29 Giugno 2013 | 01:42

Muse, il tour negli stadi 2013. La recensione

I Muse hanno "spaccato" ancora una volta. Non ci sono parole più formali per descrivere quello che è successo il 28 giugno 2013 a Torino con l'arrivo dell'«Unsustainable Tour». Lo Stadio Olimpico, in una serata piuttosto fredda, è diventato caldissimo...

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Muse, il tour negli stadi 2013. La recensione

I Muse hanno "spaccato" ancora una volta. Non ci sono parole più formali per descrivere quello che è successo il 28 giugno 2013 a Torino con l'arrivo dell'«Unsustainable Tour». Lo Stadio Olimpico, in una serata piuttosto fredda, è diventato caldissimo...

29 Giugno 2013 | 01:42 di

I Muse hanno “spaccato” ancora una volta. Non ci sono parole più formali per descrivere quello che è successo il 28 giugno 2013 a Torino con l’arrivo dell’«Unsustainable Tour» dopo le prime date di Bologna e Pesaro (per i palazzetti) lo scorso novembre.

Lo Stadio Olimpico, nella prima delle tre date in italia (29 giugno bis nel capoluogo piemontese, il 6 luglio si va a Roma) in una serata piuttosto fredda, è diventato caldissimo.

Complici senza dubbio i sei spara fiamme in cima al palco che hanno accompagnato l’intera performance. Ed è solo questa una delle sorprese che hanno reso non solo potente, rock, ben suonato e ben cantato questo concerto così atteso, ma anche bello grazie a una scenografia del tour stadi eccezionale.

Una decina di “neuroni” luminosi erano posizionati a destra e sinistra della struttura, un robot di latta in formato gigante è spuntato al centro del palco principale, una lunga passerella da cui sono partiti fuochi d’artificio, coriandoli. Una donna che ha bevuto “benzina”, un uomo che ha distribuito euro in pezzi da 20, targati Muse. È successo di tutto.

Il basso e la batteria luminose, una grande lampadina gonfiabile che ha sovrastato lo stadio da cui fuoriesce una splendida acrobata. Gli espedienti non sono dissimili da quelli dal “The Resistance Tour”, così come i colpi di scena di una scaletta che conosce bene i propri punti di forza.

27 brani suonati, con una prevalenza di brani da «The 2nd Law» (un terzo del live). Tra gli altri album, «Showbiz» è quello più ignorato dalla scaletta, con un equilibrio abbastanza forte tra tutti gli altri dischi di inediti. Grazie peso, come sempre, alle parti strumentali.

Il concerto prende il vivo con l’armonica che anticipa «Knights of Cydonia», si raccoglie al centro dello stadio con il pianoforte di «Explorers» ed esplode definitivamente in «Follow me». Il colpo di scena finale, quello che ci ha lasciato senza fiato e definitivamente soddisfatti sono arrivati con i grandi classici da urlare a squarciagola: «Uprising» e «Starlight».

Per molti dopo aver ascoltato la band più funk in brani come «Panic Station», c’era l’impressione che fossero davvero cambiati, in peggio forse. E invece sono rimasti sempre gli stessi, con qualcosa in più nel loro bagaglio. Sempre più variegati nel loro repertorio che ormai tocca punti estremi ma mai confusi.

Aspettare l’urlo liberatorio di «I need your love» di «Madness» e sfogarlo con Matthew

Bellamy, siamo certi sia valso il prezzo di ogni biglietto, dal parterre all’ultimo anello.

La scaletta

Intro
The 2nd Law: Unsustainable
Supremacy
Panic Station
Plug In Baby
Map of the Problematique
Resistance
Animals
Knights of Cydonia (Introduzione con armonica)
Explorers
Hysteria
Feeling Good
Follow Me
Liquid State
Madness
Time Is Running Out
Stockholm Syndrome

Palco centrale
Unintended
Blackout (con ballerina sospesa)
Guiding Light
Undisclosed Desires

Palco principale
The 2nd Law: Unsustainable (con robot)
Supermassive Black Hole
Survival

The 2nd Law: Isolated System
Uprising
Starlight