04 Novembre 2014 | 11:37

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «E io ti giuro, amoreee…»

Ho passato l’infanzia e l’adolescenza a sentirmi dire dai miei: «Abbassa il volume di quella radio». A parte il fatto che ora che sono grande invece di dirmelo i miei genitori me lo dicono mia moglie e mia figlia, questa chiamiamola così «educazione musicale» mi ha permesso di imparare a cantare in silenzio.

 di Aldo Vitali

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «E io ti giuro, amoreee…»

Ho passato l’infanzia e l’adolescenza a sentirmi dire dai miei: «Abbassa il volume di quella radio». A parte il fatto che ora che sono grande invece di dirmelo i miei genitori me lo dicono mia moglie e mia figlia, questa chiamiamola così «educazione musicale» mi ha permesso di imparare a cantare in silenzio.

04 Novembre 2014 | 11:37 di Aldo Vitali

Ho passato l’infanzia e l’adolescenza a sentirmi dire dai miei: «Abbassa il volume di quella radio». A parte il fatto che ora che sono grande invece di dirmelo i miei genitori me lo dicono mia moglie e mia figlia (che ci posso fare se mi piace la musica al massimo del volume?), questa chiamiamola così «educazione musicale» mi ha permesso di imparare a cantare in silenzio.

Le canzoni mi entrano nelle orecchie attraverso le cuffie (sparate al massimo) e quando resto da solo continuo a sentirle nella mia testa e a cantarle senza che dalla mia bocca esca un solo suono. Solo di tanto in tanto, improvvisamente, mi scappa una frase, che poi ricaccio dentro di me (a meno che sia in macchina da solo, e allora vai!).

Una delle canzoni che ho sempre in testa in questi giorni è «Questo nostro amore» di Rita Pavone. Mi piaceva tanti anni fa, poi l’avevo seppellita da qualche parte del mio cervello e adesso, grazie alla bella fiction di Raiuno di cui non solo è la sigla e il tema portante, ma addirittura il titolo, è diventata un chiodo fisso.

Mi scopro a canticchiarla (sottovoce) nei momenti più impensati della giornata. Poi sparisce, poi ritorna prepotente. Cerco di trattenermi ma, proprio come il titolo che abbiamo fatto per il bell’articolo di Franco Bagnasco a pag. 28 che ne ricostruisce la storia, «non si può nascondereee».