17 Ottobre 2016 | 17:56

Desert Trip, le immagini più belle del festival rock di Indio

Termina la prima edizione dell'evento rock: dallo show di Bob Dylan alla sorpresa sul palco di Rihanna, ecco tutto quello che è successo

 di Giulia Ciavarelli

Desert Trip, le immagini più belle del festival rock di Indio

Termina la prima edizione dell'evento rock: dallo show di Bob Dylan alla sorpresa sul palco di Rihanna, ecco tutto quello che è successo

Foto: Desert Trip, lo show di Paul McCartney  - Credit: © Getty Images

17 Ottobre 2016 | 17:56 di Giulia Ciavarelli

Il Desert Trip è il festival rock destinato a rimanere nella storia: oltre alla suggestiva location nel deserto di Indio (la stessa del Coachella), i tre giorni di musica hanno riunito in un solo palco le più grandi leggende della musica rock internazionale.

Nel cartellone, ci sono i tre artisti più influenti di tutti i tempi: i Rolling Stones, Bob Dylan e Neil Young. Presenti anche Paul McCartney, Roger Waters e i The Who. Per due weekend consecutivi è stato emozionante ascoltare l’essenza di un rock ormai in via di estinzione.

Desert Trip è il grande evento che soddisfa i gusti dei più giovani ma richiama i vecchi amanti della musica leggendaria: è un pubblico determinato a dimostrare che lo spirito di Woodstock vive ancora, quell’atmosfera magica che ha travolto l’inizio degli anni Settanta. Soprannominato “Oldchella” per il team di veterani che si alternano sul palco, il raduno musicale è un’esperienza unica che rispolvera i ricordi radicati nella nostra anima, con una sana ed esaltante nostalgia.

Per il secondo fine settimana del Desert Trip, apre il premio Nobel Bob Dylan: riservato e poco loquace, il suo show non risente dell’eccessiva attenzione della stampa e costruisce una scaletta che soddisfa i gusti più raffinati. Inizia con «Rainy Day Woman #12 & 35» e prosegue con «Love Sick», «Pay In Blood», «Desolation Row» e il bis riservato a «Like a Rolling Stone» e «Why Try to Change me now» di Cy Coleman.

«Non mi è mai capitato di condividere il palco con un premio Nobel. Bob Dylan è stato il nostro Walt Whitman» afferma Mick Jagger prima di iniziare. E con un buon livello di energia, arrivano i Rolling Stones: sconvolgono l’ordine della precedente set list, non eliminano i “classici senza tempo” ma creano un concerto potente formato da ben venti canzoni.

Se Neil Young ci incanta con «Like a Hurricane» e brani al pianoforte come «After the Gold Rush», Paul McCartney sorprende e insieme alla sensuale Rihanna esegue «FourFiveSeconds». «Abbiamo trovato finalmente qualcuno sotto i 50 anni di età» scherza McCartney. Infine, Roger Waters, l’ex membro dei Pink Floyd, si ritrova sullo stesso palco degli Who: la rock band governa bene lo show con energia e rivisitazioni del repertorio, contornato da una leggera malinconia per l’ultimo live di una carriera durata 50 anni.