Moreno presenta «Slogan» : l’intervista

Il 2 settembre esce il suo terzo album: dalle esperienze ad Amici fino alla collaborazione con Deborah Iurato, ecco cosa ci ha raccontato l'artista

02 Settembre 2016 | 16:00

Moreno presenta «Slogan» : l’intervista

Il 2 settembre esce il suo terzo album: dalle esperienze ad Amici fino alla collaborazione con Deborah Iurato, ecco cosa ci ha raccontato l'artista

 di Giulia Ciavarelli

Foto: Moreno  - Credit: © Ufficio stampa

02 Settembre 2016 | 16:00 di Giulia Ciavarelli

C’è la bellezza dei colori, lo spirito riflessivo dei testi e il richiamo ad una certa allegria e spensieratezza: il 2 settembre esce il terzo lavoro discografico del giovane Moreno Donadoni, dal titolo «Slogan». Fin da subito, ci ha incantato il suo atteggiamento da “antirap”: il linguaggio privo di volgarità, il grande sorriso e l’estremo talento nel freestyle che nel 2013, durante l’edizione di Amici, ha conquistato il pubblico. Con certezza, possiamo dirvi che da quel momento non è cambiato nulla.

Dai suoi occhi si percepisce una calma apparente, e la soddisfazione di aver raccontato (finalmente) ai suoi fan chi è realmente Moreno: dal rapporto con i genitori ai pregiudizi del mondo musicale fino alla piena collaborazione con Big Fish, ecco cosa ci ha raccontato il rapper in occasione dell’uscita del nuovo album.

Già dal primo ascolto, si percepisce che l'album parla di te.
«È racchiuso tutto il mio mondo in un clima festoso. Dalla suggestiva «Alba di Domenica» a «Magici», il brano che ha fatto commuovere i miei genitori poiché ci sono riferimenti sia agli amici di scuola sia alla mia Genova. C’è poi la descrizione di una storia d’amore, il gioco che prende forma in «Antirap» e la rivisitazione di slogan pubblicitari. Ritengo che ci siano canzoni e non solo pezzi di musica rap».  

Rimani coerente anche nel linguaggio, molto pulito e ironico.
«Provengo dalle battle di freestyle, e all’inizio è stato un grande passo riuscire a modificarlo. Credo che un messaggio efficace e diretto possa arrivare alla gente anche con un linguaggio forbito, senza l’utilizzo di parolacce. Per uno che viene dal mio genere, la cosa più difficile da meritarsi è la scritta “cantante” sulla carta d’identità».

La scelta del titolo è stata immediata?  
«In realtà ne avevo pensati altri, tra questi “Lo faccio per spot”. La scelta è poi ricaduta su Slogan poiché si collega bene agli altri album per il suo reale impatto».

Nell'album c'è un obiettivo ben preciso, ovvero la commercializzazione della musica e del personaggio. E lo si nota anche dal libretto all’interno del cd, dove non ci sono i testi ma immagini di pubblicità modificate in chiave ironica.
«Voglio scherzare sugli slogan: mi sono trasformato in Mastro Lindo, il mio volto appare su una scatola di corn flakes o sull’etichetta di un barattolo di pomodoro. In fondo, oltre ad essere un cantante sono anche un prodotto discografico».
 
Nell’introduzione ai brani reciti: “In Italia il pregiudizio fa dire che chi esce dai talent ha i secondi contati, e che l’importante è rimanere”.
«Ciò che mi ha reso più popolare e mi ha permesso di entrare nelle case della gente è la mia partecipazione ad Amici come allievo e coach. Ci sono ancora pregiudizi sui ragazzi che escono dai talent: io sono un cantautore, lavoro ai miei brani e volevo che nel disco uscisse il “vero Moreno”».

A proposito di Amici, l’unica collaborazione è quella con la collega Deborah Iurato in «Lasciami Andare».
«È stata un’unione musicale spontanea, non me lo aspettavo perché inizialmente non avevo previsto nessuno all'interno del disco. Poi ci siamo visti spesso aldilà del lavoro, e alla fine si torna a parlare sempre di musica; questo brano mi sembra perfetto per ascoltare Deborah in un sound diverso»

Pensi mai ad un ritorno televisivo?  
«Perché no, non lo escludo. La voce di una mia partecipazione a reality come "Il Grande Fratello Vip" o "l’Isola dei Famosi" è arrivata anche a me: ne abbiamo parlato ma ero concentrato sulla musica, non ho valutato bene le proposte».

Cosa ti rende orgoglioso di questo disco?
«Sicuramente la mia crescita artistica. Sono maturato sia nella ricerca degli argomenti e degli slogan da lanciare, ma anche nelle metriche e nei ritornelli. Ora riesco a prendere le note che prima erano impossibili»

L’album è interamente prodotto da Big Fish, una garanzia del mondo rap.
«La nostra collaborazione risale al brano di Sanremo, ma ci siamo conosciuti tanto tempo fa nell’ambiente underground. La soddisfazione più grande è quella di aver portato alla mia etichetta discografica un disco pronto e subito approvato, e di aver ricevuto i complimenti dai miei collaboratori».

Nella lavorazione del progetto hai coinvolto Emiliano Pepe, Zibba ma anche un altro giovane talento, Federica Abbate. Come è andata?
«Scrive per molti artisti e ha creato numerose hit, lavorare con lei è stata una soddisfazione personale».

"Non mi cambieranno mai" è stato il tuo motto sin dal primo album. È ancora così?
«Non esattamente, ora è diventato “Non mi hanno ancora cambiato”».

INSTORE, LE DATE

2 settembre - Milano, Mondadori P.zza Duomo
3 settembre - Roma, Discoteca Laziale
5 settembre - Genova, La Feltrinelli
6 settembre - Torino, Mondadori
7 settembre - Palermo, La Feltrinelli
11 settembre - Monfalcone, Gran Shopping Belforte
12 settembre - Napoli, La Feltrinelli
13 settembre - Bari, La Feltrinelli
15 settembre - Milazzo (ME), Centro Commerciale Milazzo
25 settembre - Bracciano (RM), CC Bracciano