25 Ottobre 2010 | 06:34

Michelle Hunziker: «Vi dico tutto (o quasi) di me»

Michelle Hunziker canta, balla e si racconta nello spettacolo teatrale «Mi scappa da ridere». «Qui è tutto mio: recito me stessa tra vita vera e favola. Uno show con Fiorello? Firmerei subito!»

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Michelle Hunziker: «Vi dico tutto (o quasi) di me»

Michelle Hunziker canta, balla e si racconta nello spettacolo teatrale «Mi scappa da ridere». «Qui è tutto mio: recito me stessa tra vita vera e favola. Uno show con Fiorello? Firmerei subito!»

Foto: Bagnacavallo (RA), backstage dello spettacalo teatrale "Mi scappa da ridere" con Michelle Hunziker 2010-10-09 © Massimo Sestini

25 Ottobre 2010 | 06:34 di

Michelle Hunziker (foto Massimo Sestini)
Michelle Hunziker (foto Massimo Sestini)

Voi la vedrete con lustrini e tacco 12, noi l’abbiamo incontrata sullo stesso palcoscenico in leggings e infradito. Perché siamo andati a curiosare dietro le quinte del suo spettacolo «Mi scappa da ridere», incrocio tra musical, fiaba e autobiografia prodotto da Bibi Ballandi, in cui la Hunziker esordisce come mattatrice e anche (co)autrice. Uno spettacolo in cui canta, balla, si racconta, apre le porte della sua cameretta di bambina con il poster di Eros Ramazzotti alla parete e scherza persino sul suo «lato B», quello che in una vecchia pubblicità di slip le ha «dato un’identità». Le ultime prove di «Mi scappa da ridere», prima del debutto ufficiale venerdì scorso al Politeama di Genova, sono state al teatro Goldoni di Bagnacavallo (Ra). Sala minuscola, legni e stucchi del Settecento, grande atmosfera. E lei sul palco dal primo pomeriggio alle due del mattino a provare, ripetere, rifinire, con il regista Giampiero Solari (già dietro tanti programmi di Fiorello, Morandi, Panariello).

Un «one woman show» in cui racconta parti importanti della sua vita: era un’urgenza sua, del pubblico o degli autori?
«Cercavo da un po’ la possibilità di creare una cosa dal niente, dopo format collaudati come “Tutti insieme appassionatamente” e “Cabaret”. Qua è tutto mio, cioè recito la parte di me stessa con un gioco di rimandi tra vita vera e favola, diciamo in proporzione 60 a 40, del resto alla mia età mica mi metto a fare un’autobiografia. In scena mi emoziono molto, soprattutto nel finale. Ma è stato emozionante anche iscrivermi alla Siae (Società Italiana Autori ed Editori, ndr) dopo aver firmato il copione con gli altri autori».

Ha festeggiato?
«E chi lo trovava il tempo? Ho firmato, ho gioito e poi… poche storie, subito al lavoro! Anche perché c’era Solari a rimettermi in riga: i cazziatoni che mi sono presa in questo percorso a teatro non me li ero mai presi neanche dai miei genitori o a scuola. Noi della tv siamo viziatelli, abituati ad avere sempre il paracadute. Qua non ce l’ho. E all’inizio delle prove mi sono fatta tanti pianti chiusa in bagno».

Ha raccontato di essere nata senza i dotti lacrimali. Allora era destino che le scappasse più da ridere che da piangere?
«Mia mamma si accorse che quando stavo male diventavo tutta rossa ma non uscivano le lacrime: così a tre-quattro mesi sono stata operata, mi hanno messo i dotti artificiali. Io dico che era un segnale, magari non ero una che nella vita doveva piangere».

Lo scoglio più duro da affrontare, per lei, in questo show?
«Non è per niente facile il pezzo swing che faccio all’inizio. Ma la più grossa difficoltà è non far finire la voce. In scena parlo tantissimo e sto imparando a non sforzare le corde vocali fuori dal palco» (infatti adesso, a tu per tu, Michelle parla con un’inedita voce bassa, molto sensuale, ndr).

In scena, su un megaschermo, appare anche Michele Foresta.
«Che interpreta il mio pupazzo di quando ero piccola, Trùppolo: lo chiamavo così e lo avevo fatto io, gli avevo anche cucito da sola la mantellina. L’ho ricreato per questo spettacolo».

«Mi scappa da ridere» è targato Ballandi come tanti show tv di Fiorello. Potremmo vedervi insieme?
«Ma subito, te lo firmo subito uno spettacolo con Fiore. Ancora non se n’è parlato, ma lui lo sa che volentieri quando vuole faccio qualcosa con lui. Una donna non l’ha mai avuta accanto nei suoi spettacoli, sarebbe una grande sfida».

In tv con «Paperissima» e «Striscia». In teatro con il musical. Il cinema lo ha fatto. E una fiction?
«Non lo sa nessuno, ma con Mediaset ho fatto una puntata zero di un film tv. è più genere fiction che sitcom, come partner ho Francesco Pannofino, che è con me anche nello spot dei telefoni con John Travolta, ed è una cosa bellissima. Solo che adesso siamo lì con un film pronto nel cassetto che non tiriamo fuori perché o ne fai una serie o non ne vale la pena: tutti pronti a farlo, e io non ho tempo».

Neanche per rifare «Love Bugs», allora? Si mormorava da un po’…
«Sarà girata la voce perché io e Fabio (De Luigi, con lei nella prima stagione della sitcom nel 2004, ndr) siamo come fratelli e ci è dispiaciuto lasciare quel progetto. Scherzando, gli ho detto che un giorno potremmo fare “Love Bugs Senior”, un bel Love Bugs dei nonni».