02 Marzo 2009 | 11:50

Arisa, ci sei o ci fai?

Il telefono di Arisa non squilla: «È rotto, quando lo metterò a posto sentirò tutti». Per lei è normale. Lei è Rosalba Pippa: si è trasformata in Arisa solo all’ultimo Festival di Sanremo. Ha cantato «Sincerità». E il giorno dopo il motivetto risuonava in tutta Italia, nei bar, per strada, alla radio. Paolo Bonolis, che […]

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Arisa, ci sei o ci fai?

Il telefono di Arisa non squilla: «È rotto, quando lo metterò a posto sentirò tutti». Per lei è normale. Lei è Rosalba Pippa: si è trasformata in Arisa solo all’ultimo Festival di Sanremo. Ha cantato «Sincerità». E il giorno dopo il motivetto risuonava in tutta Italia, nei bar, per strada, alla radio. Paolo Bonolis, che […]

02 Marzo 2009 | 11:50 di

Arisa (26 anni)
Arisa (26 anni)

Il telefono di Arisa non squilla: «È rotto, quando lo metterò a posto sentirò tutti». Per lei è normale. Lei è Rosalba Pippa: si è trasformata in Arisa solo all’ultimo Festival di Sanremo. Ha cantato «Sincerità». E il giorno dopo il motivetto risuonava in tutta Italia, nei bar, per strada, alla radio. Paolo Bonolis, che in privato la chiama «Bella de’ papà», ha detto: «Arisa? Un fenomeno, la vorrei nel mio prossimo spettacolo». Arisa sbadiglia per il poco sonno e i molti appuntamenti fioccati dopo la vittoria tra le Proposte 2009: tv, foto, interviste. Si perde fra valigie e treni. La frangia sugli occhialoni neri, gli striscioni di eyeliner sugli occhi, il rossetto acceso e i vestiti stile Anni 30. Traballa e risponde: «Non riesco ad andare dritta. Barcollo, ma non mollo». Dalla fatidica scala del teatro Ariston è scesa e non è caduta. E ora sale le classifiche di musica e popolarità. Fino a una settimana fa era una perfetta sconosciuta.

Adesso si sente famosa? «Da uno a dieci, quattro». Sincera? «Sì, il dieci è Laura Pausini. Però il mio è un bel quattro pieno».
Una signora maliziosa le ha chiesto: «Da chi è stata raccomandata?». Incredibile che senza la parola giusta si vinca un premio. Figurarsi Sanremo. Arisa ha risposto: «Da Gesù». Mistero Arisa. Persino un signore ammodo come Pippo Baudo è arrivato a dirle: «Ci fai o ci sei?». Il dubbio è diffuso.
Lei lo sa. «Da noi, a Potenza, c’è un termine, “abbonata”, che indica una persona un po’ ritardata. Magari qualcuno ha pensato che fossi ritardata…». Viva la sincerità! «Forse la gente non è abituata a una persona di 26 anni che si comporta come me».
Comportamento stile Arisa: in ordine, sbatte gli occhioni, barcolla, parla piano, quasi balbetta, saluta tutti, sorride a tutti, va vicino a qualsiasi bambino, dice quello che pensa. «Ho deciso di non avere paura di me stessa e affrontare il mondo con amore, oggi con tante paure e rigidità si è perso il piacere di stare insieme».
Su Internet, in una settimana, è stato scritto tutto e il contrario di tutto su Arisa. Lei ha letto tutto, persino quel tale che ci ha tenuto a far presente: «Ma chi la vuole questo cesso?». Alla faccia della sincerità.
«Diceva che sono bruttissima. Ma a me va bene, non voglio assolutamente essere bella. Anzi, se ho qualcosa di bello cerco di coprirlo, voglio che di me prevalga la simpatia, voglio che le persone si sentano mie amiche».
Fino a un mese fa Arisa guadagnava sì e no ottocento, mille euro al mese, lavorando sette giorni su sette. Negli ultimi anni ha fatto la cameriera, la baby-sitter, l’estetista. Le sue clienti la incitavano: «Canta, canta!», mentre faceva i massaggi. I genitori, che vivono a Pignola, un paese di seimila anime in Basilicata, preferivano vederla laureata piuttosto che cantante. «Ci ho provato due volte. Mi sono iscritta a Scienze internazionali e istituzioni europee a Milano, ho resistito sette mesi. Poi sono andata a Potenza, Lettere moderne, è durata tre giorni».
A incoraggiarla ci pensa il fidanzato, Giuseppe Anastasi, Beppe, che le scrive le canzoni e la segue ovunque: «Lui è il mio grande amore, determina i miei stati d’animo. Io sono felice e sicura perché mi sento protetta».
Sull’amore altro non aggiunge: «Possiamo non toccare l’argomento? Mio padre è all’antica…». E allora il futuro. Cosa prevede? «I soldi? Chissà se li prenderò, ma sono contenta che piaccio così. La gente mi ferma e mi racconta cose personali, prima mi hanno sempre snobbata, ora mi dicono: “Mi ricordi tanto…”». Nostalgici. E sinceri. Poi fischiettano «Sincerità».