13 Dicembre 2011 | 07:34

L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: E la tv diventa un premio per gli assassini

Care lettrici, cari lettori, sapete una cosa? Non ne posso più. Proprio non ne posso più di vedere i protagonisti della cronaca nera invadere il piccolo schermo e di fatto diventare i nuovi divi della televisione. Già trovo incredibile che gli autori di delitti odiosi se la cavino con pochi anni di prigione, ma che […]

 di

L’editoriale di ALFONSO SIGNORINI: E la tv diventa un premio per gli assassini

Care lettrici, cari lettori, sapete una cosa? Non ne posso più. Proprio non ne posso più di vedere i protagonisti della cronaca nera invadere il piccolo schermo e di fatto diventare i nuovi divi della televisione. Già trovo incredibile che gli autori di delitti odiosi se la cavino con pochi anni di prigione, ma che […]

13 Dicembre 2011 | 07:34 di

Care lettrici, cari lettori, sapete una cosa? Non ne posso più. Proprio non ne posso più di vedere i protagonisti della cronaca nera invadere il piccolo schermo e di fatto diventare i nuovi divi della televisione. Già trovo incredibile che gli autori di delitti odiosi se la cavino con pochi anni di prigione, ma che oltre a ciò sia loro aperta la porta del mondo della tv, e con tutti gli onori (e talvolta anche i quattrini), questo mi risulta veramente inaccettabile. L’altra sera assistere allo spettacolo di «zio Michele» (Misseri, colui che si autoaccusa del delitto della povera Sarah Scazzi, peraltro non creduto dagli investigatori) che racconta la sua ennesima «verità» davanti alle telecamere mi ha veramente turbato. Capisco l’ansia dello scoop, ma qui mi sembra che si stia esagerando. Intendiamoci, non sono io che che devo e posso decidere l’entità della pena per un delitto, né stabilire se sia equa o meno. Perciò io non discuto se sia giusto che Erika e Omar, dopo il barbaro duplice omicidio della mamma e del fratellino di Erika di cui sono stati gli autori, siano oggi già in libertà. Hanno fatto solo 10 anni di galera (e sottolineo solo), ma se la Giustizia ha stabilito così, io non commento (il mio cuore invece sì, eccome). Ma da qui a eleggerli a eroi del tubo catodico ce ne passa. Molti di voi la pensano come me, lo so dalle molte lettere e mail che ho ricevuto sull’argomento, e questo mi conforta. In linea di principio sono d’accordo col fatto che il carcere non deve essere solo punizione, ma anche un’occasione per chi ha sbagliato di trovare gli strumenti psicologici e pratici per reinserirsi nella società: ma trovo repellente che sia proprio la tv a favorire questo inserimento. E che lo faccia dando notorietà (e in qualche caso anche benessere) a chi ha sbagliato in maniera irreparabile, togliendo la vita a persone innocenti e provocando dolori indelebili ai loro cari. Il paradosso è che tutti questi figuri diventino «familiari» e alla fine possano provocare anche una certa indulgenza negli spettatori più sprovveduti. Mentre i parenti delle vittime vengono dimenticati e talvolta addirittura considerati uno spiacevole «effetto collaterale» del macabro show. Alla prossima. fortuna!). as@sorrisi.com

SORRISI.COM su Twitter