Francesca Michielin: «Vulcano è esplosiva, come me!», video intervista

Dopo un 2016 ricco di soddisfazioni, l'artista racconta a Sorrisi la nascita del nuovo singolo e i retroscena del videoclip girato a Berlino

20 Luglio 2017 | 11:24

Francesca Michielin: «Vulcano è esplosiva, come me!», video intervista

Dopo un 2016 ricco di soddisfazioni, l'artista racconta a Sorrisi la nascita del nuovo singolo e i retroscena del videoclip girato a Berlino

 di Giulia Ciavarelli

20 Luglio 2017 | 11:24 di Giulia Ciavarelli

L’appuntamento con Francesca è in un take away indiano al centro di Milano, un luogo insolito per il nostro incontro. Questa scelta ci appare chiara se leggiamo attentamente il testo del nuovo singolo «Vulcano» («C’è il bar dell’indiano profuma di te») e alcuni indizi apparsi sui social network. Dopo un 2016 ricco di avventure positive, ritroviamo Francesca Michielin in forma smagliante: jeans, giacca metallica, sorriso educato e una concentrazione invidiabile. «Che bello ritrovare Sorrisi!» esordisce prima di iniziare a parlare della sua nuova musica: è più matura e con la voglia di esporsi in maniera provocatoria, proprio come la cover graficamente "esplosiva" del singolo. 

Anche se ancora non ci svela molto sul suo nuovo album (previsto in autunno), con Francesca abbiamo parlato del suo presente, del processo creativo di «Vulcano» e del video girato a Berlino che vedremo da venerdì 21 luglio.

Il tuo è stato un 2016 impegnativo, «Vulcano» è la prima pagina di un nuovo capitolo. Ti racconti con uno sguardo inedito, che Francesca ritroviamo?
«Credo che non la ritroverete! (ride) Non mi piacciono le aspettative, anche nella vita, e penso che su di me ce ne fossero ma non ti questo genere. “Vulcano” è una canzone completamente diversa da quelle che ho sempre fatto».

Ti ricordi il periodo in cui l’hai scritta?
«È stato un momento molto particolare della mia vita, ed è la prima canzone composta per il mio nuovo progetto discografico. È un brano esplosivo che dice le cose in faccia, senza problemi; sia nell’arrangiamento sia nella produzione c’è molta verità. Appunto, V come verità».

Infatti, nel testo ricorrono spesso parole che iniziano con la lettera V.
«Le V che si ripetono sono, a livello musicale, delle cellule, delle pulsazioni mentre a livello testuale voglio giocare su tante parole che rappresentano il vulcano. C’è il volume perché contiene la lava e quando erutta crea un forte boato, c’è la dinamica del viaggio, la verità, la volontà, lo stare vicino al fuoco. È un gioco di rimandi a diverse immagini che rappresentano il vulcano, ma anche me poiché mi sento proprio “un vulcano”».

Lo hai definito un brano di rottura sia nelle intenzioni sia nelle sonorità, e in effetti è un’esplosione di suoni diversi tra loro. È una conseguenza che deriva da nuovi ascolti e influenze musicali?
«In realtà non ho ascoltato qualcosa in particolare. È iniziato tutto in una giornata d’estate, però senz’altro è iniziato tutto in una giornata d’estate. Mi ripetevo di voler creare qualcosa che mi gasasse, che mi galvanizzasse e ho iniziato a scrivere questo riff di piano, inserendo una ritmica molto elettronica e dance. Poi, con Michele Canova a Los Angeles, abbiamo aggiunto le sonorità più vera e tribale. È stato un working in progress anche nella scrittura della canzone, nella quale mi ha affiancata Dario Faini. È stata un’evoluzione, come la lava che si stratifica piano piano. L’unica idea era quella di fare qualcosa di potente ma che non fosse sovrastrutturato, ma incisivo e minimale».

Insieme al brano uscirà anche il videoclip. Cosa vedremo?
«Il videoclip si avvale della magica regia del mio amato Giacomo Triglia, non saprei come descriverlo ma è quasi come se fosse un film- documentario. L’abbiamo girato a Berlino, che di fittizio non ha nulla anzi, ti fa vivere proprio vivida la storia che ha passato e che sta passando. Quindi c’è qualcosa di estremamente veritiero, come il coinvolgimento delle comparse che abbiamo preso in quel momento. Abbiamo girato dalle 23 fino all’alba, perché volevo far vedere la vita quotidiana notturna: bevo una birra, entro nei locali, cammino tra i marciapiedi invitando le persone a ballare con me. Tutto molto immediato e istintivo, come la natura di questo brano»

Ti tieni in contatto con i tuoi fan attraverso i social network: condividi spesso le tue passioni musicali, i viaggi e i momenti di quotidianità. Ora, hai iniziato una nuova storia digitale: di cosa si tratta?
«Da poco ho lanciato questa nuova piattaforma che si chiama Tumblr, è molto amata dalla mia generazione ma ha una veste completamente nuova che rimanda al layout grafico di MySpace. C’è l’elenco di film e canzoni, le liste dei tuoi eroi musicali preferiti, e in cui abbiamo inserito alcune foto di vita quotidiana con disegnate la lettera V. Ho notato con piacere che chi mi segue si diverte a fare lo stesso».

“Vulcano” è l’assaggio dell’album che uscirà tra qualche mese, puoi anticiparci qualcosa?
«Non posso dire nulla del nuovo disco, intanto però godetevi “Vulcano”!».