«L’esercito del selfie», tutto quello che dovete sapere su un brano che è già un fenomeno

«Così è nato il nostro tormentone». Takagi & Ketra raccontano a Sorrisi la genesi e i segreti di uno dei brani più ascoltati dell'estate, cantato da Arisa e Lorenzo Fragola

28 Luglio 2017 | 15:51

«L’esercito del selfie», tutto quello che dovete sapere su un brano che è già un fenomeno

«Così è nato il nostro tormentone». Takagi & Ketra raccontano a Sorrisi la genesi e i segreti di uno dei brani più ascoltati dell'estate, cantato da Arisa e Lorenzo Fragola

 di Alessandro Alicandri

28 Luglio 2017 | 15:51 di Alessandro Alicandri

Scrivere, incidere e poi presentare una canzone. Quella che avete appena letto è la storia di milioni di brani. Ma non tutti hanno l’epilogo più dolce, quello in cui il ranocchio diventa un principe baciato dal successo. «L’esercito del selfie», nato da un’idea dei produttori Takagi & Ketra (per i genitori Alessandro Merli e Fabio Clemente), è uno dei singoli più amati dell’estate e la sua storia è come una fiaba per bambini: una serie di fortunatissimi eventi. «Questo brano è nato senza ambizioni» spiega Takagi. «Dopo il riscontro clamoroso di “Roma-Bangkok”, che abbiamo prodotto nel 2015, si è creato attorno a noi un clima di grande fiducia e ci è arrivato l’invito per proporre un brano con il nostro nome stranamente “in prima fila”».

Da Rocco Hunt a J-Ax e Fedez

Il duo infatti lavora da molti anni «dietro le quinte», firmando alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni tra cui «Nu juorno buono» di Rocco Hunt e molte delle canzoni più popolari di Fedez come «L’amore eternit» e «Vorrei ma non posto» con J-Ax. Invece di crogiolarsi nelle loro sonorità modernissime, hanno cambiato rotta lasciando tutti a bocca aperta. «Alcuni mesi fa ci siamo incontrati in studio con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti» racconta Ketra. «Avevamo questa base dal sapore Anni 60 e gliel’abbiamo messa tra le mani, conoscendo il suo amore per quell’epoca».

Tommaso Paradiso

«Ho scritto il testo in un’ora» svela Tommaso «in uno studiolo di un metro per un metro. Poco dopo aver sentito quegli accordi ero già pronto a lavorare. Non sapevo in quali mani sarebbe finito, ma speravo che lo cantasse una voce dal sapore rétro». La richiesta è stata esaudita non con una, ma con ben due delle voci più garbate della nuova musica italiana, Lorenzo Fragola
e Arisa.

Lorenzo Fragola e Arisa

«Da un po’ di tempo lavoro con Takagi & Ketra per il mio prossimo album e a all’improvviso mi hanno proposto questo pezzo» spiega Fragola. «All’inizio ero un po’ stranito dalle parole ma, credetemi, la mia prima registrazione in studio è piaciuta subito». Arisa è arrivata in un secondo momento per dedicarsi al ritornello. «Takagi e Ketra sono dei ragazzi gentili: potevano scegliere tra mille voci femminili e hanno pensato a me» spiega Arisa. «Così mi hanno riportata con enorme piacere agli anni del mio esordio, quelli di Sanremo 2009 con “Sincerità”».

Il videoclip con Francesco Mandelli

Chi ha visto il videoclip avrà notato Francesco Mandelli, protagonista al fianco di Arisa, mentre Lorenzo Fragola si nasconde dietro una vecchia telecamera. «È un brano scritto nel libro del mio destino» racconta Mandelli. «Sono da tanto tempo amico di Tommaso Paradiso e me l’aveva già fatto ascoltare a febbraio. Mi faceva impazzire: se fosse stata in inglese l’avrei cantata subito con gli Shazami, la band in cui suono con Federico Russo. Qualche mese dopo, quando mi hanno chiamato per il videoclip, ho capito che le coincidenze erano troppe per essere solo un caso. Così ho detto subito di sì».

Filippo Ranaldi, la «scimmia» di Francesco Gabbani

Perché questo brano sia così amato, lo chiediamo infine a una persona che di successi se ne intende: Filippo Ranaldi, la «scimmia» di Francesco Gabbani per «Occidentali’s karma». Che, in vesti meno «pelose», è il coreografo del videoclip: «Cantare un brano “leggero” ma ricco di contenuto è difficile. Se ci riesci a ritmo di swing, hai vinto due volte. Il brano piace perché è nato dall’incontro lieto tra persone autentiche».

Le parole chiave del testo

TORRI GEMELLE: L’autore evoca uno dei fatti più tragici del secolo, chiedendo al partner di tornare alla pura realtà.

IL TITOLO: Cita «L’esercito del surf», hit del 1964 di Catherine Spaak, nota anche come «Noi siamo i giovani».

CORRERE IN MUTANDE: In inglese si chiama «Undie run». Nasce nei college degli Stati Uniti come forma di protesta.

ABBRONZARSI CON L'IPHONE: Non si può, ma esiste l’app «Sun Timer»: avvisa quando è tempo di cambiare lato di esposizione.

MI MANCHI IN CARNE ED OSSA: Il brano non è critico verso i social, ma celebra il valore del contatto umano.