12 Luglio 2011 | 10:21

Se il telespettatore preferisce la briscola

Care lettrici e cari lettori, Milly Carlucci ha fatto causa a Mediaset: a suo dire «Baila!», il talent show che Barbara D’Urso si prepara a condurre da settembre su Canale 5, copia spudoratamente «Ballando con le stelle». Il problema è che in tv tutti copiano tutti. I bambini di Gerry Scotti non sono certo diversi […]

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Se il telespettatore preferisce la briscola

Care lettrici e cari lettori, Milly Carlucci ha fatto causa a Mediaset: a suo dire «Baila!», il talent show che Barbara D’Urso si prepara a condurre da settembre su Canale 5, copia spudoratamente «Ballando con le stelle». Il problema è che in tv tutti copiano tutti. I bambini di Gerry Scotti non sono certo diversi […]

12 Luglio 2011 | 10:21 di

Care lettrici e cari lettori, Milly Carlucci ha fatto causa a Mediaset: a suo dire «Baila!», il talent show che Barbara D’Urso si prepara a condurre da settembre su Canale 5, copia spudoratamente «Ballando con le stelle». Il problema è che in tv tutti copiano tutti. I bambini di Gerry Scotti non sono certo diversi da quelli di Antonella Clerici. «Italia’s Got Talent» e «La Corrida» sono cugini di primo grado. E l’elenco potrebbe continuare. Ricordo che mia nonna, quando vide una delle prime puntate di Canzonissima, sbottò in dialetto: «Ma questi qui l’an copià el Festival de Sanremo!» (trad.: «Ma questi hanno copiato il Festival di Sanremo!»). Che cosa dovrebbe dire, poi, Maurizio Costanzo, che con il suo talk show ha generato tutta una serie di prodotti e di sottoprodotti televisivi? O il compianto Lucio Flauto, che con il suo «Pomofiore» su Antennatre Lombardia anticipava nei lontani Anni 70 tutte le Corride di questo mondo? Il problema secondo me non sta tanto nelle copiature, inevitabili in ogni forma di comunicazione (letteraria come artistica), quanto nella assoluta mancanza di alternativa. Il rischio non è quello della mancanza di originalità, ma l’incapacità di offrire al telespettatore un ventaglio di possibilità che siano in grado di soddisfare i suoi gusti. Se il menù è sempre lo stesso, non ci sono altre possibilità: o si mangia, anche controvoglia, o si cerca un altro ristorante. Teatri, cinema, partite a briscola, chiacchiere in salotto sono in agguato. Attenzione!  Alla prossima.

as@sorrisi.com