Home MusicaChiara racconta i 12 mesi che le hanno cambiato la vita: «Un anno fa a quest’ora…»

04 Maggio 2013 | 10:46

Chiara racconta i 12 mesi che le hanno cambiato la vita: «Un anno fa a quest’ora…»

Un anno fa, a quest’ora, Chiara era ancora Chiara Galiazzo. Con il cognome. In meno di 12 mesi ha vinto «X Factor», è andata a Sanremo, ha inciso un album firmato da una dozzina di grandi autori e ora è testimonial della Telecom. «Certe cose però sono rimaste uguali: sono single»...

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Chiara racconta i 12 mesi che le hanno cambiato la vita: «Un anno fa a quest’ora…»

Un anno fa, a quest’ora, Chiara era ancora Chiara Galiazzo. Con il cognome. In meno di 12 mesi ha vinto «X Factor», è andata a Sanremo, ha inciso un album firmato da una dozzina di grandi autori e ora è testimonial della Telecom. «Certe cose però sono rimaste uguali: sono single»...

Foto: foto Massimo Sestini

04 Maggio 2013 | 10:46 di Redazione

Un anno fa, a quest’ora, Chiara era ancora Chiara Galiazzo. Con il cognome. È sempre scritto così sulla sua carta d’identità, e sotto c’è ancora scritto «studente». «Quando la farò nuova non saprò cosa metterci» confessa candidamente. «Cosa si scrive in questi casi? Libera professionista? Mah…». Dubbio legittimo, quando in meno di un anno una ragazza appena laureata vince «X Factor», partecipa al Festival di Sanremo, pubblica un album firmato da una dozzina di grandi autori, diventa testimonial di un’importante azienda di telefonia, si toglie di torno il cognome e resta semplicemente «Chiara». Ora se ne sta seduta ai tavolini di un bar del centro di Milano, lo stesso dove un anno fa ha festeggiato la laurea in economia con amici e genitori arrivati dal Veneto.

Dov’era Chiara un anno fa?
«Avevo iniziato a lavorare da un paio di mesi e vivevo dove vivo ora, con due amiche e mia sorella».

Che lavoro facevi?
«Ero in una società finanziaria: per sei mesi il mio ruolo è stato “assistente trader”».

Ti pagavano molto?
«Non tanto, però riuscivo a mantenermi. Mi ero mossa per tempo: essendo ansiosa e pessimista avevo fatto tanti colloqui».

Li hai più sentiti, quelli della società finanziaria?
«Ogni tanto li vedo, comunque al colloquio glielo avevo detto».

Cosa avevi detto: «Scusate ma faccio anche la cantante»?
«Nel questionario, sotto la voce “altri interessi”, avevo scritto che cantavo nei locali».

E l’«altro interesse» è diventato una professione.
«Meno male… Pensa a quelli che mettono sotto la voce “altri interessi” solo le cose del lavoro. “Interessi: Excel”».

Giornata tipo di un anno fa?
«Sveglia alle sette e mezzo, alle otto e un quarto ero in ufficio. Restavo lì tutto il giorno, tornavo a casa, mangiavo, andavo a letto o uscivo con gli amici».

Ti eri da poco laureata in economia.
«Sì, a metà aprile. Quel giorno ero molto agitata, la tesi è roba tua, devi discuterla davanti ai professori. E poi mi son detta: “Oddio, ce l’ho fatta!”».

E poi con la laurea in tasca sei andata a fare il provino di «X Factor».
«A maggio c’è stato il casting preliminare, quello che non mandano in onda. Poi a giugno il vero casting. A fine luglio sono stata presa e ho lasciato l’ufficio».

Niente vacanze?
«Una settimana a Skiathos, in Grecia, con una mia amica».

C’è stato un momento in cui hai pensato: la mia vita cambierà?
«C’è stato un momento in cui ho pensato: finalmente ora farò quello che voglio. Ma non mi sono preoccupata del resto: gli amici sono quelli, i genitori sono quelli, il letto è sempre quello».

Ora i fan ti rincorrono per strada.
«Mi chiedono una foto, mi abbracciano, mi lasciano un po’ stupita. Ma mi fa piacere, sono tutti carini. Parliamo».

Di che cosa parlate?
«Mi fanno i complimenti, o mi parlano del disco: “Mi è piaciuta questa canzone”, “Quella canzone parla di me, di mio fratello, del mio amico…”».

La prima volta che ti hanno chiesto l’autografo?
«Ero ancora dentro “X Factor”».

Hai firmato «Chiara Galiazzo» o solo «Chiara»?
«Chiara, per me la mia firma è Chiara, senza altro».

Il consiglio che ti è servito di più?
«Luca Tomassini (direttore artistico di “X Factor”, ndr) riusciva ad analizzarmi, aveva capito come prendermi».

Cosa aveva capito?
«Mi ha detto: non cercare qualcosa di strano, fai le cose nel modo più semplice».

Eros Ramazzotti ha detto che hai fatto troppe cose in poco tempo, rischiando di «bruciarti».
«I treni vanno presi quando passano.Quando ti capitano delle cose, può essere il destino che te le fa capitare o il destino che non te le fa capitare. L’importante è rimanere con i piedi per terra».

E come resti con i piedi per terra?
«Cerco di non alterare la mia vita di una virgola».

Ma la vita è cambiata. Qual è ora la tua giornata tipo?
«Adesso giro molto, conosco posti nuovi, gente interessante, cose strane».

Una cosa strana?
«Sul set dello spot, a Venezia, ho visto tutti quei macchinari per girare. Ho imparato tante cose».

Un anno fa eri single.
«Anche questa cosa è rimasta uguale».

Il tuo brano «Artigli» parla di una delusione sentimentale. Dice che ami molto qualcuno…
«Quella è la canzone giusta per farsi delle paranoie, come se le fanno tutti. Essendo da sola me le faccio anch’io sul fatto che non arriva nessuno».

Le vacanze questa estate le farai?
«Non credo, ma meno male! Sarò in tour, non ho bisogno di vacanze. Perché nella mia testa non sto lavorando».