14 Luglio 2017 | 11:19

Alessandra Amoroso: «Ho ritrovato i colori della mia vita»

Racconta a Sorrisi una stagione magnifica, tra grandi successi e conquiste personali: «Devo tutto ai fan. A loro ho parlato anche dei momenti più duri, mi hanno aiutata quando vedevo tutto nero e pensavo di non farcela»

 di Alessandro Alicandri

Foto: Alessandra Amoroso il 12 agosto compie 31 anni. «Credo che festeggerò in spiaggia con gli amici» dice. In 18 date, tra il 2016 e quest’anno, ha raccolto 120 mila spettatori
Credit: © Pigi Cipelli

Sul citofono c’è scritto «Sandrina»: non si può sbagliare. Siamo alla periferia di Roma, nel «quartier generale» di Alessandra Amoroso e del suo staff. Lei mi aspetta davanti alla porta appena socchiusa dell’appartamento. Mi accoglie con un sorriso enorme. «Buongiorno!» dice mentre varco la soglia e mi guardo intorno come un gatto.

«Ti piace come ho arredato? Ti prego, dimmi di sì, perché i mobili me li sono scelti all’Ikea e li ho montati tutti da sola!» racconta orgogliosa. Ci accomodiamo nell’ufficio del manager e suo migliore amico, Giacomo.

Alessandra è radiosa. Quanto sei contenta? «Come una Pasqua». Cosa farai questa estate? Ti riposerai un po’? «Intendi vacanze? Quando torno in Puglia devo aiutare mia sorella con il negozio, fare pulizie a casa dei miei, occuparmi del mio pastore bernese Buddy che ormai è alto come un tavolo. Vogliamo parlare del giro dei parenti? Non saranno vacanze, sarà uno strazio» (ride).

Alessandra è così modesta che mi chiedo se davanti a me ho una gemella sotto mentite spoglie e non la cantante che nell’ultimo anno e mezzo ha consacrato la sua carriera con «Vivere a colori», album certificato con due Dischi di platino, reduce da un trionfale tour terminato lo scorso 28 e 29 aprile all’Arena di Verona.

L’ultimo è stato l’album della svolta

«Sì. Venivo da un periodo critico, ero arrivata a odiare una parte del mio repertorio, quello della ragazza che racconta i sentimenti più dolorosi dell’amore. Questo album, più fresco nei suoni e nei messaggi, è stato un salto in un burrone».

Alla presentazione ufficiale alla stampa però avevi detto: «Questo album sono io»

«È così, lo penso ancora di più oggi».

Quindi di che cosa eri preoccupata?

«Sono un’interprete piena di paure. Quando mi arriva il “provino” di un possibile brano da inserire in repertorio scritto da Elisa o da Tiziano Ferro e cantato direttamente dall’autore, il mio unico pensiero è che non potrò mai essere brava come loro».

Poi però è andata bene

«Ci ho messo il mio e il pubblico mi ha accolta».

Come mai sei arrivata solo oggi a sentirti te stessa?

«Prima di “Amici” compilavo bolle di accompagnamento e piegavo magliette in un negozio. Sono uscita dal talent vincitrice ma spaesata e immatura. Ho conquistato solo con il tempo le mie consapevolezze. Per anni ero in un vestito scomodo».

Perché?

«Perché non era il mio».

Oggi, invece?

«Quel vestito me lo sono un po’ strappato e ricucito, sono stata la sarta di me stessa. Sono cambiata io, così come è cambiato tutto, anche il modo in cui mi propongo sul palco».

Infatti nell’ultimo periodo in concerto ti abbiamo visto anche nelle inedite vesti di ballerina

«Quanti pianti mi sono fatta! Ho manie di perfezionismo, quindi non mi va bene niente. Ma ho un pregio: sono tenace. Il mio idolo è Beyoncé, per dire, e so che tra me e lei ci sono almeno un milione di gradini da salire. Io ne faccio mezzo per volta e non mi arrendo mai».

A Verona girava un video in cui tenevi banco in un bar in mezzo ai fan.

«Sì ormai sono quella che fa i raduni dovunque vada. Una volta per farmi sentire da tutti, sempre a Verona, sono salita su una panchina per raccontare del mio viaggio negli Stati Uniti a un gruppo di fan, sono fatta così, sono una matta».

Hai meno paura di affrontare nuove sfide?

«Le paure sono quelle di sempre. Per esempio la tv ancora mi terrorizza. Lo so, è strano detto da me. Anche in un ambiente come “Amici”, nel quale conosco pure le signore delle pulizie, so che avrei il terrore nel ruolo di “direttore artistico”. La tv in passato mi ha “schiacciata” e non voglio stare male come allora. Solo quando salgo sul palco e faccio musica mi sento libera e i fan se ne accorgono».

Sei mai in difficoltà nel rapporto con i fan?

«Quando non mi sento bene o sono stanca è più difficile. Ma non mi pesa mai. È come chiedere a una persona innamorata se le crea difficoltà l’amore dato e ricevuto. Io mi ostino ad andare sulle spiagge pubbliche e a frequentare i miei posti preferiti a Lecce. L’affetto della gente lo eviti soltanto quando non sopporti il tuo pubblico».

Tiziano Ferro in un recente concerto ha detto: «Voi mi avete salvato la vita»

«Mi riconosco nelle sue parole. Diletta, Marco, Mia, Francesca, Giulia. Sono alcuni dei fan che mi seguono ovunque. A loro ho parlato anche dei momenti più difficili, mi hanno aiutata quando pensavo di non farcela, quando non vedevo i colori ma il nero totale».

Fammi un esempio

«A un “firmacopie” a Marcianise ho saputo della morte di mia cugina malata di leucemia. Firmavo e piangevo. Giacomo mi chiedeva se volessi andare via, io continuavo a piangere e a firmare».

Cosa hai fatto?

«Ho avvisato tutti di quello che stava succedendo, ma ho continuato fino alla fine per le 3 mila persone presenti. L’affetto ricevuto dai fan quel giorno mi ha sollevato da terra. Ciò che è successo in questo anno e mezzo mi ha fatto capire perché nella vita io canto. Chi mi segue mi fa sentire a casa dovunque vada».

A proposito di casa, ho letto di un incendio a casa dei tuoi... è tutto vero?

«È esplosa la caldaia sul balcone, a casa non c’era nessuno e non è successo niente di grave. È come se fosse caduto un bicchiere d’acqua e i giornali avessero scritto di un maremoto».

Anche per il presunto matrimonio di parole se ne sono spese

«Quando mia madre mi ha chiamato per sapere se io e Stefano (Settepani, il suo compagno, ndr) le stessimo nascondendo qualcosa, ho capito che il gossip stava diventando enorme. Così ho smentito».

Nel mese di giugno sei stata coinvolta nell'Onda Pride con un video a sostegno per i diritti della comunità LGBTQ

«Con immensa gioia».

Tra l'altro non di recente ti sei espressa a favore del matrimonio egualitario e volevo capire cosa ne pensi delle adozioni.

«L'unica discriminazione che sento è verso quei genitori che adottano un bambino come vezzo, senza averne le capacità e lo spirito. Io concentrerei le mie energie e le risorse non sul fatto che le persone siano etero, due uomini, due donne o una persona single, ma che i bambini siano innanzitutto in ottime mani».

È vero che ti piacerebbe adottare un bambino?

«Oh, sì».

Si può considerare chiuso il periodo di «Vivere a colori»?

«Dal punto di vista dei concerti, sì, ma forse lancerò altri singoli. Stiamo decidendo, ho saputo che “Avrò cura di tutto” è tra i più scaricati e ascoltati tra quelli che non sono ancora diventati un singolo. Chissà!».

Stai già pensando al futuro?

«È tutto pronto per il passo successivo. Mi piacerebbe festeggiare i 10 anni di carriera con un concerto. Il più bello che abbia mai fatto».

Il sogno di un grande show negli stadi si avvicina?

«L’ho sempre sognato. Se capitasse, lo vorrei farei per chiunque abbia una mia canzone attaccata a un ricordo della sua vita. Lo farei perché dalla prima fila al posto più in alto, tutti possano pensare: “Sandrina, guarda un po’ dove siamo arrivati”».