Home MusicaDischi in uscita«Come è profondo il mare» di Lucio Dalla esce in versione rimasterizzata 40 anni dopo

22 Novembre 2017 | 16:55

«Come è profondo il mare» di Lucio Dalla esce in versione rimasterizzata 40 anni dopo

Esce la nuova edizione di un capolavoro indiscusso della musica italiana. Ne abbiamo discusso con Ron che in quell'album vi suonò...

 di Simone Sacco

«Come è profondo il mare» di Lucio Dalla esce in versione rimasterizzata 40 anni dopo

Esce la nuova edizione di un capolavoro indiscusso della musica italiana. Ne abbiamo discusso con Ron che in quell'album vi suonò...

22 Novembre 2017 | 16:55 di Simone Sacco

Un giro sotenuto di accordi acustici, un synth in arrivo dallo spazio, una linea di basso che scuote la stanza e poi quel fischio mainconico, un po' alla Morricone. Ci vuol poco a capire che siamo alla presenza di un album davvero speciale e, a suo modo, eterno. Perché questo, a conti fatti, è «Come è profondo il mare» di Lucio Dalla. Un disco che non finisce mai. E che ci accompagna da sempre.

Ron: "Per quel disco suonai la chitarra in maniera compressa, sull'esempio di Neil Young. Colpivo le corde all'altezza della bocca dello strumento e contemporaneamente battevo col palmo sulla cassa armonica. Per raggiungere, appunto, questo tipo di compressione". Ricky Portera: "Guarda che Lucio mi ha fatto soffrire, eh? Mi faceva suonare tutte queste armonie assolutamente complesse, da compositore classico; ed io, in definitiva, ero solo un chitarrista rock". Samuele Bersani: "In quel brano c'era un basso ostinato, per niente italiano, quasi da gruppo progressive britannico. Lo suonò Paolo Donnarumma (il bassista de 'La Voce del Padrone' di Franco Battiato, ndr) e se ne venne fuori con un suono del tutto originale". Ancora Portera: "Lucio si divertiva da pazzi a fare certe cose. Si riempiva di una gioia immensa". E via dicendo.

Voci, tante voci che colorano il montaggio di «33 Giri - Italian Masters», nuova serie di sette documentari musicali dedicati ai capolavori della nostra musica (tra le varie puntate anche Battiato, De Andé, Gaber, Gaetano, Graziani e Guccini) in onda su Sky Arte e che prende il via mercoledì 22 novembre con la storia avvincente di «Come è profondo il mare» di Lucio Dalla. Un lavoro, come detto, talmente intenso che dobbiamo chiedere aiuto alle parole di un dallofilo DOC come Riccardo Sinigallia per uscire dall'impasse della retorica: «Lucio, con quest'album, ha creato una vera e propria rivoluzione. La sua fu una resistenza intellettuale che diede origine all'arte».

Un'opera figlia di un tempo terribile, ma vitale (il 1977 bolognese, pieno di spari e carri armati, che precedette il cupissimo '78), ricca di canzoni strepitose a partire dalla titletrack o dall'irriverenza post-femminista di 'Disperato Erotico Stomp', che ora la Sony -in occasione del suo quarantennale - ha deciso di celebrare con una ristampa (doppio CD e vinile rimasterizzato) veramente allo stato dell'arte.

Ron: «Lucio, con il suo entusiasmo, riusci a coinvolgere ogni singolo musicista che vi partecipò»

All'incontro-stampa di presentazione del progetto era presente anche Ron, uno dei "turnisti" che forgiarono quella pietra miliare nella carriera dello sperimentatore bolognese (dopo fu il diluvio con l'arrivo di altri due dischi memorabili come il 'Lucio Dalla' de 'L'anno che verrà' e il 'Dalla' di 'Futura') e di tutto il pop italiano in generale. A lui sono rivolti i nostri doverosi quesiti.   

Rosalino, fu stressante lavorare a 'Come É Profondo Il Mare'? Lucio Dalla non era di certo un "perfettino", ma un perfezionista a modo suo altroché...
Posso risponderti con una sola parola? No. Lucio aveva proprio voglia di farlo quest'album e con il suo entusiasmo riusci a coinvolgere ogni singolo musicista che vi partecipò. Ti dirò di più: per me «Come É Profondo Il Mare» fu la sua definitiva uscita dal tunnel.

Veniva dai famosi tre dischi con il poeta bolognese Roberto Roversi, vale a dire «Il Giorno Aveva Cinque Teste», «Anidride Solforosa» e «Automobili»: album solidissimi, ma decisamente verbosi.
Esatto. Quelle tre opere restano intoccabili, ma alla lunga Lucio patì inventarsi una musica che doveva adattarsi alla poetica complessa di Roversi. Col passare del tempo divenne estremamente faticoso per lui. «Come è profondo il mare» fu la risposta a tutto ciò.

Fu anche un album da "o la va o la spacca"? Nel senso che fu il suo settimo disco di fila e il successo di massa, nonostante i due Sanremo e «4/3/1943», non è che gli sorridesse molto a quei tempi...
Mai visto Lucio minimamente preoccupato in quei giorni del '77. L'hai detto tu prima: Dalla era un perfezionista a modo suo, ma non laccato, per niente attento a che tutto suonasse di maniera. Piuttosto buttava lo spartito all'aria e ricominciava da capo. Aveva la sua visione e lottava strenuamente per essa.

Ci si rende conto in diretta di quello che si va a fare o è la Storia a mettere a posto le cose? Voglio dire: se uno compone «Quale allegria» o «Disperato erotico stomp» lo sente che è sulla strada giusta, no?
Guarda, io sono un disastro per questo genere di previsioni. A volte mi esalto per un provino, penso che la mia canzone sarà un successo incredibile e invece alla fine si rivela un disastro totale... (riflettte) Ti faccio questo aneddoto: una volta Dalla mi convoca e mi fa sentire in anteprima la versione finita, ma non ancora pubblicata, di «Caruso». Ed io: "Mah, non lo so Lucio, non mi convince: devi proprio cantarla in napoletano?". Ok, direi che ho detto tutto! (ride)

Andò così anche per la tua «Attenti al Lupo», vero? Avevi questo provino perché ti era piaciuta «Englishman in New York» di Sting. Buttasti giù un paio di note su di un synth casalingo e conservasti quel nastro non sapendo bene che fartene. E poi...
Poi un bel giorno arriva Lucio a casa mia e mi fa: "Ok, questa la incido io e vendiamo un milione di copie!". Gli risi in faccia e alla fine le copie furono un milione e mezzo... Il fatto è che lui si immaginava già tutto in partenza: sentiva tre note e vedeva la canzone completa, il videoclip, il balletto, la coreografia. Tutto. Credo che Dalla sia stato davvero il più grande discografico di sé stesso.

Pensi che in questi anni di oblio collettivo l'Italia si sia un po' scordata di un capolavoro quale è «Come è profondo il mare»?
Eh, ma noi italiani siamo perfetti in questo! (fa una smorfia) Masochisti ed esterofili fino alla fine. La buona musica del passato non passa mai in radio e magari ci esaltiamo per il nuovissimo hit single in arrivo - che so? - dalla Lituania. E intanto ci scordiamo di giganti quali Dalla, Battisti, De André ecc.

Ultima domanda: cosa sta combinando Ron negli ultimi tempi?
Mi riposo e lavoro contemporaneamente. Con i miei ritmi. Sai, in questo mestiere si fa sempre tutto di fretta e alla fine chi ci rimette è solo la musica. Se uno va a Sanremo, deve tirare giù una nuova canzone in appena quindici giorni. Non è possibile, dai...

A proposito: tu ci andrai al Sanremo 2018 diretto da Baglioni?
Assolutamente no. Mettilo pure per iscritto.

L'album rimasterizzato

La Legacy Edition di «Come è profondo il mare» esce il 24 novembre in doppio CD (album rimasterizzato più CD bonus con 7 brani live in versione inedita e libretto di 40 pagine) e in LP rimasterizzato a 24 bit/192khz (sempre con CD bonus allegato).

La tracklist di «Come è profondo il mare» (1977):

1) Come è profondo il mare

2) Treno a vela

3) Il cucciolo Alfredo

4) Corso Buenos Aires

5) Disperato erotico stomp

6) Quale allegria

7) E non andar più via

8) Barcarola