26 Marzo 2012 | 18:20

L’editoriale del direttore ALDO VITALI: «Vi ho spiato al cinema (ma parlavate sottovoce …)»

Qualche sera fa sono andato in uno dei cinema dove abbiamo invitato i lettori ad assistere in anteprima e gratuitamente alla proiezione del film «Marigold Hotel». Mi sono intrufolato nella sala in incognito (non che sia stato difficile mantenere l’anonimato) e, visto che avevamo distribuito delle copie del giornale, mi sono trasformato in una spia […]

 di Aldo Vitali

L’editoriale del direttore ALDO VITALI: «Vi ho spiato al cinema (ma parlavate sottovoce …)»

Qualche sera fa sono andato in uno dei cinema dove abbiamo invitato i lettori ad assistere in anteprima e gratuitamente alla proiezione del film «Marigold Hotel». Mi sono intrufolato nella sala in incognito (non che sia stato difficile mantenere l’anonimato) e, visto che avevamo distribuito delle copie del giornale, mi sono trasformato in una spia […]

26 Marzo 2012 | 18:20 di Aldo Vitali

Qualche sera fa sono andato in uno dei cinema dove abbiamo invitato i lettori ad assistere in anteprima e gratuitamente alla proiezione del film «Marigold Hotel». Mi sono intrufolato nella sala in incognito (non che sia stato difficile mantenere l’anonimato) e, visto che avevamo distribuito delle copie del giornale, mi sono trasformato in una spia per capire se vi piaceva. Lo ammetto, origliavo alle vostre spalle (però la prossima volta parlate più forte, perché facevo fatica a sentirvi). Non mi dilungo sulle cose che vi sono piaciute (fa sempre piacere, non lo nego, un bel complimento), ma in questo momento mi sono più utili le critiche. Faccio la stessa cosa leggendo le vostre lettere, che presto torneranno sul giornale, e i vostri post sul nostro sito e su Facebook. Risultato: la richiesta più urgente che fate è quella di «partecipare». Certo, immaginare che ci mettiamo in milioni a preparare Sorrisi fa un po’ sorridere, visto che già siamo considerati dai nostri vicini di open space una redazione rumorosa, che ascolta la musica a volume alto, che guarda la tele in ufficio, che comunica… in vivavoce anziché coi più discreti telefoni interni. Ma che Sorrisi abbia bisogno del vostro contributo lo ritengo giustissimo. E mi fa anche piacere. Di solito il lettore di un giornale che fa? Legge il giornale. Invece a voi non basta. Accontentarvi tutti sarà difficile, ma quello è un problema nostro. Voi continuate a spronarci, mi raccomando (in fondo alla pagina trovate tutti gli indirizzi): un contatto franco e diretto coi lettori è sempre stato quello che ho sognato quando sognavo di lavorare a Sorrisi.
Buona lettura

av@sorrisi.com

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