23 Luglio 2017 | 11:00

Mecna, Carl Brave x Franco 126 e Rkomi live, la recensione

Giovanissimi e determinati, i nuovi volti della musica italiana sono stati protagonisti di una serata ricca di emozioni

 di Eleonora Gasparella

Mecna, Carl Brave x Franco 126 e Rkomi live, la recensione

Giovanissimi e determinati, i nuovi volti della musica italiana sono stati protagonisti di una serata ricca di emozioni

Foto: Mecna  - Credit: © Mira On Air

23 Luglio 2017 | 11:00 di Eleonora Gasparella

In una caldissima serata estiva, il festival Mira On Air ospita tre artisti della nuova scena musicale italiana: due romani, un milanese e un pugliese, sul palco di una suggestiva location a due passi da Venezia.
Tutti i protagonisti del live sono uniti da un nuovo modo di fare musica: nelle loro canzoni si mescolano diversi generi, dal pop, al rap, fino a echi di elettronica e di reggae.
La serata inizia con Ernia che ha il compito di riscaldare il pubblico. Nonostante il sole ancora alto nel cielo, il live risulta comunque coinvolgente e l'atmosfera è piacevole. Il Festival comincia ad entrare nel vivo quando sul palco sale Rkomi, "enfant prodige" del rap italiano. Milanese di Calvairate, luogo che ama citare spesso nei suoi pezzi, Mirko ha poco più di vent’anni e una gransissima forza. Qualche piccolo problema tecnico penalizza un live altrimenti impeccabile. Nonostante questo il pubblico delle prime file conosce bene i brani, da Dasein Sollen che apre il concerto fino a 180, uno dei brani di chiusura. In attesa dell’album di prossima pubblicazione, questa di Mira è una buona prova per il giovane milanese che ha ancora diverse date in Italia per poter "testare" i nuovi pezzi.

Finalmente il sole cala ed è la volta di Carl Brave x Franco 126. Il pubblico è già piazzato nelle prime file e li aspetta con ansia. I due hanno appena pubblicato un singolo con Coez e il loro brillante album d’esordio, Polaroid, anticipato da una playlist dei brani su Youtube, è una raccolta di dieci frammenti di vita quotidiana sullo sfondo di una Roma materna e sorniona.
Nulla di frivolo però: i due descrivono, con delle istantanee (il fine serata “dallo zozzone”, i like alle foto, il codice pin dell’Enjoy che nessuno si ricorda mai) la vita di ragazzi di venti o trent’anni, alle prese con le relazioni ai tempi dei social network e con i piccoli guai della vita quotidiana.
Sul palco Carl e Franco sono accompagnati da una band e già questa è una novità rispetto ad una scena musicale dominata da dj e basi. Il loro atteggiamento “caciarone” stride un po’ con i testi dolceamari dei pezzi che si susseguono durante il live, da Sempre in Due, a Solo Guai, ma alla fine Carl e Franco sono proprio questo: figli di una generazione piena di contrasti e con poche certezze, ne sorridono e prendono tutto con ironia. E così, senza nessun moralismo i due raccontano la realtà con le loro Polaroid, incitando il pubblico a "fare più caciara" e a tirare fuori gli accendini nei pezzi più romantici (Alla Tua). La folla di Mira risponde con entusiasmo e, tra abbracci e cori, accompagna il concerto dei due "fiori cresciuti in mezzo ai sampietrini". Tra qualche giorno suoneranno a Roma, la loro città, per poi intraprendere un lungo tour che li porterà in tutta Italia: la carica sul palco è tanta e i due sono davvero i beniamini del pubblico.

L’ultimo artista della serata è Mecna, che ha pubblicato quest'anno un album molto personale e intimo, Lungomare Paranoia, dal quale estrae numerosi pezzi della scaletta che, come sempre, alterna momenti più squisitamente pop ad altri che richiamano le radici rap del cantante pugliese. Stasera Mecna regala un live praticamente perfetto, in cui il momento più sentito è Il Tempo Non Ci Basterà, singolo che rivela tutta la dolcezza e la profondità di questo artista.

Si tratta di una chiusura perfetta per una serata che come filo conduttore ha la sincerità: sincerità nel raccontare se stessi e la propria generazione con poche parole e immagini in grado di colpire nel vivo.
Un altro tratto comune degli artisti che si sono alternati stasera a Mira è la loro volontà di essere fuori da schemi preconfezionati e predefiniti, soprattutto a livello musicale: mescolano generi, sono liquidi come questo tempo spesso esige. Loro però riescono a prendere e a restituirci il meglio di questa vita liquida: attraverso i loro racconti semplici ma mai banali, uniscono generazioni e regalano emozioni e sorrisi. In questa calda estate 2017, non c'è niente di meglio.