04 Maggio 2009 | 00:07

L’editoriale di Alfonso Signorini – I telefilm, oggi come ieri, raccontano la nostra società

Care lettrici, cari lettori, è tempo di telefilm. Proprio in questi giorni «Sorrisi» promuove, e lo sanno bene i più fedeli di voi, il «Telefilm Festival» (vedere a pag. 28) per celebrare uno dei generi televisivi da sempre più amati dal pubblico. Anch’io, come tutti, sono cresciuto a pane e telefilm. Quando penso ai miei […]

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L’editoriale di Alfonso Signorini – I telefilm, oggi come ieri, raccontano la nostra società

Care lettrici, cari lettori, è tempo di telefilm. Proprio in questi giorni «Sorrisi» promuove, e lo sanno bene i più fedeli di voi, il «Telefilm Festival» (vedere a pag. 28) per celebrare uno dei generi televisivi da sempre più amati dal pubblico. Anch’io, come tutti, sono cresciuto a pane e telefilm. Quando penso ai miei […]

04 Maggio 2009 | 00:07 di

alfonso_signorini-400x400Care lettrici, cari lettori,
è tempo di telefilm. Proprio in questi giorni «Sorrisi» promuove, e lo sanno bene i più fedeli di voi, il «Telefilm Festival» (vedere a pag. 28) per celebrare uno dei generi televisivi da sempre più amati dal pubblico. Anch’io, come tutti, sono cresciuto a pane e telefilm. Quando penso ai miei miti, quelli che riscaldavano i miei sogni di adolescente, mi sembra di ripercorrere
la preistoria televisiva. Chi di voi si ricorda di «Tre nipoti e un maggiordomo»? Io li adoravo. Beh, a dir la verità ero pazzo di Cissy: ancora oggi sono convinto che fosse molto più sexy di Kate Moss. Ma anche i due gemellini, Buffy e Jody, erano delle forze della natura. Quel telefilm era anche capace di dividere la famiglia: mia sorella era innamorata dello zio Bill, classico esempio di sciupafemmine in pantofole, mentre alla nonna guai a toccare French,
il maggiordomo. Ve ne potrei elencare altri, da «Furia» a «Pippi Calzelunghe» e «Happy Days», per non parlare delle fregole di Mildred verso il suo George. Altri tempi. Oggi ci sono «Grey’s Anatomy», «Sex and the City», «Dr. House». Come allora, i telefilm e i loro eroi non smettono di appassionarci con le loro storie, con la loro quotidianità.
Se devo proprio sbilanciarmi, vi confesso che nutro un’insana passione per Carrie di «Sex and the City», uno dei suoi pensieri è un po’ il manifesto dei tempi moderni: «Benvenuti nell’era dell’anti innocenza. Nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle sette del mattino e abbiamo tutti storie da dimenticare il più in fretta possibile». Secondo me Carrie ha ragione da vendere, ma mia madre si ostina a dire
che Audrey Hepburn era tutta un’altra cosa. E voi che cosa ne pensate?

Alla prossima.
Alfonso Signorini