20 Ottobre 2016 | 16:26

I Saint Motel presentano «Saintmotelevision»: l’intervista

Il successo europeo, l'originalità dei videoclip e l'amore per l'Italia: il 21 ottobre esce il nuovo album della band californiana

 di Giulia Ciavarelli

I Saint Motel presentano «Saintmotelevision»: l’intervista

Il successo europeo, l'originalità dei videoclip e l'amore per l'Italia: il 21 ottobre esce il nuovo album della band californiana

Foto: I Saint Motel  - Credit: © Ufficio stampa

20 Ottobre 2016 | 16:26 di Giulia Ciavarelli

Quello che c’è stato tra il pubblico italiano e la band californiana Saint Motel si potrebbe definire banalmente un “colpo di fulmine”: una scintilla musicale che sta trasformando un fenomeno passeggero in una realtà discografica che si proietta a livello internazionale. La popolarità di A/J Jackson, Aaron Sharp, Dak e Greg Erwin arriva prepotentemente con «My Type», canzone dagli echi caraibici che è stata scelta come colonna sonora di un videogioco, sigla di programmi televisivi e accompagnamento di un noto spot pubblicitario. L’Italia si è innamorata del loro tocco dinamico e di un’alchimia pop riconoscibile al primo ascolto: si sono guadagnati presto il disco di Platino con «My Type» e quello d’Oro con «Cold Cold Man».

«Saintmotelevision» rappresenta la nuova sfida della band originaria di Los Angeles: ci invitano alla loro grande festa musicale, e le dieci tracce diventano un posto ideale dove divertirsi, lasciarsi andare alla tensione della vita reale e perdersi nella leggerezza di un momento (quasi) perfetto. Tra i brani, spicca il testo di «Born Again», il ritornello orecchiabile di «You Can Be You» e i richiami a Beethoven in «For Elise».

«Ciao, come stai? Ci sei?» mi risponde al telefono A/J Jackson, il cantante dei Saint Motel, ed è lui che ci racconta le idee dietro la realizzazione dell’album, ci parla dell’inizio del tour europeo e infine ci rivela quanto sarebbe divertente duettare con i ragazzi de Il Volo.

A/J Jackson, da dove ci chiami?
«Siamo in tour negli Stati Uniti e in Canada. Ora abbiamo lasciato New York per dirigerci verso Boston».

Come sta andando?
«I concerti stanno procedendo benissimo e stiamo portando sul palco il “Saintmotelevision show”, la nostra concezione di musica e spettacolo. Spero di farlo conoscere, al più presto, anche all’Italia».

Quindi, è in programma un ritorno nel nostro paese?
«Stiamo progettando un concerto in Italia: non so se farà parte di un tour più grande o semplicemente di uno spettacolo, ma verremo a Milano nel mese di febbraio».

Siete originari di Los Angeles ma l’Europa ha avuto un ruolo importante per l’evoluzione della band.
«Inizialmente abbiamo avuto un buon riscontro in Gran Bretagna e siamo rimasti molto tempo a Londra; successivamente ci siamo spostati nel continente europeo, specialmente in Italia, prima di ritornare negli Stati Uniti».

Che effetto vi fa?
«Siamo convinti che a volte si debba andare all’estero per essere presi più seriamente nel nostro paese. È come quando lasci un amico durante le vacanze estive: al momento del ritorno, ti vedrà sotto una nuova luce e si renderà conto dei veri sentimenti che lo legano a te».

Agli esordi, i vostri concerti erano folli: suonavate in posti davvero bizzarri e la vostra energia era pazzesca. Ora come si è evoluta la vostra esibizione dal vivo?
«Ora definirei i nostri concerti tra “l’azione e il brivido di avventura” con una buona dose di intrighi e romanticismo».

Il 21 ottobre esce «Saintmotelevision». Perché questo titolo?
«Lo abbiamo scelto perché era il nome di un evento che avevamo progettato in un magazzino di Los Angeles con musica dal vivo, danze, cabaret ed istallazioni artistiche. È stato bloccato dalla polizia ancora prima di iniziare poiché i permessi non erano corretti. Però, l’idea di creare uno spettacolo così “pazzo”, l’idea di una commistione tra tutte le forme d’arte ci è piaciuta molto e lo spirito di questo evento lo abbiamo inserito nel nostro album».

E il disco sembra essere realizzato come se fosse “un party”: c'è la gioia nelle melodie e una bella leggerezza unita alla malinconia nei testi.
«Credo sia un album molto divertente e dinamico, non solo nei suoni ma anche nell’originalità dei video che accompagnano i brani. Dietro c’è tanto lavoro, abbiamo impiegato molto tempo per realizzarlo e siamo davvero soddisfatti del risultato».

Siete molto attenti all’aspetto grafico dei video: ultimamente utilizzate il Virtualizer, di cosa si tratta?
«È una combinazione di animazioni, l’incrocio tra il lyric video e un'esibizione dal vivo. Non sostituisce il classico video musicale: vogliamo ricreare una realtà virtuale a 360°, un’ambiente temporaneo dove lo spettatore può “camminare” all’interno della canzone».

In una tua recente intervista, hai dichiarato che un luogo può influenzare molto la scrittura di un disco. Dove hai composto «Saintmotelevision»?
«Ho scritto ovunque: parte dell’album a Los Angeles ma anche durante il tour europeo. Mi ricordo di aver creato il singolo "Move" ad Amburgo mentre in aereo ho composto "Local Long Distance Relationship"».

Parlando di televisione, ti è mai capitato di vedere quella italiana?
«Certo, guardo molti programmi su internet. Ad esempio, ho visto spesso quelli di Raffaella Carrà».

Quale artista italiano sceglieresti per una collaborazione?
«Ho già scritto alcuni brani per l'album di Lorenzo Fragola ed ho incontrato anche Il Volo: sono dei bravi ragazzi con grandi voci, e sarebbe divertente lavorare con loro».

Fino ad ora, qual è la vostra più grande soddisfazione?
«Tutta la nostra carriera è costituita da piccoli traguardi: dal sold out del primo concerto, ai festival ai quali abbiamo partecipato alle prime apparizioni televisive e radiofoniche. Queste sono tutte piccole ed emozionanti soddisfazioni che ti spingono a volere sempre di più».

IL TOUR EUROPEO

7 febbraio - Glasgow, King Tut’s Wah Wah Hut
8 febbraio - Manchester, The Deaf Institute
9 febbraio - Londra, Scala
11 febbraio - Parigi, Badaboum
14 febbraio - Bruxelles, La Botanique
15 febbraio - Amsterdam, Bitterzoet
16 febbraio - Berlino, Musik & Frieden
18 febbraio - Amburgo, Molotow
20 febbraio - Zurigo, Mascotte Club
21 febbraio - Milano, Fabrique