05 Luglio 2011 | 12:46

Simona se ne va, la Rai si chieda perché

Care lettrici e cari lettori, questa settimana si è fatto un gran parlare del passaggio di Simona Ventura dalla Rai a Sky. Nessuno se lo aspettava. Io sì. Per tante ragioni. Conosco Simona da quasi vent’anni: in tutto questo tempo ho avuto modo di apprezzare in lei la professionista e l’amica. Ci siamo scontrati a […]

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Simona se ne va, la Rai si chieda perché

Care lettrici e cari lettori, questa settimana si è fatto un gran parlare del passaggio di Simona Ventura dalla Rai a Sky. Nessuno se lo aspettava. Io sì. Per tante ragioni. Conosco Simona da quasi vent’anni: in tutto questo tempo ho avuto modo di apprezzare in lei la professionista e l’amica. Ci siamo scontrati a […]

05 Luglio 2011 | 12:46 di

Care lettrici e cari lettori, questa settimana si è fatto un gran parlare del passaggio di Simona Ventura dalla Rai a Sky. Nessuno se lo aspettava. Io sì. Per tante ragioni. Conosco Simona da quasi vent’anni: in tutto questo tempo ho avuto modo di apprezzare in lei la professionista e l’amica. Ci siamo scontrati a volte su qualche questione, ma ci siamo sempre ritrovati, con la volontà di capire e di capirci. C’è in lei una gran dose di coraggio: non si è mai fermata a un traguardo. Credo, anzi, che il gusto per lei stia proprio nella corsa verso l’obiettivo. Una volta raggiunto, molla il colpo e si incuriosisce di altro. Come tutte le persone di qualità. La Rai non le ha mai regalato niente, questo è certo. A cominciare dal lontano 2004, quando le affidò un Festival di Sanremo che ben presto si rivelò, soprattutto nella fase iniziale, una bomba a mano per disorganizzazione e qualità. Fino alla recente cancellazione di X Factor. Per non parlare di tutte le difficoltà dell’Isola dei famosi: mi faceva star male vederla piatire mezz’ora in più di diretta, vederla costretta a chiudere il programma (pena oscuramento) entro e non oltre le 23.30 per non danneggiare le altre seconde serate. E l’elenco di certi sgarbi potrebbe continuare. Una persona di qualità, anche se ben pagata, può permettersi il lusso di non sopportare e di tentare nuove esperienze. Magari meno remunerative, ma senza dubbio più stimolanti. Buona avventura, dunque, al soldato Ventura, che non teme nuove battaglie, perché sa che alla fine vincere la guerra è quello che conta. Alla prossima!                                                                                                                                                                                                                   as@sorrisi.com