07 Febbraio 2015 | 14:21

Pino Daniele “poteva essere salvato”

Secondo la prima perizia disposta dal tribunale, il musicista è morto per un problema del by-pass. Se i soccorsi fossero stati più tempestivi forse la morte si poteva scongiurare

 di Lorenzo Di Palma

Pino Daniele “poteva essere salvato”

Secondo la prima perizia disposta dal tribunale, il musicista è morto per un problema del by-pass. Se i soccorsi fossero stati più tempestivi forse la morte si poteva scongiurare

Foto: Pino Daniele  - Credit: © Splash News

07 Febbraio 2015 | 14:21 di Lorenzo Di Palma

L’esito della prima perizia medica, disposta dalla procura di Roma sul cuore del musicista napoletano morto lo scorso 4 gennaio, fa aumentare ancora di più, se possibile, il rimpianto dei suoi fan. Pino Daniele è morto, dicono infatti i periti, per “un’occlusione di un bypass aortocoronarico” che ha limitato il flusso del sangue provocandogli un infarto. 

Gli accertamenti - affidati ai medici legali Vittorio Fineschi e Giorgio Bolino e al cardiologo Giuseppe Ambrosio - non sono terminati, ma queste prime evidenze inducono gli inquirenti a ipotizzare che se i soccorsi fossero stati più tempestivi - per esempio andando al centro medico più vicino alla sua villa in Maremma, invece che correre a Roma - probabilmente Pino Daniele si sarebbe potuto salvare

Gli esami tossicologici di routine non hanno, invece, riscontrato nulla. Rimane quindi aperta l’inchiesta per omicidio colposo “senza indagati” affidata al pm di Roma, Marcello Monteleone.