11 Febbraio 2011 | 15:11

Quest’anno la scenografia dell’Ariston è un gioco di prestigio

«Ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel “disegnare” il Festival di Sanremo». Parola dell’architetto Gaetano Castelli che firma per il 18° anno la scenografia sul palcoscenico del Teatro Ariston. «Lo scorso anno» spiega «avevamo dato spazio alle magie rese possibili dalle macchine della scenotecnica. Quest’anno ripartiremo da lì per proporre altre sorprese, per stupire i telespettatori e dar loro la sensazione di vivere il Festival come se fossero in teatro...

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Quest’anno la scenografia dell’Ariston è un gioco di prestigio

«Ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel “disegnare” il Festival di Sanremo». Parola dell’architetto Gaetano Castelli che firma per il 18° anno la scenografia sul palcoscenico del Teatro Ariston. «Lo scorso anno» spiega «avevamo dato spazio alle magie rese possibili dalle macchine della scenotecnica. Quest’anno ripartiremo da lì per proporre altre sorprese, per stupire i telespettatori e dar loro la sensazione di vivere il Festival come se fossero in teatro...

11 Febbraio 2011 | 15:11 di

La scenografia di Sanremo 2011 creata da Gaetano Castelli con la figlia Maria Chiara (foto Ufficio Stampa Rai)

«Ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel “disegnare” il Festival di Sanremo». Parola dell’architetto Gaetano Castelli che – per il diciottesimo anno, con la figlia Maria Chiara – firma la scenografia sul palcoscenico del Teatro Ariston. «Lo scorso anno» spiega «avevamo dato spazio alle magie rese possibili dalle macchine della scenotecnica. Quest’anno ripartiremo da lì per proporre altre sorprese, per stupire i telespettatori e dar loro la sensazione di vivere il Festival come se fossero in teatro, grazie ad esempio all’effetto 3D dei ledwall utilizzati sul fondo e al movimento delle macchine sceniche».

Ormai da tempo scomparsa la scalinata di ingresso sul palco e riportata l’Orchestra nel golfo mistico ai piedi del palco, inoltre, Castelli quest’anno gioca a «nascondere» conduttori, cantanti e ospiti: «Ho voluto» prosegue «togliere punti di riferimento, creare soluzioni diverse e spettacolari per far apparire, come in un gioco di prestigio letteralmente teatrale, i protagonisti del Festival: un modo per sottolinearne l’unicità ma anche per creare ulteriore motivo di spettacolo. Cosi come, ad esempio, la spirale che domina la scenografia e che ricorda lo snodarsi di una strada vuole essere un omaggio a quella grande strada della musica che è Sanremo e, insieme, alla… passione per la corsa di Gianni Morandi, al quale mi lega un’antica amicizia».

Una spirale arricchita anche da grandi sfere aeree, «perle» scenografiche in grado di muoversi sul palcoscenico e creare effetti diversi, interagendo come tutta la scena con le luci dirette da Ivan Pierri.
«Come sempre – conclude Castelli – cerco di far incontrare passato e presente, in modo che diventino la base per il futuro nel disegno scenografico del Festival. È un pensiero che lego anche al fatto che a firmare la scenografia ci sia anche mia figlia Maria Chiara con il suo contributo di idee nuove. Ma il mio ringraziamento va anche ai costruttori scenografi della Rai che da novembre sono al lavoro per la realizzazione della scena. Sono davvero un patrimonio unico e preziosissimo».