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17 Dicembre 2012 | 13:21

Alessandro Casillo, il suo primo concerto: la recensione

Era una serata buia e gelida a Milano, il 16 dicembre 2012 la città è un deserto di neve, nebbia. Insomma: roba da starsene a casa davanti al camino e il presepe. Girato l'angolo dietro Magazzini Generali, si disvela l'incredibile: una folla esorbitante di fan, di genitori pazienti e di genitori ancora più fan

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Alessandro Casillo, il suo primo concerto: la recensione

Era una serata buia e gelida a Milano, il 16 dicembre 2012 la città è un deserto di neve, nebbia. Insomma: roba da starsene a casa davanti al camino e il presepe. Girato l'angolo dietro Magazzini Generali, si disvela l'incredibile: una folla esorbitante di fan, di genitori pazienti e di genitori ancora più fan

17 Dicembre 2012 | 13:21 di Redazione

Era una serata buia e gelida a Milano, il 16 dicembre 2012 la città era un deserto di neve e nebbia. Insomma: roba da starsene a casa davanti al camino e il presepe.

Girato l’angolo dietro Magazzini Generali, invece, si disvela l’incredibile: una folla esorbitante di fan e genitori pronti per il primo live di Alessandro Casillo. Fa freddo ma c’è un’energia caldissima.

Quello a cui abbiamo assistito è il primo vero concerto in assoluto del volto di «Io canto» più amato dal grande pubblico. Dopo alcune date estive (live di soli 40 minuti, un assaggio e una sperimentazione per rafforzare le ossa) più qualche data nei festival radiofonici, non c’era altro. Per lui questa era una data fondamentale. La prima e più importante.

Lo avevamo lasciato timido e un po’ impacciato a Sanremo 2012, vincitore nella Categoria Giovani con il brano «È vero». Lo ritroviamo dopo quasi un anno, trasformato. La sua crescita (ma soprattutto la sua consapevolezza) ci ha colpiti.

Forse per le tantissime fan presenti piene di cartelli e di urla e di testi da cantare senza incertezze a squarciagola, questo avrà avuto relativa importanza. Per lui, ne siamo certi, sarà stata una soddisfazione personale enorme.

Da una formazione di due chitarre passa alla band completa, quindi con il basso e la batteria. Un’ora e mezzo di concerto dove in pochissimo tempo si emoziona dopo aver cantato «L’amico migliore», suona la chitarra e canta «One Time» di Justin Bieber, dedica un brano ai suoi genitori ammettendo di essersi comportato male nei loro confronti e piange.

In 17 canzoni dove non sono mancati i brani più noti del suo piccolo repertorio (compreso l’ultimo singolo «Sì lo so») troviamo un Alessandro diverso, che sta crescendo, che sta prendendo consapevolezza della sua voce, del palco e del suo corpo.

In attesa del nuovo album di inediti (sostanzialmente pronto, quest’anno è stato un po’ vittima delle regole informali sui minorenni scelte da Fabio Fazio per Sanremo 2013, come ha dichiarato nella nostra intervista in anteprima su Sorrisi), continua la sua storia con un bel sold out in un locale dove artisti anche più blasonati ne hanno riempito metà locale

Lo ha fatto con amore per la musica, gratitudine per chi lavora attorno a lui e tutta la semplicità che lo contraddistingue.

Diciamocelo: nel campo dei teen idol, dei cantanti che piacciono alle ragazzine per intenderci, sfidiamo a trovarne uno italiano che ai più stia vagamente simpatico.

Alessandro Casillo non vuole sembrare più di quello che è, un bel ragazzo dotato di una voce interessante e un futuro tutto ancora da scrivere. Senza sentirsi più di nessun altro.

Che sembra niente, ma in realtà (visti i casi umani a cui siamo abituati) è davvero tutto ciò di cui c’è bisogno.