05 Marzo 2015 | 23:30

MasterChef: è Stefano il vincitore della quarta edizione

Vince centomila euro e la pubblicazione di un libro di ricette. Nicolò, secondo, in una finale combattuta servendo un menu "degustazione" a colpi di piatti d'altissimo livello, si consola e va a lavorare con Cracco

 di Lorenzo Di Palma

MasterChef: è Stefano il vincitore della quarta edizione

Vince centomila euro e la pubblicazione di un libro di ricette. Nicolò, secondo, in una finale combattuta servendo un menu "degustazione" a colpi di piatti d'altissimo livello, si consola e va a lavorare con Cracco

Foto: Stefano, quarto MasterChef italiano  - Credit: © Sito Ufficiale

05 Marzo 2015 | 23:30 di Lorenzo Di Palma

Sì, lo “spoiler” di Striscia era giusto: è Stefano Callegaro il quarto MasterChef d’Italia. Ma saperlo prima non ha, alla fine, rovinato la visione di una grande finale. La “migliore di tutte le edizioni di MasterChef”, come hanno ripetuto più volte i giudici. 

Stefano, 42 anni, l’agente immobiliare di Adria (Rovigo) che voleva (e a questo punto è più probabile che lo farà con successo) cambiare vita, ha avuto la meglio su Nicolò, 21 anni, il giovane “prodigio” di questa edizione, in una finale, che quest’anno prevedeva la preparazione di un menù “degustazione” completo dagli starter al dessert. 

La finale ha preso subito la forma di una sfida non solo generazionale, ma tra caratteri e concezioni della cucina molto diverse, quasi antitetiche. Stefano ha scelto ingredienti pregiati, Nicolò da cucina “povera”. Stefano dalla sua aveva una maggiore tecnica, Nicolò creatività e l’”incoscienza” dei suoi venti anni. 

Alla fine l’ha spuntata Stefano, più “solido” il suo menù chiamato “Istantanea di me”, rispetto ai “50 chilometri” (quelli che dividono Piacenza, terra delle sue origini, a Milano, la sua città), come Nicolò ha ribattezzato il suo menù. 

Nicolò ha tentato di stupire, mentre Stefano di “convincere” e, tra l’altro, ha servito un super risotto che Bastianich “ha mangiato solo due o tre volte nella vita”.  

Bello l’abbraccio finale tra i due e i complimenti di Nicolò a Stefano. D’altronde il ragazzo sa di aver convinto non solo suo padre, medico, che all’inizio non vedeva bene questa sua passione per la cucina, ma anche i telespettatori.  

E soprattutto un grande chef come Carlo Cracco, che durante tutta la puntata lo ha seguito con occhi orgogliosi, proprio “da padre”, consapevole del percorso compiuto dal ragazzo anche per merito suo. "E' il suo cocco", ha detto a un certo punto il vero padre di Nicolò. 

Non è un caso che, anche per rispondere alle insinuazioni di Striscia la Notizia, la produzione abbia lasciato anche la scena in cui Nicolò abbraccia e ringrazia lo chef, che gli risponde: “Lo sai, che se vuoi ti aspetto in cucina”. Come sappiamo, grazie a Striscia, Nicolò ho colto l’occasione e ora lavora nel ristorante di Cracco. 

Uno specchio nella Mistery Box

Eppure la puntata si era aperta bene per Nicolò. È stato lui, infatti, il vincitore dell’ultima Mistery Box, confermando poi la tradizione da lui stesso ricordata in puntata: chi vince la Mistery poi perde alla finale. Originale, comunque idea degli autori, di collocare uno specchio nella scatola: “In questa Mistery box c’è quello che siete e quello che siete diventati”, “affronterete voi stessi”, profetizza Bastianich. Il tema è quindi “libero”, i concorrenti possono preparare il piatto che più li rappresenta. Il programma diventa una seduta psicoanalitica sotto l’occhio delle telecamere, in cui Amelia fa i conti con l’“ombra” del padre, cuoco, caratteristica che condivide con Bastianich con cui si confronta. Stefano con il suo sogno di cambiare vita (era la quarta volta che tentava di entrare nel programma). E Nicolò, con un suo alter ego, non più “bimbominkia” come lui stesso si è definito, ma più consapevole dei propri mezzi e del proprio futuro, in un bel confronto discepolo-maestro con Carlo Cracco. Vince il concorrente più giovane con I due Nicolò, appunto, piatto che ha stupito Barbieri ("tanta roba!") e sorpreso Cracco che ammette “Io a ventuno anni non so se facevo queste cose”. 

Mozzarella e Invention Test

Per l’Invention Test, Nicolò ha potuto scegliere cosa cucinare e farsi spiegare i piatti di Rosanna Marziale, da lei stessa. La Marziale, executive chef del ristorante stellato Le Colonne di Caserta, è la creatrice di una cucina solidamente ancorata alle tradizioni e alle materie prime della sua terra, la Campania, ma rivisitate con tecniche moderne e sorprendenti e con esiti appunto, stellati. Presenta tre piatti a base di mozzarella: Palla di mozzarella con tagliolini al basilico, La pizza al contrario e la Zuppa di cozze nel latte di mozzarella nera. Nicolò dichiara di non voler mettere in difficoltà i compagni e assegna la “Palla” ad Amelia e le cozze, più facili, a Stefano. Per se tiene la abbastanza complicata Pizza", ma è “sul pezzo” e se la cava bene, il suo piatto sarà il migliore. Gli atri due concorrenti commettono degli sbagli: Amelia non ha chiesto la cosa più importante, ovvero come Rosanna Marziale riesce a farcire la mozzarella (lo fa “sciogliendola” nel micro-onde) e Stefano non ha cucinato le cozze nel “latte” della mozzarella e si è dimenticato il pane. Ma l’errore di Amelia è più grave, e la ventiseienne studentessa di Piana di Monte Verna (Caserta) deve abbandonare la cucina di MasterChef. E pensare che quando è arrivata la Marziale, Stefano ha commentato: “è come giocare Juve-Napoli con un arbitro di Posillipo”.

Il tour de force della finale

Stefano e Nicolò sono in finale. In palio il titolo di quarto MasterChef, 100mila euro e la pubblicazione del loro primo libro di ricette. In balconata ci sono tutti i concorrenti di questa edizione e i parenti dei due finalisti. La sfida è creare un “menù degustazione” che racconti la loro idea di cucina. Hanno carta bianca su piatti e ingredienti. Nicolò spacca subito una bottiglia d’olio, brutto segno. La gara è un tour de force. Nicolò prepara un Caffè macchiato ai funghi porcini (non molto riuscito a detta dei giudici), un Filetto di storione cotto in infusione di vaniglia (geniale il pomodoro, secondo Barbieri), Animelle di agnello con ostriche fritte servite su di un ceppo di legno con provette piene di brodo (i giudici si complimentano), una Composta di albicocche con formaggio di capra mantecato con agrumi e sorbetto di sedano (gran piatto, dice Cracco), poi una Terrina di pesci di lago, un coraggioso Tortino di cipolle di Bilegno con un uovo delle sue galline e, come dessert, un Ghiaccio di melone con alchermes. Stefano risponde con una Battuta di filetto di fassone (eccellente), un’Insalata fredda di astice blu (con una gelatina di gin tonic “fuori luogo”), ma si riscatta con una Cernia in saor con la sua cipolla che Joe Bastianich definisce “uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato”, con il Riso seppie nere e gelato alle fave e un’Anguilla in due cotture; come dessert serve: Quello che il contadino ha sempre saputo (formaggio e pere). Il livello è molto alto e per i giudici questa “è la più bella finale mai vista a MasterChef”.