27 Settembre 2010 | 07:11

Rita Dalla Chiesa: «La concorrenza di Antonella Clerici mi fa paura»

L’appuntamento è in una storica gelateria di Roma: Rita Dalla Chiesa vuole raccontarsi a Sorrisi gustando l’ultimo gelato della stagione. Un po’ di zuccheri sembrano necessari perché quando parliamo della nuova stagione di «Forum», ci sembra…

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Rita Dalla Chiesa: «La concorrenza di Antonella Clerici mi fa paura»

L’appuntamento è in una storica gelateria di Roma: Rita Dalla Chiesa vuole raccontarsi a Sorrisi gustando l’ultimo gelato della stagione. Un po’ di zuccheri sembrano necessari perché quando parliamo della nuova stagione di «Forum», ci sembra…

27 Settembre 2010 | 07:11 di

Rita Dalla Chiesa

L’appuntamento è in una storica gelateria di Roma: Rita Dalla Chiesa vuole raccontarsi a Sorrisi gustando l’ultimo gelato della stagione. Un po’ di zuccheri sembrano necessari perché quando parliamo della nuova stagione di «Forum», ci sembra…

…arrabbiata, Rita?

«Molto. “Forum” non è stato pubblicizzato, tanti telespettatori pensano che il programma sia in replica».

È preoccupata per la concorrenza di Antonella Clerici?

«Trovavo vergognoso che le avessero tolto “La Prova del Cuoco” a causa della maternità. Ma adesso la concorrenza della Clerici mi fa paura. Elisa Isoardi era bravina, ma Antonella è un’altra cosa. Non solo: ho pure un concorrente in famiglia».

Cioè?

«Massimo Santoro, mio genero, quest’anno si occupa di “Occhio alla spesa”. E l’anno scorso ha avuto il “coraggio” di portarmi a cena da un suo amico, autore di “Verdetto Finale”».

Il programma di Veronica Maya proprio non le va giù.

«È la copia più copia che esista di un programma tv».

Rita, lei dà sempre l’impressione di essere l’amica della porta accanto, ma se c’è da bacchettare…

«Mi fa piacere essere vista come l’amica a cui voler bene, ma so essere iena. Non sono Biancaneve».

Che cosa la fa arrabbiare?

«Non sopporto, per esempio, le mie colleghe che all’inizio della carriera si sentono già star. E ancora meno quando trattano con sufficienza i tecnici».

Delle due principali «colleghe di rete», invece, cosa pensa?

«Barbara D’Urso è un soldatino di Mediaset. Amo molto la De Filippi e mi piacerebbe, a volte, riuscire a essere poco presente emotivamente come lo è lei».

Avete lavorato insieme in «Il ballo delle debuttanti»…

«In quella occasione mi sono resa conto di ciò che le ho appena detto. Maria mi prendeva in giro perché mi affezionavo troppo alle ragazze. Purtroppo non ci riuscivo, non era la mia trasmissione. Se invece mi avesse fatto fare una puntata di “C’è Posta per te” sarebbe stato nelle mie corde».

Cos’altro potrebbe essere televisivamente nelle sue corde?

«Un programma sulle devianze mentali (ride, ndr). Potrei mostrare al pubblico il mio lato trasgressivo. Peccato che non lo possa far vedere a “Forum”; e peccato che non possa farlo per il cognome che porto. Mio papà è considerato un eroe e non è facile essere figlia di un eroe».

Lei fa parte della scuderia di Lucio Presta, l’agente più potente della tv.

«In realtà faccio parte della sua agenzia in maniera anomala. Adesso è un avvocato a seguire tutti gli aspetti della mia vita professionale, ma Lucio rimane la mia ancora di salvezza. So che qualunque cosa mi succeda nella vita, Lucio c’è sempre».

Mi spieghi meglio.

«La verità è che sono gelosa, o meglio sono stata gelosa di Lucio. Quando Paola Perego è entrata a far parte della sua vita professionale, oltre che sentimentale, ne ho risentito. Ero abituata a essere coccolatissima da Lucio. Siamo entrambi meridionali, passionali, veraci. Abbiamo un rapporto molto, molto forte».

Come si trova una donna vera come lei ad avere a che fare con le cause «finte» di «Forum»?

«Non sono finte. I contendenti sono spesso attori o figuranti ma le situazioni sono tutte vere. E sono chiaramente situazioni che possono tornare utili a tutti».

In relazione allo staff di «Forum», come mai quest’anno è cambiato tutto il pubblico parlante?

«Perché i soldi che diamo ai ragazzi che vengono a “Forum”  devono servire per la sopravvivenza (e per molti è così) o per finire gli studi. Per alcuni, invece, era diventato un modo per dire la loro e creare problemi. In tanti hanno sofferto di manie di protagonismo; si erano create addirittura delle fazioni all’interno del pubblico che turbavano il clima in studio».

Qual è una domanda che non le ho fatto e che avrebbe voluto che le facessi?

«“Cosa pensa della Chiesa oggi?”».

Cosa avrebbe risposto?

«Mi fa soffrire che una donna o un uomo divorziati non possano fare la comunione. La Chiesa è l’espressione più alta di quanto Cristo ha detto in Terra; ma Cristo era accogliente, la Chiesa respinge. Non posso sentirmi respinta da un prete all’altare se ho bisogno di fare la comunione».