14 Luglio 2009 | 00:01

L’editoriale di Alfonso Signorini – Le ballerine di Michelle Obama segno dei tempi che cambiano

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni il G8 ha riempito le pagine dei giornali e molte immagini televisive. Al di là dei contenuti politici e dell’importantissimo rilancio del nostro Paese sul piano internazionale, varrebbe la pena soffermarci su alcuni flash. Barack Obama che si aggira in camicia per le rovine dell’Aquila al fianco di […]

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L’editoriale di Alfonso Signorini – Le ballerine di Michelle Obama segno dei tempi che cambiano

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni il G8 ha riempito le pagine dei giornali e molte immagini televisive. Al di là dei contenuti politici e dell’importantissimo rilancio del nostro Paese sul piano internazionale, varrebbe la pena soffermarci su alcuni flash. Barack Obama che si aggira in camicia per le rovine dell’Aquila al fianco di […]

14 Luglio 2009 | 00:01 di

Alfonso SignoriniCare lettrici, cari lettori,
in questi giorni il G8 ha riempito le pagine dei giornali e molte immagini televisive. Al di là dei contenuti politici e dell’importantissimo rilancio del nostro Paese sul piano internazionale, varrebbe la pena soffermarci su alcuni flash. Barack Obama che si aggira in camicia per le rovine dell’Aquila al fianco di Silvio Berlusconi. Sua moglie Michelle che, appena arrivata a Roma, si toglie di soppiatto le scarpe con i tacchi e si infila le ballerine per muoversi più a suo agio sui sanpietrini della capitale. Una svolta davvero epocale, sul piano dell’immagine e della comunicazione. La coppia presidenziale lo aveva già fatto intuire durante la parata dell’inauguration day, il giorno in cui si è insediato alla Casa Bianca: nessuna berlina blindata, ma a piedi tra la gente per tastarne gli umori.
Ne abbiamo avuto conferma anche in questi giorni: fa davvero bene vedere in tv il presidente degli Stati Uniti con le maniche della camicia arrotolate aggirarsi per strada stringendo le mani dei terremotati, vedere la first lady d’America piangere al racconto dei 16 bambini morti nel terremoto. Insegna che il potere non va esibito tronfiamente, ma va vissuto con impegno e dedizione, al servizio degli uomini. Di fronte a tutto questo l’immagine di Carla Bruni che arriva isolata all’Aquila con un ritardo voluto sulla tabella di marcia risulta terribilmente anacronistica. L’immagine di Sarkozy che parla con i grandi della Terra senza neppure alzarsi in segno di educazione appartiene al passato che non vogliamo più rivedere. Grazie, dunque, al politically (s)correct se questo significa che le vecchie nomenclature sono andate in pensione.

Alla prossima.
Alfonso Signorini
as@sorrisi.com