici riflettevamo sulla forza della musica, qualsiasi genere di musica, e sulle passioni […]

04 Ottobre 2011 | 09:00 di

Care lettrici e cari lettori, qualche sera fa sono andato a sentire il concerto di Zucchero all’Arena di Verona. Uno show emozionante, tutto da cantare e da ballare. Eravamo in più di 12 mila, scatenati e incantati. Finito il concerto, coi miei amici riflettevamo sulla forza della musica, qualsiasi genere di musica, e sulle passioni che suscita in ciascuno di noi: la musica è veramente un’arte democratica, dicevamo, di fronte alla quale siamo tutti uguali, tutti schiavi della sua prepotente dittatura sui nostri cuori. Ma venerdì mattina, dopo aver visto i deludenti dati di ascolto di «Star Academy», il nuovo talent show musicale condotto da Francesco Facchinetti, ho dovuto frenare il mio entusiasmo: possibile che solo sei telespettatori su cento avessero seguito uno show che, oltre a proporre tanti giovani di belle speranze, aveva come ospiti Biagio Antonacci, Marco Mengoni e Max Pezzali? Anche «X Factor», lo scorso anno, non ebbe un grande seguito (vedremo che cosa succederà dopo la «cura» a cui lo sta sottoponendo a Sky la mia amica Simona Ventura). Così mi sono chiesto: perché i talent musicali (con la sola eccezione di «Amici», che è qualcosa di più e di diverso) non funzionano, mentre le piazze e le arene dove si esibiscono quegli stessi artisti sono piene di folla? Delle due l’una: o la musica va gustata solo nelle piazze e nei teatri, dal vivo e a contatto diretto con l’artista. Oppure la tv non ha ancora capito bene come trattare questo cibo dell’anima. Forse il problema sta proprio qui: nel fatto che raramente la tv mostra di avere un’anima. E la musica senz’anima diventa poco più di un rumore. Alla prossima.                                                                              as@sorrisi.com