09 Febbraio 2015 | 12:12

Camaleonti, 50 anni di musica in un libro

Tonino Cripezzi e soci danno vita al gruppo italiano più longevo. E ora si raccontano in un volume ricco di immagini che contiene un cd.

 di Franco Bagnasco

Camaleonti, 50 anni di musica in un libro

Tonino Cripezzi e soci danno vita al gruppo italiano più longevo. E ora si raccontano in un volume ricco di immagini che contiene un cd.

Foto: Una foto dell'ultima formazione dei Camaleonti.

09 Febbraio 2015 | 12:12 di Franco Bagnasco

Passi per le loro immortali canzoni. Da «L’ora dell’amore» ad «Applausi», senza dimenticare «Eternità» e «Perché ti amo». Quelle sono in tanti a conoscerle. Ma alzi la mano chi sapeva anche che i Camaleonti sono il gruppo più longevo della musica italiana, con il traguardo dei 50 anni di attività appena sorpassato ed eternato nel libro «Camaleonti – Storia di un’idea» (Fausto Lupetti Editore, 18 euro). L’hanno scritto i due membri fondatori della formazione, la memoria storica, Tonino Cripezzi e Livio Macchia, con la collaborazone di Paolo Denti.


«Per i nostri fan e per far assaggiare a chi non ci conosce un po’ della nostra musica, abbiamo allegato al libro» dice Cripezzi «anche un cd contenente due brani inediti. Tra le pagine, nate per il gusto di raccontarci, c’è una cavalcata che inizia nel 1964 e che, pur con tutti gli aggiustamenti e le sostituzioni del caso, continua ancora oggi. Siamo quelli con più anni sulle spalle. Dell’Equipe 84 è rimasto solo Maurizio Vandelli, e i Pooh festeggeranno i 50 anni riunendosi tutti e quattro il prossimo anno».


Per i cultori degli Anni 60 e dintorni questo volume è anche una piccola gioia per gli occhi, visto che Cripezzi e i suoi sono andati a sfogliare il loro album dei ricordi: quelli delle foto spesso buffe, ingenue o imbarazzanti che tutti i gruppi, da sempre, sfornano all’uscita di ogni disco. «E poi c’è il passaggio dai 60 ai 70, dal bianco e nero al colore. Siamo ritratti con Caterina Caselli, con Monica Vitti in piazza San Marco, a Saint Vincent con Walter Chiari» continua Cripezzi. Ma anche sul terrazzo al settimo piano della vecchia sede di «Sorrisi», a Milano, che si affacciava sul Duomo.


I Camaleonti sono passati «dai 120-130 concerti l’anno di una volta» dice Cripezzi «ai 50/60 di oggi, in presenza di una crisi evidente. Io alle tastiere e alla voce, Livio è chitarra e voce; a noi si aggiungono Valerio Veronese, chitarra, Massimo Brunetti, tastiere, e Massimo Di Rocco alla batteria. Ma del gruppo anticamente faceva parte anche Riki Maiocchi, che una sera in un locale appoggiò lo strumento, disse che si sentiva male, e sparì per sempre, invidioso della mia voce. Lasciandoci improvvisamente a piedi. Un’altra volta rifiutai un’offerta di Celentano, che mi voleva nel suo famoso Clan. Ma non me la sentii di abbandonare gli altri».


Il problema maggiore della scena musicale odierna, secondo Cripezzi, sta nella carenza di bravi autori: «Dove sono finiti i Bigazzi, i Beretta, i Daniele Pace? Per noi e altri, questa gente scrisse pezzi stupendi, che si ricordano ancora. Non voglio polemizzare, ma brani e facce che escono dai talent, oggi, durano lo spazio di un respiro».