30 Settembre 2011 | 08:00

Emma prima in classifica: «Ho vinto la paura e finalmente sono libera, anche di perdonare»

Mentre il suo terzo album conquista le classifiche, Emma Marrone si racconta a Sorrisi in questa intervista esclusiva:«La cosa più grande che fa un innamorato è perdonare, che è uno dei sintomi più forti dell’amore. Io perdono, che è quello che mi hanno insegnato mia mamma e mia nonna»...

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Emma prima in classifica: «Ho vinto la paura e finalmente sono libera, anche di perdonare»

Mentre il suo terzo album conquista le classifiche, Emma Marrone si racconta a Sorrisi in questa intervista esclusiva:«La cosa più grande che fa un innamorato è perdonare, che è uno dei sintomi più forti dell’amore. Io perdono, che è quello che mi hanno insegnato mia mamma e mia nonna»...

30 Settembre 2011 | 08:00 di

Emma (foto Massimo Sestini)

Emma Marrone, anzi Emma e basta, piace anche a chi non apprezza la sua musica, un pop venato di soul e rock. Perché è una che ti guarda negli occhi e ti dice come la pensa. È salita alla ribalta due anni fa, quando ha lasciato il suo Salento per entrare nella scuola di «Amici». Due anni vissuti pericolosamente. Emma vince «Amici» e si fidanza con il ballerino (e compagno di squadra) Stefano De Martino; pubblica un album, poi un altro, e vende 300 mila copie. Poi lui la tradisce, lei va a Sanremo con i Modà e si piazza al secondo posto. In quei giorni sfila con il movimento «Se non ora quando» per la dignità delle donne, in seguito perdona Stefano, rivela di aver avuto un tumore all’utero, parte in tour e incide un nuovo album, il terzo, «Sarò libera».

Emma, libera da cosa?
«Non mi faccio condizionare, mi imprigiono da sola. Ho sempre mille paure, tendo a chiudermi».

E come ha fatto a liberarsi?
«Ho completato un percorso professionale e anche umano. Mi sono liberata da un senso di insicurezza. Mi sento più serena anche per affrontare l’uscita di questo nuovo disco».

Terzo album in due anni. Ma Emma ancora non firma un pezzo.
«Potrei scrivere una canzonetta stupida e, solo perché sono Emma, la gente la comprerebbe. Ma non voglio sfruttare quest’onda di successo e incidere brani non all’altezza».

Com’è che canta sempre canzoni d’amore?
«Perché si predica tanto e poi si razzola male. Io tutto questo amore in giro non lo vedo, si abusa di questa parola. Certi si dicono “ti amo” dopo due giorni e dopo cinque si mollano».

Lei dopo quanto dice «ti amo»?
«Io non lo dico, lo dimostro. Non sono molto sdolcinata».

E come lo dimostra?
«La cosa più grande che fa un innamorato è perdonare, che è uno dei sintomi più forti dell’amore».

I suoi fan non le perdonano di aver perdonato il suo fidanzato.
«Di quello che pensano i fan della mia vita privata non mi interessa. A me interessa quello che pensano dei miei dischi. Io perdono, che è quello che mi hanno insegnato mia mamma e mia nonna».

Così grintosa eppure, nello stesso tempo, così buona.
«Lo so di dare l’impressione di essere presuntuosa e arrogante, ma è un mio modo di essere per ovviare al fatto che sono di un’insicurezza stratosferica».

Con grinta ha detto: «Canto con la gola non con le tette».
«Quando leggo: “Emma è in tv perché ha la quarta di reggiseno” allora non ci sto. Siamo in un Paese libero, ho alzato il dito e ho detto quello che pensavo. Con educazione. Io canto perché ho fatto tanta gavetta».

Fino a tre anni fa faceva la commessa in Puglia. Poi ha fatto la gavetta?
«Ho sempre suonato sui palchi, per strada, con papà. Ho un bagaglio di esperienze, di festival, di concerti. Poi c’è stato “Amici”, da cui sono uscita con le spalle corazzate e una professionalità di un certo livello».

Quest’anno in tv ci sono «Amici», «X Factor», «Star Academy», «Italia’s Got Talent». Un po’ troppi?
«Sono dei format che televisivamente funzionano benissimo, e io credo che l’Italia sia un Paese dove tutti si sentono attori, cantanti, ballerini. Ma da lì a essere artisti, o talenti, ne passa. Si vede chi è rimasto».

Lei è rimasta. Da piccola sognava già di fare la cantante?
«No. Ho fatto per molti anni ginnastica artistica, saltavo, facevo la spaccata, la verticale. A nove anni vennero dei giudici del Coni e vedendomi fare le evoluzioni chiamarono i miei genitori, volevano portarmi a Roma».

Ma è restata in Puglia.
«I miei genitori non se la sentivano, ero piccolina. Mi piaceva andare in palestra, sognavo di fare la ginnasta, ma non ero così esibizionista».

Ora ha un contratto con la Universal. Per quanti album?
«Tre, questo è l’ultimo. Ma rinnoverò il contratto con loro».

Saranno felici. Nel 2010 solo Ligabue ha venduto più dischi di lei.
«Qui sono trattata come una persona e non come quella che vende i dischi. Quando sono stanca il presidente blocca tutto, per lui è più importante la mia salute».

Pure per lei è più importante…
«Anche se lo sconfiggi il tumore può comunque tornare. Ma io penso che se dovevo morire, morivo all’epoca. Ora lo vivo in maniera più rilassata anche se ogni tre mesi devo fare gli esami. Però adesso ho meno angoscia. Prima, quando si avvicinava la scadenza dei tre mesi, cominciavo a piangere».

«Sarò libera», quindi, anche dall’angoscia del tumore?
«Quando a 25 anni ti dicono che sei più di là che di qua, e ti ritrovi in una stanza con un foglio per autorizzare la donazione dei tuoi organi, tutto il resto non fa più paura».

Su Facebook i suoi fan, i «marroncini», sono mezzo milione. Un numerone…
«Ce ne sono tanti altri. Gli “stemmini”, dal nome del mio fidanzato e il mio. La “Savana”, perché ad “Amici” mi chiamavano leonessa. La “Family”, il gruppo storico. Le “pucciacche”, un gruppo romano. Gli “sballati”…».

Che cosa fanno per Emma?
«Non perdono un concerto, comprano 10 copie di ogni cd, 20 magliette. In cambio non chiedono niente, nemmeno la foto o l’autografo».

Lei lo farebbe?
«Io amo Gianna Nannini a livelli assurdi, ho fatto qualsiasi cosa per vederla cantare, e quest’anno ho aperto i suoi concerti! Ma non ho una foto con lei e non gliela chiederò».

Almeno qualche consiglio glielo avrà chiesto alla Nannini.
«Abbiamo parlato di musica, del Salento, del vino. L’ho vista commuoversi davanti alla sua bambina. Mi ha detto: “Tu sei la mia guerriera, sei la mia continuazione”. Cos’altro avrei potuto chiederle?».

Nel 2011 ha debuttato a Sanremo con i Modà. Ricordi?
«Per me era un periodaccio, il mio fidanzato mi aveva mollato, mio padre era in ospedale… Eppure mi sono divertita».

Nel 2012 da sola a Sanremo?
«Io ci tornerei tranquillamente, se mi dovesse ricapitare l’opportunità. Ci andrei volentieri».

E se conducesse la De Filippi?
«Uscirebbero cose come: “C’è Maria e ci stanno i suoi pargoli”. Ma ci andrei comunque, con o senza la De Filippi».