15 Maggio 2012 | 10:42

L’editoriale del direttore ALDO VITALI: Elogio di Carlo, conduttore e gentiluomo

Carlo Conti si è insinuato nelle nostre vite senza quasi che ce ne accorgessimo. Non ha mai fatto show urlati, né è stato al centro di scandali e di polemiche. L’unica follia che si concede è un’abbronzatura perenne che sa un po’ di salone di bellezza, anche se lui sostiene che siamo noi che siamo pallidi…

 di Aldo Vitali

L’editoriale del direttore ALDO VITALI: Elogio di Carlo, conduttore e gentiluomo

Carlo Conti si è insinuato nelle nostre vite senza quasi che ce ne accorgessimo. Non ha mai fatto show urlati, né è stato al centro di scandali e di polemiche. L’unica follia che si concede è un’abbronzatura perenne che sa un po’ di salone di bellezza, anche se lui sostiene che siamo noi che siamo pallidi…

15 Maggio 2012 | 10:42 di Aldo Vitali

Carlo Conti si è insinuato nelle nostre vite senza quasi che ce ne accorgessimo. Non ha mai fatto show urlati, né è stato al centro di scandali e di polemiche. L’unica follia che si concede è un’abbronzatura perenne (che sa un po’ di salone di bellezza, anche se lui sostiene che siamo noi che siamo pallidi…). La Rai ha cominciato a dargli spazio negli Anni 90, usandolo senza apparente metodo, affidandogli serate speciali (come quelle sulla Festa della mamma) e sfide tra canzoni del passato inventate per coprire buchi nel palinsesto. La sensazione è che, dopo qualche rifiuto ricevuto dalle star, in Viale Mazzini dicessero: vabbè, questo programma diamolo a Conti. E anche con la serata più improvvisata, Carlo otteneva una valanga di ascolti.

Così, col passare degli anni, la Rai si è trovata in casa un numero uno che inventa format venduti all’estero (come «I migliori anni») e che nella primavera sonnolenta della tv batte un monumento come «Zelig» con un programma in prova come «Tale e quale show». Intanto Carlo macina ascolti record ogni sera all’ora di cena con «L’eredità», mentre le minestre in brodo degli italiani si raffreddano perché tutta la famiglia (compresa la mia) è concentrata a indovinare la parola chiave della «ghigliottina». Carlo ha una serie di caratteristiche che nel mondo dello show business non sempre aiutano a fare carriera: è un gentiluomo, non si atteggia a divo, ha un grande rispetto per i telespettatori, è sempre allegro. Così è stato il pubblico a scoprirlo, direi quasi a imporlo ai dirigenti televisivi. Resta il mistero per cui ancora non gli sia stato affidato il Festival di Sanremo, ma pensandoci bene ho capito perché: sa condurre, si intende di canzoni, non sgomita e (credo) non ha santi protettori. Ci dovrà pensare, direttamente dal Paradiso, San Remo in persona. E che faccia presto, per favore.

av@sorrisi.com
@aldovitali

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