20 Dicembre 2011 | 08:30

L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Il primo Natale senza, il primo Natale con

Care lettrici e cari lettori, non conosco una persona che sia indifferente al Natale. Credente o non credente, ognuno di noi si avvicina a questo giorno con uno stato d’animo speciale, con il cuore invaso da qualche cosa di misterioso eppure reale. Natale è una festa soprattutto per i bambini, si dice. Ma non è […]

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L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: Il primo Natale senza, il primo Natale con

Care lettrici e cari lettori, non conosco una persona che sia indifferente al Natale. Credente o non credente, ognuno di noi si avvicina a questo giorno con uno stato d’animo speciale, con il cuore invaso da qualche cosa di misterioso eppure reale. Natale è una festa soprattutto per i bambini, si dice. Ma non è […]

20 Dicembre 2011 | 08:30 di

Care lettrici e cari lettori, non conosco una persona che sia indifferente al Natale. Credente o non credente, ognuno di noi si avvicina a questo giorno con uno stato d’animo speciale, con il cuore invaso da qualche cosa di misterioso eppure reale. Natale è una festa soprattutto per i bambini, si dice. Ma non è vero, è una festa per tutti. Sembrerà un paradosso, ma è una festa anche per chi soffre, perché questa ricorrenza ci fa sentire comunque tutti parte di qualche cosa di più grande, che ci unisce e ci fa sentire meno soli anche (e anzi direi soprattutto) quando un grande dolore ci stringe il cuore. Ne ho avuto la prova concreta l’altra sera quando, a Kalispéra!, ho parlato col papà di Marco Simoncelli. Per lui questo sarà il primo Natale senza l’amatissimo figlio e una ricorrenza come questa sembrerebbe fatta apposta per acuire il dolore e il senso di assenza di un grande affetto (anche per me, se permettete una riflessione personale, sarà il primo Natale senza mia mamma). Invece, tra le sue tante magie, il Natale ha anche un potere consolatorio collettivo, che ci fa sentire parte di una grande famiglia nella quale si soffre e si gioisce tutti insieme. Per questo mi piace credere che per ogni «Natale senza» esista un «Natale con»: con tutti coloro che amiamo e che magari vediamo proprio solo quel giorno, o anche con coloro che, semplicemente, lo scorso anno non c’erano ancora (penso alla gioia della mia amica Alessia e del suo compagno Francesco e al loro primo Natale con la loro figlioletta Mia). Insomma, buon Natale a tutti voi. Anzi, a tutti noi. Alla prossima.                                                                                                                                                                                                            as@sorrisi.com

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