01 Gennaio 2011 | 12:23

Libera di amare: Anna Oxa rivela la sua svolta sentimentale

pubblicato sul numero di Sorrisi dell’8 febbraio 1998 “La mia carriera è sempre andata di pari passo con la mia vita. Non c’ è uno sdoppiamento, una schizofrenia. Tutti i miei cambiamenti sul palco sono avvenuti in corrispondenza con quelli della mia vita privata. Non sarebbe stato possibile altrimenti: ho bisogno di credere in quello […]

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Libera di amare: Anna Oxa rivela la sua svolta sentimentale

pubblicato sul numero di Sorrisi dell’8 febbraio 1998 “La mia carriera è sempre andata di pari passo con la mia vita. Non c’ è uno sdoppiamento, una schizofrenia. Tutti i miei cambiamenti sul palco sono avvenuti in corrispondenza con quelli della mia vita privata. Non sarebbe stato possibile altrimenti: ho bisogno di credere in quello […]

Foto: pubblicato sul numero di Sorrisi dell'8 febbraio 1998 "La mia carriera è sempre andata di pari passo con la mia vita. Non c' è uno sdoppiamento, una schizofrenia. Tutti i miei cambiamenti sul palco sono avvenuti in corrispondenza con quelli della mia vita privata. Non sarebbe stato possibile altrimenti: ho bisogno di credere in quello che faccio, di trasmettere quello che sento". E non si fa fatica a crederle viste la foga e l' energia che Anna Oxa mette nel parlare. A soli 36 anni e con un viso e un corpo che fanno sognare, ha già alle spalle qualcosa come 21 anni di carriera e una carrellata di trasformazioni d' immagine da fare invidia a Fregoli. Fin dai tempi della ragazza misto-punk, con guanti alle nocche, capelli neri cortissimi e grinta da vendere. Per arrivare alla bionda lunare e diafana, all' ombelico da scandalo o alla showgirl del sabato sera che si lancia in sketch comici imitando Lino Banfi. Quello in corso, però, è forse il cambiamento più radicale. A esserne coinvolta, oltre all' artista, è soprattutto la madre e la donna. "Gianni e io ci siamo lasciati. Il nostro rapporto era in crisi da alcuni anni e, piuttosto che continuare a vivere nell' apatia e nella tristezza, abbiamo preferito salvare quello che c' è ancora di buono fra noi, cioè l' affetto". Gianni è Gianni Belleno, ex batterista dei New Trolls e compagno di Anna fin dal 1989. La nascita del loro amore segnò la fine del matrimonio della cantante con Franco Ciani e l'inizio di una convivenza scandita dalla nascita di due figli: Francesca, di quasi sette anni, e Quazim, di due anni. "Per me non è stato facile. Una separazione, anche se consensuale, ti lascia sempre dietro cumuli di disagio e malinconia. Noi, però, non camminavamo più con lo stesso passo. Lasciarsi era inevitabile, anche e soprattutto per i nostri bambini: ognuno di noi, così, può trasmettere loro maggiore positività". Non parla solo con la bocca, Anna Oxa. Gli occhi, i gesti delle mani dicono ancora di più. E si capisce che per lei, discreta e riservata fino al punto da essere stata accusata di giocare alla diva, non deve essere facile raccontarsi. Nel farlo, però, non smentisce quella grinta e quella fragilità che ne hanno fatto un' artista unica nel panorama musicale italiano. Disposta a sparire, a decretare black out di anni, piuttosto che a "stare appollaiata sul palco senza avere energia ed emozioni da trasmettere". "Anche Francesca, la mia bambina, ha avuto momenti di sofferenza", continua Anna. "Ma le ho parlato a lungo e lei ha capito che suo padre c' è e continuerà a esserci. Per Quazim è diverso. Lui è talmente piccolo...". Anna, però, non è tipo da perdersi d' animo. Anzi. "Per noi Oxa, per mio padre albanese che lasciò da ragazzo la sua patria, per mia madre che ha allevato otto figli, le sconfitte fanno parte della vita. L' importante è reagire, non farsi mai piegare. Accettarle senza farsi distruggere è un modo per rispettare davvero la vita. E io sono troppo solare, troppo passionale per mancarle di rispetto". Eccola allora di nuovo all' opera. A registrare la versione spagnola del suo ultimo disco, la raccolta di successi intitolata "Storie"; a promuoverlo in Sudamerica: "Parto in questi giorni per Venezuela e Brasile. Più avanti ci sarà anche la Spagna"; a scegliere e incidere i brani che comporranno il suo nuovo disco, in uscita il prossimo aprile. "Non c'è ancora un titolo, perché è l' ultima cosa che decido. Il tema dominante è comunque l' amore. Non necessariamente quello fra uomo e donna, un amore più profondo, più universale". Anna dei miracoli non si ferma qua. "Voglio seguire da vicino i miei bambini. Essere una presenza viva per loro, senza soffocarne la personalità, rispettandoli nei loro piccoli problemi. Sono io a preparare la colazione, a vestirli, ad accompagnare Francesca a scuola, a stare dietro a quel simpatico cocciuto che è Quazim. Devo anche ringraziare Rosa, mia sorella. Mi aiuta tanto, è il mio angelo". Artista e mamma senza risparmio, dunque. Ma anche donna alla ricerca delle sue radici. "Negli ultimi tempi sono andata in Albania. Mio padre è morto quando avevo 9 anni e il bisogno di ritrovarlo si è fatto sempre più forte. Quel distacco era stato troppo netto e io per tanto tempo l'ho colmato con l'immaginazione. Ho dipinto col cervello paesaggi e persone che non avevo mai potuto conoscere. Così sono andata a vedere dove era nato, la casa in cui aveva vissuto. Ho conosciuto i miei zii e un'infinità di cugini. E scoprendo gli albanesi sono in parte riuscita a capire quell' uomo duro e testardo, la sua dignità e la sua capacità di miscelarsi agli altri, senza perdere le proprie radici. Quazim, mio figlio, porta il suo nome e gli assomiglia in modo straordinario. Anche nel carattere". Le difficoltà non le hanno fatto perdere la dolcezza. Anna sorride mentre dice che "tante persone che affollavano la mia vita sono svanite nel nulla. Nei momenti di bisogno, ti rendi conto che le dita di una mano sono troppe per contare i veri amici". Fra questi, ce ne è uno, di origine albanese, che in questo periodo le è stato particolarmente vicino. "Ma non sono ancora pronta per una nuova storia. Il mio amore ora è per due bambini sensibili che vivono d' affetto e di coccole".

01 Gennaio 2011 | 12:23 di

pubblicato sul numero di Sorrisi dell’8 febbraio 1998

“La mia carriera è sempre andata di pari passo con la mia vita. Non c’ è uno sdoppiamento, una schizofrenia. Tutti i miei cambiamenti sul palco sono avvenuti in corrispondenza con quelli della mia vita privata. Non sarebbe stato possibile altrimenti: ho bisogno di credere in quello che faccio, di trasmettere quello che sento”. E non si fa fatica a crederle viste la foga e l’ energia che Anna Oxa mette nel parlare.

A soli 36 anni e con un viso e un corpo che fanno sognare, ha già alle spalle qualcosa come 21 anni di carriera e una carrellata di trasformazioni d’ immagine da fare invidia a Fregoli. Fin dai tempi della ragazza misto-punk, con guanti alle nocche, capelli neri cortissimi e grinta da vendere. Per arrivare alla bionda lunare e diafana, all’ ombelico da scandalo o alla showgirl del sabato sera che si lancia in sketch comici imitando Lino Banfi. Quello in corso, però, è forse il cambiamento più radicale.

A esserne coinvolta, oltre all’ artista, è soprattutto la madre e la donna. “Gianni e io ci siamo lasciati. Il nostro rapporto era in crisi da alcuni anni e, piuttosto che continuare a vivere nell’ apatia e nella tristezza, abbiamo preferito salvare quello che c’ è ancora di buono fra noi, cioè l’ affetto”. Gianni è Gianni Belleno, ex batterista dei New Trolls e compagno di Anna fin dal 1989. La nascita del loro amore segnò la fine del matrimonio della cantante con Franco Ciani e l’inizio di una convivenza scandita dalla nascita di due figli: Francesca, di quasi sette anni, e Quazim, di due anni. “Per me non è stato facile. Una separazione, anche se consensuale, ti lascia sempre dietro cumuli di disagio e malinconia. Noi, però, non camminavamo più con lo stesso passo. Lasciarsi era inevitabile, anche e soprattutto per i nostri bambini: ognuno di noi, così, può trasmettere loro maggiore positività”.

Non parla solo con la bocca, Anna Oxa. Gli occhi, i gesti delle mani dicono ancora di più. E si capisce che per lei, discreta e riservata fino al punto da essere stata accusata di giocare alla diva, non deve essere facile raccontarsi. Nel farlo, però, non smentisce quella grinta e quella fragilità che ne hanno fatto un’ artista unica nel panorama musicale italiano. Disposta a sparire, a decretare black out di anni, piuttosto che a “stare appollaiata sul palco senza avere energia ed emozioni da trasmettere”. “Anche Francesca, la mia bambina, ha avuto momenti di sofferenza”, continua Anna. “Ma le ho parlato a lungo e lei ha capito che suo padre c’ è e continuerà a esserci. Per Quazim è diverso. Lui è talmente piccolo…”.

Anna, però, non è tipo da perdersi d’ animo. Anzi. “Per noi Oxa, per mio padre albanese che lasciò da ragazzo la sua patria, per mia madre che ha allevato otto figli, le sconfitte fanno parte della vita. L’ importante è reagire, non farsi mai piegare. Accettarle senza farsi distruggere è un modo per rispettare davvero la vita. E io sono troppo solare, troppo passionale per mancarle di rispetto”. Eccola allora di nuovo all’ opera. A registrare la versione spagnola del suo ultimo disco, la raccolta di successi intitolata “Storie”; a promuoverlo in Sudamerica: “Parto in questi giorni per Venezuela e Brasile. Più avanti ci sarà anche la Spagna”; a scegliere e incidere i brani che comporranno il suo nuovo disco, in uscita il prossimo aprile. “Non c’è ancora un titolo, perché è l’ ultima cosa che decido. Il tema dominante è comunque l’ amore. Non necessariamente quello fra uomo e donna, un amore più profondo, più universale”.

Anna dei miracoli non si ferma qua. “Voglio seguire da vicino i miei bambini. Essere una presenza viva per loro, senza soffocarne la personalità, rispettandoli nei loro piccoli problemi. Sono io a preparare la colazione, a vestirli, ad accompagnare Francesca a scuola, a stare dietro a quel simpatico cocciuto che è Quazim. Devo anche ringraziare Rosa, mia sorella. Mi aiuta tanto, è il mio angelo”.

Artista e mamma senza risparmio, dunque. Ma anche donna alla ricerca delle sue radici. “Negli ultimi tempi sono andata in Albania. Mio padre è morto quando avevo 9 anni e il bisogno di ritrovarlo si è fatto sempre più forte. Quel distacco era stato troppo netto e io per tanto tempo l’ho colmato con l’immaginazione. Ho dipinto col cervello paesaggi e persone che non avevo mai potuto conoscere. Così sono andata a vedere dove era nato, la casa in cui aveva vissuto. Ho conosciuto i miei zii e un’infinità di cugini. E scoprendo gli albanesi sono in parte riuscita a capire quell’ uomo duro e testardo, la sua dignità e la sua capacità di miscelarsi agli altri, senza perdere le proprie radici. Quazim, mio figlio, porta il suo nome e gli assomiglia in modo straordinario. Anche nel carattere”. Le difficoltà non le hanno fatto perdere la dolcezza. Anna sorride mentre dice che “tante persone che affollavano la mia vita sono svanite nel nulla. Nei momenti di bisogno, ti rendi conto che le dita di una mano sono troppe per contare i veri amici”. Fra questi, ce ne è uno, di origine albanese, che in questo periodo le è stato particolarmente vicino. “Ma non sono ancora pronta per una nuova storia. Il mio amore ora è per due bambini sensibili che vivono d’ affetto e di coccole”.