25 Maggio 2009 | 00:55

L’editoriale di Alfonso Signorini – Il successo di quelli di «Amici» e lo snobismo da tre soldi

Care lettrici, cari lettori, parliamo spesso di aiutare i giovani, di sostenere il talento (merce rara di questi tempi), di dare sempre una possibilità. E poi si fa di tutto per boicottarli. Prendiamo un programma come «Amici». Piaccia o non piaccia, trash o no, ad «Amici» va il merito di aver dato a giovani di […]

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L’editoriale di Alfonso Signorini – Il successo di quelli di «Amici» e lo snobismo da tre soldi

Care lettrici, cari lettori, parliamo spesso di aiutare i giovani, di sostenere il talento (merce rara di questi tempi), di dare sempre una possibilità. E poi si fa di tutto per boicottarli. Prendiamo un programma come «Amici». Piaccia o non piaccia, trash o no, ad «Amici» va il merito di aver dato a giovani di […]

25 Maggio 2009 | 00:55 di

alfonso_signorini-400x4003Care lettrici, cari lettori, parliamo spesso di aiutare i giovani, di sostenere il talento (merce rara di questi tempi), di dare sempre una possibilità. E poi si fa di tutto per boicottarli. Prendiamo un programma come «Amici». Piaccia o non piaccia, trash o no, ad «Amici» va il merito di aver dato a giovani di belle speranze e di buona sostanza una grossa mano per il loro futuro. Si sa, ha un grosso difetto: è un programma popolare. Al punto che persino
i casting filmati per la prossima edizione registrano ascolti record (vedi servizio a pag. 48).
Eppure c’è tutta una frangia pseudointellettuale (a pensarci bene, molto «pseudo» e poco intellettuale) che guarda ai ragazzi che escono da questa scuola con una punta di snobismo. Quasi fossero fenomeni da baraccone da evitare come la peste. Che ci importa di sapere che Alessandra, la vincitrice dell’ultima edizione, ha una gran voce? Che ci importa di sapere che «Stupida», la sua ultima canzone, è una gran bella canzone, se poi ci sono fior di radio che si rifiutano di trasmetterla perché simbolo del trash canoro? Ecco, questi soloni fanno più danni di tutti. Analoga sorte è toccata a Marco Carta: non gli è bastato vincere un’edizione del programma di Maria De Filippi, non gli è bastato aver vinto Sanremo.
La sua canzone arranca: lui è «quello di Amici». Non so a voi, ma a me sembra che certe barriere, certi preconcetti andrebbero abbattuti. Piacere a milioni di persone non è un peccato, un qualcosa di cui vergognarsi. Essere pop è una medaglia al valore.
Alla faccia di tutti quegli snob da tre soldi che vorrebbero ma non possono…

Alla prossima.

Alfonso Signorini