01 Gennaio 2011 | 12:27

Patty Pravo, un patto con il diavolo

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni del 12 aprile 1998 Seduta sul divanetto nella hall di un hotel. Senza un filo di trucco, capelli al naturale. Come “mise” (si fa per dire) maglioncino e fuseaux neri. Alle spalle, un’intera giornata passata a lavorare in sala d’ incisione. Difficilmente una star si presenta così per un’ […]

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Patty Pravo, un patto con il diavolo

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni del 12 aprile 1998 Seduta sul divanetto nella hall di un hotel. Senza un filo di trucco, capelli al naturale. Come “mise” (si fa per dire) maglioncino e fuseaux neri. Alle spalle, un’intera giornata passata a lavorare in sala d’ incisione. Difficilmente una star si presenta così per un’ […]

Foto: pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni del 12 aprile 1998 Seduta sul divanetto nella hall di un hotel. Senza un filo di trucco, capelli al naturale. Come "mise" (si fa per dire) maglioncino e fuseaux neri. Alle spalle, un'intera giornata passata a lavorare in sala d' incisione. Difficilmente una star si presenta così per un' intervista. Lei no. Se ne frega. E se lo può permettere. Perché il suo carisma, anche adesso che il 9 aprile scattano i 50 anni tondi, non sprigiona dagli stilisti né dai truccatori né dai coiffeur. E' qualcosa d' impalpabile. Qualcosa che ti comunicano il fascino e la bellezza quando si fondono insieme e davvero ti fan pensare che, per certe persone, gli anni non passano. Che Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, abbia stretto il famoso patto col diavolo? Intanto, lei mette le mani avanti: non festeggia i compleanni, non fa bilanci, detesta correr dietro ai ricordi. Perché? «Non l'ho mai festeggiato il compleanno. Anzi no, l' ultima volta fu il 21: mi stavo così annoiando, che ho buttato per aria la torta e da allora basta!». Anche se non ami i bilanci, com'è stata la vita privata? «Ottima». Con quattro matrimoni... «Splendido». Torneresti indietro? «Beh, rifare tutto sarebbe noioso, però va bene così». Per te la convivenza è la tomba dell' amore o no? «Ma non lo so, perché io ho sempre convissuto con persone che facevano il mio mestiere ed è per questo che sono durati anche anni 'sti matrimoni. Che, comunque, eran sempre voluti dall' altro ed eran più fantasie d'amore che voglia di famiglia e figli». Rimpiangi di non aver figli? «No, l' ho voluto io. E' stata una decisione presa da adolescente. Non si può fare questo mestiere e far figli: i figli vanno seguiti, non vanno lasciati in mano alle tate». Ti manca ora un figlio? «Assolutamente no». Ma non pesa la solitudine? «La solitudine? E che cos' è? Io sono una solitaria, mi piace star da sola. Mi basto. Non ho il senso del tempo, perciò sto molto bene per conto mio». A più di 30 anni dal debutto, come hai visto cambiare la condizione della donna? «Ma non molto, sai. E' vero che una volta si pensava, nel mio lavoro, che a 25 anni una donna fosse già vecchia. E invece siamo ancora qua... Certo, le donne un po' sono andate avanti, però penso che ci sia ancora tanta disparità». Anche nel mondo artistico? «Sì, sì: s' investe più negli uomini che nelle donne». E anche gli uomini sono cambiati in questi 30 anni? «Sì, tanto» (e scoppia a ridere come una matta). Come? In peggio? «Eh sì. Prima non esisteva questa identità femminile, adesso la situazione si è un po' più complicata...». Nel senso che le donne hanno spaventato gli uomini... «Ma io non c' entro!». Come no: sei stata una delle prime, nei tuoi testi, a rivendicare l' autonomia delle donne ("No, ragazzo no, tu non mi metterai tra le 10 bambole che non ti piacciono più")... «Ah, ma quello è normale: io l' ho sempre pensato. Però sì, un pochino responsabile di aver spinto le ragazze della mia età ad affermare la propria indipendenza mi sento: quel tanto che basta. Anche se, per stare a "La bambola", devo dire che l' ho sempre odiata. Io sono sempre stata una donna libera, sono vissuta con la nonna che mi ha insegnato a essere tale: questa disparità tra i sessi l' ho vista dopo i 30 anni. Una coscienza più profonda l' ho sviluppata quando ho cominciato a fermarmi, a pensare di più, a frequentare i supermercati». I supermercati? «Certo: fondamentale! Io prima non conoscevo neanche i negozi». Ti senti saggia adesso? «Ma io sono una saggia, io sono una millenaria saggia, dicevano che ero millenaria sin da bambina!». Sei ancora trasgressiva? «Non lo sono mai stata. La trasgressione io la vedo come qualcosa di pensato, non di sentito. Se ti viene normale, quindi, non è più trasgressione, ma il tuo modo di essere». Beh, almeno provocatoria... «Oggi sono più equilibrata, mi ha fatto bene smettere di lavorare per un po' di anni. Io ho cominciato a 15 anni e sono andata in giro per il mondo sino ai 30, quindi ero abbastanza sbarellata. Ho cominciato a essere un' umana, per quanto lo possa essere, dai 30 in poi. Adesso sto bene con me stessa. E anche con gli altri... Purché non mi annoino...». Se dovessi scegliere una canzone del tuo repertorio? «Amo molto "Col tempo" di Leo Ferré, forse il brano che sento di più. Però ora Fossati mi ha scritto un pezzo con un testo meraviglioso». Ma il discorso del tempo che passa non ti spaventa? «No, l' importante è la salute: io pensavo di morire giovanissima e sono ancora qua» (e ride). I giovani di oggi come li vedi? «Li osservo con interesse. Poveracci: da una parte vivono in un periodo pieno di problemi; dall' altra sono molto attenti. Trent' anni fa un ragazzino non parlava di soldi e lavoro». Hai visto Sanremo? «Sì, la prima serata e mi è bastata: volevo accopparmi!». Ma non ti è piaciuto niente? «Solo Antonella Ruggiero». Vuoi finalmente confessare qual è il segreto della tua forma? «Sì. Faccio le capriole in casa».

01 Gennaio 2011 | 12:27 di

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni del 12 aprile 1998

Seduta sul divanetto nella hall di un hotel. Senza un filo di trucco, capelli al naturale. Come “mise” (si fa per dire) maglioncino e fuseaux neri. Alle spalle, un’intera giornata passata a lavorare in sala d’ incisione. Difficilmente una star si presenta così per un’ intervista. Lei no. Se ne frega. E se lo può permettere. Perché il suo carisma, anche adesso che il 9 aprile scattano i 50 anni tondi, non sprigiona dagli stilisti né dai truccatori né dai coiffeur.

E’ qualcosa d’ impalpabile. Qualcosa che ti comunicano il fascino e la bellezza quando si fondono insieme e davvero ti fan pensare che, per certe persone, gli anni non passano. Che Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, abbia stretto il famoso patto col diavolo? Intanto, lei mette le mani avanti: non festeggia i compleanni, non fa bilanci, detesta correr dietro ai ricordi.

Perché?
«Non l’ho mai festeggiato il compleanno. Anzi no, l’ ultima volta fu il 21: mi stavo così annoiando, che ho buttato per aria la torta e da allora basta!».

Anche se non ami i bilanci, com’è stata la vita privata?
«Ottima».

Con quattro matrimoni…
«Splendido».

Torneresti indietro?
«Beh, rifare tutto sarebbe noioso, però va bene così».

Per te la convivenza è la tomba dell’ amore o no?
«Ma non lo so, perché io ho sempre convissuto con persone che facevano il mio mestiere ed è per questo che sono durati anche anni ‘sti matrimoni. Che, comunque, eran sempre voluti dall’ altro ed eran più fantasie d’amore che voglia di famiglia e figli».

Rimpiangi di non aver figli?
«No, l’ ho voluto io. E’ stata una decisione presa da adolescente. Non si può fare questo mestiere e far figli: i figli vanno seguiti, non vanno lasciati in mano alle tate».

Ti manca ora un figlio?
«Assolutamente no».

Ma non pesa la solitudine?
«La solitudine? E che cos’ è? Io sono una solitaria, mi piace star da sola. Mi basto. Non ho il senso del tempo, perciò sto molto bene per conto mio».

A più di 30 anni dal debutto, come hai visto cambiare la condizione della donna?
«Ma non molto, sai. E’ vero che una volta si pensava, nel mio lavoro, che a 25 anni una donna fosse già vecchia. E invece siamo ancora qua… Certo, le donne un po’ sono andate avanti, però penso che ci sia ancora tanta disparità».

Anche nel mondo artistico?
«Sì, sì: s’ investe più negli uomini che nelle donne».

E anche gli uomini sono cambiati in questi 30 anni?
«Sì, tanto» (e scoppia a ridere come una matta).

Come? In peggio?
«Eh sì. Prima non esisteva questa identità femminile, adesso la situazione si è un po’ più complicata…».

Nel senso che le donne hanno spaventato gli uomini…
«Ma io non c’ entro!».

Come no: sei stata una delle prime, nei tuoi testi, a rivendicare l’ autonomia delle donne (“No, ragazzo no, tu non mi metterai tra le 10 bambole che non ti piacciono più”)…
«Ah, ma quello è normale: io l’ ho sempre pensato. Però sì, un pochino responsabile di aver spinto le ragazze della mia età ad affermare la propria indipendenza mi sento: quel tanto che basta. Anche se, per stare a “La bambola”, devo dire che l’ ho sempre odiata. Io sono sempre stata una donna libera, sono vissuta con la nonna che mi ha insegnato a essere tale: questa disparità tra i sessi l’ ho vista dopo i 30 anni. Una coscienza più profonda l’ ho sviluppata quando ho cominciato a fermarmi, a pensare di più, a frequentare i supermercati».

I supermercati?
«Certo: fondamentale! Io prima non conoscevo neanche i negozi».

Ti senti saggia adesso?
«Ma io sono una saggia, io sono una millenaria saggia, dicevano che ero millenaria sin da bambina!».

Sei ancora trasgressiva?
«Non lo sono mai stata. La trasgressione io la vedo come qualcosa di pensato, non di sentito. Se ti viene normale, quindi, non è più trasgressione, ma il tuo modo di essere».

Beh, almeno provocatoria…
«Oggi sono più equilibrata, mi ha fatto bene smettere di lavorare per un po’ di anni. Io ho cominciato a 15 anni e sono andata in giro per il mondo sino ai 30, quindi ero abbastanza sbarellata. Ho cominciato a essere un’ umana, per quanto lo possa essere, dai 30 in poi. Adesso sto bene con me stessa. E anche con gli altri… Purché non mi annoino…».

Se dovessi scegliere una canzone del tuo repertorio?

«Amo molto “Col tempo” di Leo Ferré, forse il brano che sento di più. Però ora Fossati mi ha scritto un pezzo con un testo meraviglioso».

Ma il discorso del tempo che passa non ti spaventa?
«No, l’ importante è la salute: io pensavo di morire giovanissima e sono ancora qua» (e ride).

I giovani di oggi come li vedi?
«Li osservo con interesse. Poveracci: da una parte vivono in un periodo pieno di problemi; dall’ altra sono molto attenti. Trent’ anni fa un ragazzino non parlava di soldi e lavoro».

Hai visto Sanremo?
«Sì, la prima serata e mi è bastata: volevo accopparmi!».

Ma non ti è piaciuto niente?
«Solo Antonella Ruggiero».

Vuoi finalmente confessare qual è il segreto della tua forma?

«Sì. Faccio le capriole in casa».