11 Maggio 2009 | 01:04

L’editoriale di Alfonso Signorini – Vi dico la mia sul successo dello «Show dei record»

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni ho ricevuto lettere e mail il cui contenuto potrei sintetizzarlo così: «Caro Alfonso, ma hai visto quanto è orrendo “Lo show dei record”? Eppure fa ottimi ascolti. Come te lo spieghi?». Più che orrendo lo show, direi che effettivamente ci sono alcuni «campioni» che fanno un po’ impressione […]

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L’editoriale di Alfonso Signorini – Vi dico la mia sul successo dello «Show dei record»

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni ho ricevuto lettere e mail il cui contenuto potrei sintetizzarlo così: «Caro Alfonso, ma hai visto quanto è orrendo “Lo show dei record”? Eppure fa ottimi ascolti. Come te lo spieghi?». Più che orrendo lo show, direi che effettivamente ci sono alcuni «campioni» che fanno un po’ impressione […]

11 Maggio 2009 | 01:04 di

alfonso_signorini-400x4001Care lettrici, cari lettori,
in questi giorni ho ricevuto lettere e mail il cui contenuto potrei sintetizzarlo così: «Caro Alfonso, ma hai visto quanto è orrendo “Lo show dei record”? Eppure fa ottimi ascolti. Come te lo spieghi?». Più che orrendo lo show, direi che effettivamente ci sono alcuni «campioni» che fanno un po’ impressione e non riesco proprio a capire come la mia amica Barbara D’Urso riesca a star lì accanto a certi «fenomeni» senza sentirsi a disagio (anzi, colgo l’occasione per farle i complimenti: è veramente bravissima e… con uno stomaco di ferro).
In effetti questo programma fa ascolti straordinari (lo seguono sette milioni di persone) nonostante siamo in primavera inoltrata e molta gente ne approfitti per uscire la sera. Come mi spiego questo successo? Con quella che io chiamerei «la sindrome del gatto spiaccicato». Ovvero: sarà capitato anche a voi di vedere sulla strada i resti di un povero micio travolto dalle auto. È una vista che fa orrore e tristezza, ma questo non ci impedisce di fermarci a guardare. Un po’ come succede quando avviene un incidente in autostrada e la gente, anziché accelerare, rallenta per curiosare. Coi «campioni» di Barbara ci comportiamo nello stesso modo e non mi stupisco: questo atteggiamento si basa su una raffinata forma di transfert psicologico che, semplificata, suona un po’ così: 1. Guarda quello lì; 2. Che tragedia se io fossi come lui; 3. Per fortuna io non sono così. Morale:
i «mostri» di Barbara ci attirano perché sono… rassicuranti!
Alla prossima.
Alfonso Signorini