01 Gennaio 2011 | 16:39

Piccola grande Anna

pubblicato sul numero di Sorrisi 17 marzo 2002 La cosa che più ti colpisce incontrandola, e sono le 2 di notte subito dopo la vittoria, è la calma serafica con cui si comporta. Stupefacente per una quindicenne passata di botto da un angolo della Ciociaria alla massima ribalta nazionale. Solo un intermittente tremolio della gamba […]

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Piccola grande Anna

pubblicato sul numero di Sorrisi 17 marzo 2002 La cosa che più ti colpisce incontrandola, e sono le 2 di notte subito dopo la vittoria, è la calma serafica con cui si comporta. Stupefacente per una quindicenne passata di botto da un angolo della Ciociaria alla massima ribalta nazionale. Solo un intermittente tremolio della gamba […]

Foto: pubblicato sul numero di Sorrisi 17 marzo 2002 La cosa che più ti colpisce incontrandola, e sono le 2 di notte subito dopo la vittoria, è la calma serafica con cui si comporta. Stupefacente per una quindicenne passata di botto da un angolo della Ciociaria alla massima ribalta nazionale. Solo un intermittente tremolio della gamba destra tradisce un certo nervosismo. Ti guarda, molto bella, come una sfinge e tu hai il sospetto che quel tic alla gamba non sia indice di timidezza, ma scocciatura per il rito delle interviste e delle foto. Poi comincia: «Non so cosa dire, sono ancora sotto shock. Sembro tranquilla? Forse perché non mi pare ancora vero: sì, sono emozionata, ma cerco di controllarmi». Una pausa e quindi: «Sono testarda, Capricorno appunto. Forse non dovrei dirlo, ma ho fatto riscrivere 7 volte il testo della mia canzone perché non esprimeva ciò che volevo io». Insomma, la determinazione non le manca. «Ho iniziato a cantare a 7 anni e poi, man mano, i miei mi hanno spinta a fare concorsi in ambito locale e già da piccola tutti mi dicevano "Vai Anna, vai: hai una voce che dà emozioni . Ho preso anche lezioni da una maestra di canto, ma per meno di un anno. Sì, mi sono servite e voglio continuare. Finché, era lo scorso ottobre, degli amici di famiglia hanno parlato a papà dell Accademia della canzone di Sanremo che io non conoscevo. Poi, prima di partire, mi sono venute le placche in gola e la febbre a 40 e mezzo e poi gli zii mi hanno accompagnata a Sanremo, dove ho fatto lo stage di una settimana per piazzarmi tra i quattro finalisti: è da lì che è iniziata l'avventura. A fine novembre ero sul palco dell Ariston per la vetrina di "Sanremo Giovani" e ho cantato "L'angelo" di Syria: l'aveva scelta mio padre, ma io adoro lei e le sue canzoni». Meno male che, lasciandola parlare, il profumo dei suoi 15 anni viene tutto fuori, sennò c'era da spaventarsi. E la scuola? «Ah, i miei compagni di classe sono tutti e 26 miei fan: si sono radunati per la finale e mi hanno telefonato mentre brindavano». Sì, ma per scuola intendevo gli studi... «Faccio la seconda ragioneria e vado bene, ma è il canto la mia passione. Però pure la preside è contenta, anche se quando rientrerò a Sora dovrò mettermi sotto per recuperare...». A Sora l'aspettano papà Dante («Lui è artigiano e produce la ciambella sorana»), mamma Palmira e i fratelli Maurizio, Silvia, Giuseppe. E i fan, naturalmente, che adesso, all improvviso, si trova ad avere ovunque: «Il mio sito www.annatatangelo.it è stato intasato dalle e-mail. Anche dai bambini: uno mi ha scritto che la maestra lo ha rimproverato perché distratto e che si è giustificato dicendo che pensava a me...». Finalmente scoppia a ridere. A proposito: e il ragazzo? Si rabbuia: «Non ho più il ragazzo, sono single...». Bella notizia per i nuovi fan. Ma torniamo alla musica. Anna chi ha apprezzato tra i colleghi Campioni? «Alexia per la grinta, però Renga per voce e interpretazione». E fuori dal Festival? «Il mio idolo è Vasco, poi Lenny Kravitz, Laura Pausini, Mia Martini. Però anche la canzone napoletana, specie "Tu si na cosa grande. Amo il melodico, ma anche il ritmato». E allora cosa rispondi a chi dice che hai una splendida voce, ma che la canzone era un po «vecchia»? «No, non credo. Pure a mia sorella che ha 22 anni piaceva molto». Si ferma, mi guarda timorosa, quasi con sospetto. E aggiunge preoccupata: «Per caso anche a lei sembrava "vecchia"?».

01 Gennaio 2011 | 16:39 di

pubblicato sul numero di Sorrisi 17 marzo 2002

La cosa che più ti colpisce incontrandola, e sono le 2 di notte subito dopo la vittoria, è la calma serafica con cui si comporta. Stupefacente per una quindicenne passata di botto da un angolo della Ciociaria alla massima ribalta nazionale. Solo un intermittente tremolio della gamba destra tradisce un certo nervosismo. Ti guarda, molto bella, come una sfinge e tu hai il sospetto che quel tic alla gamba non sia indice di timidezza, ma scocciatura per il rito delle interviste e delle foto. Poi comincia: «Non so cosa dire, sono ancora sotto shock. Sembro tranquilla? Forse perché non mi pare ancora vero: sì, sono emozionata, ma cerco di controllarmi». Una pausa e quindi: «Sono testarda, Capricorno appunto. Forse non dovrei dirlo, ma ho fatto riscrivere 7 volte il testo della mia canzone perché non esprimeva ciò che volevo io». Insomma, la determinazione non le manca. «Ho iniziato a cantare a 7 anni e poi, man mano, i miei mi hanno spinta a fare concorsi in ambito locale e già da piccola tutti mi dicevano “Vai Anna, vai: hai una voce che dà emozioni . Ho preso anche lezioni da una maestra di canto, ma per meno di un anno. Sì, mi sono servite e voglio continuare. Finché, era lo scorso ottobre, degli amici di famiglia hanno parlato a papà dell Accademia della canzone di Sanremo che io non conoscevo. Poi, prima di partire, mi sono venute le placche in gola e la febbre a 40 e mezzo e poi gli zii mi hanno accompagnata a Sanremo, dove ho fatto lo stage di una settimana per piazzarmi tra i quattro finalisti: è da lì che è iniziata l’avventura. A fine novembre ero sul palco dell Ariston per la vetrina di “Sanremo Giovani” e ho cantato “L’angelo” di Syria: l’aveva scelta mio padre, ma io adoro lei e le sue canzoni». Meno male che, lasciandola parlare, il profumo dei suoi 15 anni viene tutto fuori, sennò c’era da spaventarsi.

E la scuola?
«Ah, i miei compagni di classe sono tutti e 26 miei fan: si sono radunati per la finale e mi hanno telefonato mentre brindavano».

Sì, ma per scuola intendevo gli studi…
«Faccio la seconda ragioneria e vado bene, ma è il canto la mia passione. Però pure la preside è contenta, anche se quando rientrerò a Sora dovrò mettermi sotto per recuperare…».

A Sora l’aspettano papà Dante («Lui è artigiano e produce la ciambella sorana»), mamma Palmira e i fratelli Maurizio, Silvia, Giuseppe. E i fan, naturalmente, che adesso, all improvviso, si trova ad avere ovunque: «Il mio sito www.annatatangelo.it è stato intasato dalle e-mail. Anche dai bambini: uno mi ha scritto che la maestra lo ha rimproverato perché distratto e che si è giustificato dicendo che pensava a me…». Finalmente scoppia a ridere.

A proposito: e il ragazzo?
Si rabbuia: «Non ho più il ragazzo, sono single…».

Bella notizia per i nuovi fan. Ma torniamo alla musica. Anna chi ha apprezzato tra i colleghi Campioni?
«Alexia per la grinta, però Renga per voce e interpretazione».

E fuori dal Festival?
«Il mio idolo è Vasco, poi Lenny Kravitz, Laura Pausini, Mia Martini. Però anche la canzone napoletana, specie “Tu si na cosa grande. Amo il melodico, ma anche il ritmato».

E allora cosa rispondi a chi dice che hai una splendida voce, ma che la canzone era un po «vecchia»?
«No, non credo. Pure a mia sorella che ha 22 anni piaceva molto».

Si ferma, mi guarda timorosa, quasi con sospetto. E aggiunge preoccupata: «Per caso anche a lei sembrava “vecchia”?».