01 Marzo 2013 | 10:28

Un anno senza Lucio Dalla, un concerto per ricordarlo: leggi l’intervista a Gianni Morandi

I grandi della canzone italiana uniscono le voci il 4 marzo in Piazza Grande a Bologna (e in diretta su Raiuno) per ricordare Dalla. A tenere le fila della serata sarà Gianni Morandi, l’amico di sempre.

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Un anno senza Lucio Dalla, un concerto per ricordarlo: leggi l’intervista a Gianni Morandi

I grandi della canzone italiana uniscono le voci il 4 marzo in Piazza Grande a Bologna (e in diretta su Raiuno) per ricordare Dalla. A tenere le fila della serata sarà Gianni Morandi, l’amico di sempre.

01 Marzo 2013 | 10:28 di

I grandi della canzone italiana uniscono le voci il 4 marzo in Piazza Grande a Bologna (e in diretta su Raiuno) per ricordare Dalla. A tenere le fila della serata sarà Gianni Morandi, l’amico di sempre.

«Ma sai che mi chiamava “Psycho”? Io venivo dalla montagna e per i bolognesi di città come lui, quelli di montagna erano mezzi matti. Lo incontravo, e diceva: “Ecco il pazzo: hai fatto 12 chilometri di corsa, oggi?”».

Lucio Dalla ci ha lasciato da un anno. Verrà celebrato in Piazza Maggiore, a Bologna, con un grande show su Raiuno che già dal titolo, «4 marzo», riporta alla sua storica data di nascita, nel ’43, e al giorno dei funerali. Ma l’amico Gianni Morandi, che sarà tra i protagonisti, ne parla come se Lucio non se ne fosse mai andato. «Su quel palco saremo in tanti, e io uno fra i tanti» continua. «Se dovessero accettare tutte le adesioni che stanno arrivando dagli artisti lo spettacolo potrebbe durare otto ore. Sarò pronto per duettare, cantare, dire due parole riempiendo i buchi, ma non condurrò la serata» precisa. L’autore Giampiero Solari, direttore artistico del tributo, conferma: «Molti proporranno i pezzi di Lucio, e lui stesso sarà presente. In video, con filmati d’epoca, o solo in voce. Insomma, ci sarà interazione. Dalla è stato un misto fra Lou Reed, Andy Warhol e David Bowie. In lui c’era tutto, e nelle sue canzoni la storia d’Italia degli ultimi trent’anni. “Balla balla ballerino” era la stazione di Bologna; “Anna e Marco” la periferia, il sottoproletariato urbano; “L’anno che verrà” il sequestro Moro, gli Anni 70».

«Ma la mia preferita era “Futura”» interviene Morandi «perché è il pezzo che un giorno mi fece fermare un attimo a riflettere. In quell’anno Lucio, che all’inizio della sua carriera incontrò molte difficoltà a sfondare, era arrivato al culmine del suo successo come cantautore. E io invece mi ritrovavo impantanato, un po’ dimenticato, nel pieno di un momento non facile dal quale poi uscii. La nostra situazione si era ribaltata. Ma non potevo invidiarlo, ero felice per lui». L’incontro fra Dalla e Morandi risale al 1963. «Eravamo al Teatro Greco di Taormina per una serata trasmessa in tv» ricorda Gianni. «Spuntò questo ragazzo barbuto e grassottello e mi venne incontro. Suonava il clarinetto con i Flipper. “Sei di Bologna?” mi disse. Da lì iniziò un’amicizia durata 50 anni. Lui veniva a casa mia, o andavo io da lui in in Piazza Cavour 2, con i dischi di Ray Charles, Miles Davis o John Coltrane, il suo preferito. Voleva farmi capire che c’era tutto un mondo musicale, oltre le mie canzonette. Ma io non ero pronto per capirlo. Nel ’64 arrivò Gino Paoli a esibirsi in un locale, lo conobbe e lo convinse a debuttare anche come cantante».

Poi, nel 1988, quando l’ago della bilancia del successo di Gianni e Lucio tornò a sfiorarsi, fu la volta di «Dalla/Morandi». Un disco e un tour indimenticabili. «125 concerti in tutto il mondo e un milione di copie vendute. Nella tournée europea ci divertimmo tantissimo. Quando lo incontrai allo stadio Dall’Ara di Bologna, il 27 febbraio dello scorso anno, pochi giorni prima della terribile notizia e una decina di giorni dopo il Sanremo che condussi, e al quale partecipò facendo il direttore d’orchestra per Pierdavide Carone, riparlammo della possibilità che io facessi un’improvvisata in una delle date del suo tour. Purtroppo non è stato possibile. L’anno scorso, il 4 marzo, a Bologna, per i suoi funerali, c’era un sole meraviglioso. Lucio amava molto gli scherzetti: speriamo che quest’anno, da lassù, non faccia nevicare…».

Organizzato da Ballandi Entertainment insieme con Friends & Partners, «4 marzo», il mega-show in onda in diretta in prima serata da Piazza Maggiore a Bologna per celebrare Lucio Dalla, vede un elenco di ospiti degno del più grande evento mediatico. Si va da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (a sinistra) a Ron (che con Dalla e De Gregori nel 1979 partecipò al leggendario tour-cd «Banana Republic», e che nel ‘90 scrisse per Dalla «Attenti al lupo»), passando per Pino Daniele, Pierdavide Carone, ma anche Zucchero, Fiorella Mannoia, i bolognesi Stadio e Luca Carboni e altri grandi artisti come Gianna Nannini e Renato Zero. Probabile anche la presenza di Andrea Bocelli, al quale dovrebbe essere affidata l’interpretazione di un brano indimenticabile di Dalla: «Caruso». Il compito di tenere idealmente le fila dello show è stato affidato invece a Gianni Morandi.

Quella telefonata che non arriva più
di Bibi Ballandi

La cosa che mi manca di più di Lucio sono le nostre telefonate alle sette, sette e mezzo di mattina, quasi ogni giorno, per commentare i quotidiani. Sono stato il suo impresario sino alla fine, e prima di me mio padre Iso, sin da quando arrivò terzo al Festival di Sanremo, nel 1971, con «4/3/1943». Artisticamente credo di aver assecondato tutte le sue piccole follie, le novità e le intuizioni che sapeva sfornare in modo infaticabile. E poi c’erano quelle nostre passeggiate il sabato mattina in Piazza Maggiore: parlava con tutti i senzatetto e ricordava il nome di ognuno di loro. Oggi quelle passeggiate le ho sostituite con una visita che ogni sabato faccio da solo al cimitero della Certosa per andare a salutarlo. Il 4 marzo a Bologna sono sicuro che per lui faremo una bella festa.