Home MusicaDischi in uscitaAlex di Raige: i testi più belli dell’album

08 Settembre 2016 | 16:08

Alex di Raige: i testi più belli dell’album

In anteprima, una selezione delle frasi emozionanti e riflessive del progetto. Nei negozi dal 9 settembre

 di Alessandro Alicandri

Alex di Raige: i testi più belli dell’album

In anteprima, una selezione delle frasi emozionanti e riflessive del progetto. Nei negozi dal 9 settembre

08 Settembre 2016 | 16:08 di Alessandro Alicandri

In anteprima per i lettori di Sorrisi, ecco 11 estratti dai testi di «Alex» il nuovo album di Raige nei negozi dal 9 settembre. Vi lasciamo, prima delle citazioni dal disco, alla presentazione che l'artista ci ha fatto del progetto. Ci siamo concentrati sul peso della sua scrittura, così importante per chi lo segue da tempo e così importante per noi da chiedergli di svelarceli poche ora prima della pubblicazione. L'album è stato anticipato dal brano «Dove finisce il cielo» e dal singolo «Il rumore che fa» in collaborazione con Marco Masini. 

Raige presenta «Alex»

Si può dire tutto quello che hai in mente nello stesso spazio ma con meno parole? È quello che ho cercato di fare nella costruzione di «Alex», il mio nuovo album. È cambiato l'approccio alla scrittura perché è cambiato il modo in cui mi esprimo con essa: questo progetto è molto meno rappato, ha argomenti e sonorità in cui ritroverete sì la mia forma espressiva di sempre, ma anche il tentativo (spero riuscito) di fare qualcosa di diverso, alzando l'asticella. Voglio che tutti mi capiscano, voglio che in molte persone possano sapere cos'ho da raccontare.

È un album di transizione, questo «Alex», tra quello che sono stato e quello che sarò. Prendo le misure, navigo in acque diverse. Nel 2006 pubblicavo un album puramente hip-hop, un disco dove già cantavo quasi tutti i ritornelli nella golden age del rap purista italiana, momento nel quale se facevi qualcosa di "sbagliato" potevano metterti alla gogna. Sono cresciuto, il pubblico è cresciuto con me e ritengo che quel tipo di album non possa più farlo, oggi. A costo di non piacere a tutti.

Questo album ha una pelle nuova perché non volevo annoiarmi, perché è così che mi esprimo oggi. Ho cambiato categoria su iTunes, una cosa di cui non frega niente a nessuno ma l'ho fatto per onestà verso il pubblico. Non è un album hip-hop, anche se oggi qualcuno cerca di farvi passare del "non rap" come il suo contrario. Oggi mi sento dentro il cappello del "pop", anche se poi è difficile identificarmi in un genere preciso ed è proprio lì che volevo arrivare.

Ho chiuso l'album a maggio scorso e già vedo di fronte a me quello che sarà il futuro in musica. Oggi vedo ancora quel mio senso di inguaribile inadeguatezza che non guarisce con l'età, un disagio che mi ha portato a fare auto-analisi, provando a "risolvermi" grazie alla scrittura di canzoni. In questo album ho vestito quel mio sembrare "preso male" in una veste comoda, più fresca, senza tradire la mia natura introversa e riflessiva. Perché non mi sforzo di sembrare "solare" e positivo prendendovi in giro, preferisco vedere uno spiraglio di luce dove non c'è o non lo vedete. Sono motivato e forte per portare questo album lontano.

Il rumore che fa feat. Marco Masini - Il videoclip