14 Giugno 2011 | 08:30

Lo svantaggio di essere uno showman perbene

Care lettrici, cari lettori, ogni anno, quando la tv va in vacanza e, non sapendo che altro fare, i giornali si divertono a costruire sulla base delle indiscrezioni i futuri palinsesti, spunta il nome di Carlo Conti legato al Festival di Sanremo. Ormai non è più una novità. Succede da almeno cinque anni a questa […]

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Lo svantaggio di essere uno showman perbene

Care lettrici, cari lettori, ogni anno, quando la tv va in vacanza e, non sapendo che altro fare, i giornali si divertono a costruire sulla base delle indiscrezioni i futuri palinsesti, spunta il nome di Carlo Conti legato al Festival di Sanremo. Ormai non è più una novità. Succede da almeno cinque anni a questa […]

14 Giugno 2011 | 08:30 di


Care lettrici, cari lettori, ogni anno, quando la tv va in vacanza e, non sapendo che altro fare, i giornali si divertono a costruire sulla base delle indiscrezioni i futuri palinsesti, spunta il nome di Carlo Conti legato al Festival di Sanremo. Ormai non è più una novità. Succede da almeno cinque anni a questa parte. Quando non si sa che nome fare, ecco venir fuori quello di Conti. Poi, in autunno, ci si dimentica di questi giochini e si lavora puntualmente in altre direzioni. Mi chiedo perché. Carlo Conti è un vero e proprio Stakanov nel suo lavoro. Una di quelle persone serie, che vivono con grande impegno la loro attività, che non alimentano con polemiche mediatiche o con scandaletti le pagine dei giornali. E per giunta, pur non brillando sempre in estro o ironia (credo che questo gli riesca difficile per carattere), i suoi programmi vanno (quasi) sempre bene. E allora? Che c’è che non va? Io non l’ho ancora capito. Forse non basta essere seri professionisti, brave persone, conduttori senza macchia e senza spocchia per guadagnarsi di diritto il palcoscenico più ambito della televisione italiana? Per giunta dopo anni e anni di onorata carriera? Forse si teme che Conti non sappia essere sufficientemente creativo per assicurare ascolti importanti? O forse costa all’azienda Rai troppo poco per essere davvero considerato un numero uno? Francamente non so rispondere a queste domande. Resta il fatto che Carlo, che conosco molto bene, è davvero persona troppo educata per mettersi a combattere e a tramare per avere quel che gli spetterebbe. Non è un esperto di sotterfugi. E credo che, se anche quest’anno gli dovesse andar buca, incasserà tutto con un sorriso. In fondo nella vita conta ben altro. Non è vero? Alla prossima!

as@sorrisi.com