Lali Esposito presenta «Soy»: l’intervista

Il 16 settembre esce il secondo album dell'artista argentina di origini italiane. Intanto prepara un remix di Roma-Bangkok insieme a Baby-K

19 Settembre 2016 | 10:15

Lali Esposito presenta «Soy»: l’intervista

Il 16 settembre esce il secondo album dell'artista argentina di origini italiane. Intanto prepara un remix di Roma-Bangkok insieme a Baby-K

 di Giulia Ciavarelli

Foto: Lali Esposito  - Credit: © Ufficio Stampa

19 Settembre 2016 | 10:15 di Giulia Ciavarelli

«Ho superato Lady Gaga, mi sembra una follia», ci dice all’inizio del nostro appuntamento. Lali Esposito, la giovane cantante e attrice argentina, è consapevole del proprio successo ma ha una reazione genuina: nella classifica Social 50 di Billboard è al quarto posto, davanti a due colossi della nostra Era musicale come Lady Gaga e Justin Bieber.

La sua chiara proiezione internazionale e il repertorio squisitamente pop, l’hanno portata ad avere una carriera vertiginosa, con un curriculum difficile da eguagliare nel mondo dello spettacolo: il suo nome è tra i più cliccati sul web, ha successo in tv, in teatro e al cinema. Lali Esposito è una figura fresca e moderna, simbolo di successo: anche se il suo nome non circola spesso nelle radio italiane, la sua fanbase qui è massiccia.

Dopo la linea indipendente del primo album, «Soy» è una sfida musicale più consapevole e pensata per una major. Ce ne parlano come un’esplosiva pop star da milioni di follower, ma si presenta (educatamente) come una normale ed energica ragazza di 24 anni.

Lali, la tua comunità virtuale è incredibile e si distribuisce in egual modo sui vari social network. Nella classifica Billboard hai addirittura superato Lady Gaga: come ti senti?
«È una pazzia, davvero! Però è un risultato che non mi sorprende del tutto: la rete sociale è sempre stata una fedele alleata e un appoggio davvero prezioso. La cosa più incredibile è che i miei follower aumentano continuamente, è un meccanismo che non capisco fino in fondo. Posso dire la verità? Cerco di avvicinarmi al mondo web ma non sono una reale esperta».

E come ti spieghi questo grande interesse da parte della gente?
«Parlo come una fan del pop e non come artista: credo che non ci fosse, almeno in America Latina, una donna giovane con il mio stile musicale. Durante i miei concerti, presto attenzione alla composizione estetica e scenografica dello show: forse mancava proprio questo».

Sei stata influenzata dai tuoi ascolti musicali?
«Ammiro molto la carriera di Beyoncé: è una cantante che trasforma i concerti in incredibili esperienze visuali, senza paragoni. In generale, ascolto di tutto: dal tango al soul, l’heavy metal, gruppi come i Beatles e i Queen. Mia madre mi ha cresciuto con il rock argentino, una passione che ho tutt’ora».

Facciamo un passo indietro: hai iniziato la tua carriera con Cris Morena, uno dei produttori più importanti dell’Argentina.
«Esatto, lei ha sempre creato telenovela dall’alto contenuto musicale e produzioni su scala mondiale. Con lei, ho cominciato a lavorare a dieci anni: oltre a cantare e ballare, ci insegnavano ad affrontare le telecamere e a muoverci sul palco. Per me è stata una grande scuola».

Credi che il successo televisivo abbia contribuito ad aumentare la tua popolarità in campo musicale?
«Molto, perché è stata la prima relazione che ho avuto con il mondo dello spettacolo. La televisione argentina è di qualità e i format vengono acquistati da tutto il mondo, soprattutto le telenovelas per ragazzi. Ora, la grande sfida è dimostrare la validità del mio contenuto musicale».

Dopo l’avventura con la band Teen Angels, «Soy» è il tuo secondo lavoro da solista, ma il primo con una major.
«Questo disco racconta molto di me, sono autrice di tutte le canzoni: ci sono riferimenti alla mia infanzia e al luogo dove sono nata, un quartiere popolare al sud di Buenos Aires. È l’album del cuore, e a 24 anni mi sento di dire che sono veramente onesta».
 
In cosa si differenzia dal precedente «A Bailar»?
«Sia nelle parole sia nel tessuto sonoro, c’è un grande sviluppo. Anche se la “colonna vertebrale” rimane il pop, c’è un’interessante fusione di suoni elettronici e stili diversi con arrangiamenti più complessi. Ho notato un’evoluzione anche nel processo creativo: parlo più di sentimenti e approfondisco aspetti che sento vicini a me. Gli artefici del suono sono Tito Vazquez e Chris Gehringer, già collaboratore di Rihanna e Madonna».

Svelaci una curiosità: il tuo nome all’anagrafe è Mariana Esposito, hai delle chiare origini italiane.
«È vero, i miei bisnonni erano di Ancona ma ora non mi è rimasto nessuno in Italia. In realtà mio fratello si è trasferito proprio nel nostro paese di origine, ora gioca in una squadra di calcio delle Marche».

Hai mai pensato di collaborare con un artista italiano?
«Oltre ad incontrare i fan, uno dei motivi del mio viaggio è proprio la collaborazione con una cantante italiana: si tratta di Baby K, stiamo preparando un remix di Roma-Bangkok. Sorpresa!».