Home MusicaCanzoniLa sigla de «L’Allieva» è dei The Shalalalas. Conosciamoli

La sigla de «L’Allieva» è dei The Shalalalas. Conosciamoli

L'intervista ai due ragazzi scelti per la colonna sonora della fiction con Alessandra Mastronardi

27 Settembre 2016 | 10:35

La sigla de «L’Allieva» è dei The Shalalalas. Conosciamoli

L'intervista ai due ragazzi scelti per la colonna sonora della fiction con Alessandra Mastronardi

 di Alessandro Alicandri

27 Settembre 2016 | 10:35 di Alessandro Alicandri

Se state vedendo o avete visto la fiction «L'Allieva» su Raiuno dal 27 settembre, avrete ascoltato un brano bellissimo che è anche sigla della fiction. Il brano si chiama «A Week» e viene dalle menti, voci e strumenti di due simpatici ragazzi romani che si chiamano Sara Cecchetto e Alex Hare. Assieme formano i The Shalalalas.

Sono una coppia artistica (non sono fidanzati) e in questa bella avventura televisiva, ci sono finiti un po' per caso e da protagonisti. Molti dei loro brani già editi sono stati scelti per accompagnare la fiction. Una grande opportunità di visibilità per un gruppo indie con un approccio alla musica spontaneo e artigianale.

Li abbiamo intervistati per farveli conoscere meglio.

L'Allieva: trama, cast e personaggi

Immagino sia un periodo frenetico questo!
Sara: «Molto! Stiamo lavorando a un nuovo album in uscita, probabilmente, a marzo».

È un periodo tipico di uscite da Festival: vi piacerebbe partecipare a Sanremo?
Alex: «Il problema è che noi scriviamo per lo più in inglese, stiamo provando a scrivere qualcosa in italiano, le scadenze per proporsi sono a breve... Sì ci piacerebbe partecipare, ma è presto per dire di più. È una manifestazione musicale che rispettiamo per la storia che ha e per la volontà di portare brani originali e non cover come accade spesso nei talent».

Come siete arrivati a «L'Allieva»?
Sara: «Un po' per caso, talmente per caso che ci siamo stupiti. Luca Ribuoli, il regista della ficiton, stava cercando dei brani per la colonna sonora e non solo ci ha richiesti, ma ci ha proprio adottati».

Avreste prodotto dei brani "apposta" per una fiction?
Alex: «Noi siamo rimasti di sasso quando abbiamo notato quanto fossero adatti. Certo, dal punto di vista lavorativo ci piacerebbe fare il processo "contrario", su richiesta, pensa a quante cose belle sono state fatte nei film per la tv italiana degli anni '80 e '90 che oggi sono un cult, ma è anche vero che molti nostri brani nascono un po' per caso e non su commissione, quindi bisognerebbe vedere se poi ci riusciamo».

Com'è nata «A Week»?
Sara:«È nata in montagna strimpellando con la chitarra. Ci è piaciuto, in un'ora l'abbiamo scritto e in pochissimo tempo era già finito in una prima versione scarna che poi in un secondo momento abbiamo sistemato. Ce ne siamo subito innamorati: è stato un colpo di fulmine».


Siete molto autonomi, potete fare praticamente tutto da soli.
Sara: «Io suono il violino perché sono diplomata al conservatorio, canto e me la cavo anche con altri strumenti, mentre Alex suona la chitarra. Ci consideriamo un tutt'uno, nel senso che ogni brano che facciamo viene fatto a quattro mani. Ci siamo accorti che c'è una chimica particolare che ci permette di lavorare benissimo, dall'ispirazione alla finalizzazione del pezzo».

Nella nuova versione del videoclip di «A Week» c'è anche la Mastronardi. Come vi è sembrata?
Alex: «È una ragazza semplice. Per lavoro ci è capitato di incontrare altri attori e ti assicuro che non è comune. È semplicissima, non "se la tira". Ci ha detto "Spero che questa bella cosa che stiamo facendo ci porti fortuna a vicenda". Ce lo ha detto perché per lei "L'Allieva" è la prima fiction di cui è protagonista assoluta e per noi una grande occasione di visibilità».

Qual è la vostra formazione?
Sara: «Io sono diplomata al conservatorio in violino e laureata in matematica».
Alex: «Ho una laurea in scienze politiche»

Venite da contesti molto diversi! Come vi siete conosciuti?
Sara: «Durante una jam session con amici comuni, è nata subito un'amicizia che oggi è diventata fraterna. Veniamo dagli stessi quartieri ma non c'eravamo mai incrociati. È stato un amore, per così dire, artistico».

In Italia le formazioni a due sono viste un po' male, non sono una band e non sono solisti...
Alex: «Per noi essere in due è fondamentale. A volte non capiamo come una band possa lavorare assieme, ci sono troppe teste! Partiamo dal presupposto che qualsiasi artista solista lavora sempre con qualcuno, difficilmente fa tutto da solo anche se ci raccontano che magari è così. Noi crediamo che solo dal confronto costruttivo nascano le cose più belle».

Cosa avete organizzato per la prima puntata?
Sara: «Una proiezione privata con un gruppo d'ascolto a casa. Sarà divertente vedere com'è stato finalizzato il tutto, saremo anche in scena in un cameo e siamo orgogliosi di aver potuto suonare dal vivo, cosa molto rara nelle fiction e nei film. Questa opportunità per noi è un bellissimo biglietto da visita in cui abbiamo la fortuna di mostrarci al grande pubblico di Raiuno nel modo migliore. Ci riteniamo molto fortunati...speriamo che questo sia l'inizio di una grande avventura».