24 Ottobre 2017 | 01:08

Fabri Fibra, «Fenomeno Tour» a Milano: la recensione del concerto

23 ottobre 2017. Abbiamo visto la prima data del nuovo tour del rapper di Senigallia. Ecco com'è andata

 di Alessandro Alicandri

Era il 24 di marzo quando Fabri Fibra annunciava il «Fenomeno Tour». Date che anticipavano anche l'uscita del suo ultimo album omonimo. Sono passati esattamente sette mesi del quel momento e il suo arrivo sul palco non era semplicemente atteso: la gente smaniava.

Uno dei motivi di questa trepidante attesa era il vecchio «Squallor Tour» , un mini ciclo di concerti molto diverso dai precedenti, in linea con l'album omonimo nel quale si è riallacciato alle sue origini e dove non ha cantato nessuna sua canzone famosa. Nessuna.

Questo vuol dire che molti di noi non sentivano «In Italia» o «Applausi per Fibra» cantata dal vivo in tour da moltissimi anni. In questa serata il pubblico l'ha riabbracciato con un affetto che è quello che gli riservano da sempre: un tifo da stadio che va oltre le mode, l'impatto estetico, la hit del momento, le vittorie, le congiunture astrali e una buona pagina su Instagram.

Chi ama Fabri Fibra è attaccato alla sua musica e alla sua persona nel modo più profondo che vi viene in mente. E oggi più che mai, quell'amore è reciproco.

La struttura del palco, come d'abitudine, si basa su pochi elementi: uno schermo con delle grafiche molto curate (e molto belle), una postazione per DJ Double S. Basta. Il resto l'hanno fatto i filmati che hanno anticipato e intervallato il live: si è ribadito con un filmato molto forte, dove con un simulato  servizio giornalistico si è descritto il ruolo che Fibra ha avuto nel portare al grande pubblico il vero rap aiutando chi è venuto dopo a raccoglierne i frutti.

Questo «orgoglio» è un po' una parola che aleggia durante tutto il concerto. Negli intermezzi, una sorta di docu-fiction mostra l'artista da ragazzino, quando per lui chiudere una rima sembrava impossibile. Quando una base ascoltata con le cuffie in biblioteca era un'ossessione. Quando il testo di «Rap in vena» nasceva dopo molti fogli di carta appallottolati. La buona musica, come molti atti creativi, arriva dalla consapevolezza di essere imperfetti, anche agli occhi della gente.  

Oggi tutti i rapper hanno spazio e facili risultati: pensano di avere i poteri. Ma (per fortuna) sono pochi i supereroi.

Nell'ora e mezza abbondante di concerto Fabri Fibra ha attraversato tutti i passaggi salienti della sua carriera, riassunti in «atmosfere». L'entusiasmo su ogni singolo brano ci era già noto, ma più passa il tempo più non è scontato. Fibra spiega sempre bene la solidità di ciò che ha costruito, anche nei momenti più difficili.

La sua capacità di fare surf in superficie e snorkeling sui fondali rimane unica. Quel parlare alla sua gente senza armi difensive, senza gioielli protettivi e senza spocchia preventiva, lo rendono un rapper ancora oggi anomalo. Fabri, disarmante e coinvolgente, in questo tour di forte contatto ci ha dato tutto quello di cui sentivamo il bisogno da tempo. Le cose belle non si comprano, si aspettano e si conquistano.

La scaletta

Fenomeno
Red Carpet
Vaffanculo Scemo
Equilibrio
Money For Dope
Verso altri lidi

Cronico
La pula bussò
CVDM (Brano inedito)
Come Vasco
Dipinto di blu

Ogni giorno
Non fare la puttana
Applausi per Fibra
Mal di stomaco RMX
Idee Stupide
Lascia Stare
Alla fine di tutto questo

Bugiardo 
In Italia
Vip in trip
Tranne te 
Pamplona

Stavo pensando a te