09 Settembre 2017 | 14:50

19 anni fa moriva Lucio Battisti, uno dei più grandi cantautori italiani

A soli 55 anni, nel 1998 scomparve per malattia il grande della musica italiana

 di Angelo De Marinis

19 anni fa moriva Lucio Battisti, uno dei più grandi cantautori italiani

A soli 55 anni, nel 1998 scomparve per malattia il grande della musica italiana

 - Credit: © mondadoriportfolio

09 Settembre 2017 | 14:50 di Angelo De Marinis

Il 9 settembre del 1998 scompariva, a soli 55 anni, Lucio Battisti. Il cantautore e compositore italiano lascerà dietro di sé un vero e proprio patrimonio musicale (con oltre 25 milioni di dischi venduti) e l’idea unica di una musica diversa: è merito suo, alla fine, se la canzone tradizionale italiana ha subito una svolta pop e i suoi testi restano tuttora molto attuali, nonostante gli anni trascorsi.

Quel giorno di settembre Battisti aveva ormai perso conoscenza da ore, lo spostamento in terapia intensiva di lunedì mattina era legato alla crisi ultima: intubato, appeso a fili. Nessun accanimento terapeutico, spiegherà il direttore del San Paolo Franco Sala che da subito, dal primo giorno di ricovero fa un' "alleanza terapeutica" con il paziente che accetta tutto, anche una terapia sperimentale contro il male che lo devastava. Il fisico del cantante, però, è attaccato ferocemente dal male che si estende ad organi delicatissimi come fegato e pancreas. Non c'è più niente da fare per Battisti, che morirà alle 8 di mattina del 9 settembre 1998 a Milano.

L’esordio di Battisti avvenne nel 1966 con il brano Adesso sì, presentato al Festival di Sanremo da Sergio Endrigo ma l’ingresso in hit parade avviene nel 1968 con Balla Linda. In totale, Battisti pubblicherà - nel periodo che va dal 1962 al 1998 - 20 album in studio: la storia vuole tuttavia che ancora oggi le sue canzoni vengano cantate e riproposte all’infinito, simbolo di un cantautorato illustre e mai anacronistico. E pensare che non tutto filò liscio per Lucio: gli esordi son stati difficili e costellati da solitudine e insuccessi. Fino all’incontro con Giulio Rapetti, in arte Mogol. Potremmo dire che il resto è storia, e in effetti lo è, perché il sodalizio tra i due è uno dei più prolifici nella storia della musica italiana: pensate, però, che inizialmente Mogol era molto scettico e che Battisti ha ottenuto il ‘permesso’ di cantare le proprie canzoni solo dopo numerose insistenze.

Intere generazioni hanno imparato a suonare la chitarra con le sue creazioni, La canzone del sole su tutte, perché in fondo la semplicità della struttura musicale era tra gli ingredienti vincenti. Non c’è stato adolescente, dalla fine degli anni ’60 e per i successivi 30 anni, che non abbia nella propria play list sentimentale un pezzo di Battisti. Mai una canzone simile ad un’altra, mai un pezzo (anche i minori) che non avesse un tocco di originalità, mai un album che non contenesse almeno un paio di capolavori.