27 Gennaio 2011 | 10:07

Sanremo 2011: Ely e Belen assenti giustificate alla conferenza stampa di presentazione

Si è svolta a Sanremo, alla presenza del cast, la tradizionale conferenza stampa di presentazione del Festival della Canzone Italiana. Assenti giustificate Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez: «Non sono qui ma stanno lavorando. Vogliono dimostrare di essere molto brave oltre che molto belle», ha detto il direttore di Rai1 Mauro Mazza. Intanto Morandi confessa: «C'è molta preoccupazione, ma stiamo lavorando. Spero ancora di avere Fiorello come ospite»...

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Sanremo 2011: Ely e Belen assenti giustificate alla conferenza stampa di presentazione

Si è svolta a Sanremo, alla presenza del cast, la tradizionale conferenza stampa di presentazione del Festival della Canzone Italiana. Assenti giustificate Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez: «Non sono qui ma stanno lavorando. Vogliono dimostrare di essere molto brave oltre che molto belle», ha detto il direttore di Rai1 Mauro Mazza. Intanto Morandi confessa: «C'è molta preoccupazione, ma stiamo lavorando. Spero ancora di avere Fiorello come ospite»...

27 Gennaio 2011 | 10:07 di

Gianni Morandi con Luca e Paolo (foto Kikapress)

Si è svolta a Sanremo, alla presenza del cast, la tradizionale conferenza stampa di presentazione del Festival della Canzone Italiana. Assenti giustificate Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez: «Non sono qui ma stanno lavorando. Vogliono dimostrare di essere molto brave oltre che molto belle», ha detto il direttore di Rai1 Mauro Mazza. «Stanno provando con i ballerini a Saxa Rubra (le coreografie saranno tutte di Franco Miseria, mentre Daniel Ezralow curerà le “aperture” di ogni serata)» ha aggiunto il direttore artistico Gianmarco Mazzi.

È stato confermato l’arrivo all’Ariston, nella serata finale, di Robert De Niro (che fa parte del cast del film  «Manuale d’amore 3» di Giovanni Veronesi, nelle sale a metà febbraio) che parlerà anche delle sue origini italiani. Di scena anche Avril Lavigne e, il venerdì, i Take That. Ma mancano ancora 20 giorni e, come dicono Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi, «possono succedere molte cose». Come, per esempio, l’arrivo di Fiorello, che potrebbe fare un regalo all’amico Gianni. Per scaramanzia, si ripeterà il rito del passaggio di testimone: quest’anno sarà Antonella Clerici a passarlo a Morandi, il martedì. E, dopo le ballerine del Moulin Rouge e Dita von Teese, stavolta all’Ariston (il mercoledì) arriverà la pole dance (il ballo del palo), quella che molti chiamano erroneamente lap dance.

Morandi confessa: «C’è molta preoccupazione, ma stiamo lavorando». Gli ascolti? «Sono molto cauto, pronto a tutto, accetterò il verdetto del pubblico. Se cambiano canale hanno ragione loro. Teniamo i piedi per terra, lavoriamo tranquilli e sereni». «Abbiamo un cast molto forte» aggiunge «non stiamo qui solo ad aspettare gli ospiti stranieri. L’intrattenimento può arrivare anche da noi cinque».

Conoscendo il «98% dei cantanti italiani», ammette di aver faticato a scegliere i brani. Ma, dice, «ho lavorato in buona fede, non ho favorito nessuno. Poi, si può anche sbagliare». Da parte dei colleghi ha avuto «più gesti di affetto e amicizia che di disprezzo e snobismo. Ma mancano 20 giorni, possono succedere molte cose» . Fiorello? «Manca da anni. Non è facile, Sanremo fa paura un po’ a tutti». E poi: «Molti grandi artisti sono nati qui, da Vasco a Zucchero. Ma farli ritornare è difficile. Quest’anno non abbiamo fatto la serata con i superospiti italiani perché alcuni si sono messi in gara, non sarebbe stato carino avere superospiti al loro livello».

Poi ricorda la sua prima volta a Sanremo «come spettatore, nel ’63. Persi 13.000 lire al Casinò, ma mi hanno portato bene. Per me Sanremo è la musica scoperta al bar di Monghidoro con Villa e Modugno. Essere qui ora mi emoziona». A portare un po’ di satira saranno Luca e Paolo, che dopo Sanremo riprenderanno Le Iene: «Con Gianni c’è un accordo: finché possiamo manterremo segreti i nostri testi» dicono. «Non diremo nulla di sconveniente. Tranquilli, non citeremo mai Berlusconi». Ma inevitabilmente si lasciano sfuggire una battuta sui 150 anni dell’Unità d’Italia, «partiti con l’incontro tra Vittorio Emanuele e Garibaldi, e finiti con Emanuele Filiberto e Pupo».