18 Maggio 2013 | 10:58

Emmelie De Forest, a tu per tu con la vincitrice dell’Eurovision Song Contest

Sono ormai settimane che, complici le quote dei bookmaker, è sulla bocca di tutti, e qui a Malmö ne abbiamo avuto la conferma: potrebbe davvero essere Copenhagen a ospitare l'Eurovision Song Contest nel 2013, per la terza volta dopo il 1964 e il 2001.

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Emmelie De Forest, a tu per tu con la vincitrice dell’Eurovision Song Contest

Sono ormai settimane che, complici le quote dei bookmaker, è sulla bocca di tutti, e qui a Malmö ne abbiamo avuto la conferma: potrebbe davvero essere Copenhagen a ospitare l'Eurovision Song Contest nel 2013, per la terza volta dopo il 1964 e il 2001.

18 Maggio 2013 | 10:58 di

Sono ormai settimane che, complici le quote dei bookmaker, è sulla bocca di tutti, e qui a Malmö ne abbiamo avuto la conferma: potrebbe davvero essere Copenhagen a ospitare l’Eurovision Song Contest nel 2013, per la terza volta dopo il 1964 e il 2001.

Il merito è tutto di Emmelie De Forest e della sua «Only Teardrops», incoronata dalle statistiche, imbattibile secondo molti esperti e appassionati nonostante l’altera collega norvegese Margaret Berger, qui a Malmö, sia accolta ovunque da scroscianti applausi da diva. «Sarebbe molto bello» racconta Emmelie ai giornalisti che assediano la sua poltrona nella «zona relax» dell’Eurovision Press Center. «E poi è qui vicino, è solo al di là del ponte!».

Abbiamo incontrato la cantante, ventenne da poche settimane per metà svedese (da parte del padre, scomparso due anni e mezzo fa: «Sarebbe molto orgoglioso di me, era il mio più grande fan») in una breve, serrata ma sorridente e ordinatissima tavola rotonda bilingue (prima in danese, poi in inglese) insieme a colleghi di tutto il Continente. Ma Emmelie non perde la sua freschezza e di fronte alle molte domande sul suo vantaggio risponde con un misto di ingenuità e sincera modestia.

Ma qual è il segreto? Cosa la rende così imbattibile? «Non so quale sia il motivo» ci risponde dopo averci pensato a lungo, per poi elencare con sicurezza tutti gli innegabili punti forti della sua presenza all’Eurovision: «Non ho firmato io questo pezzo in particolare, anche se ho scritto buona parte dei brani del mio album. Ma credo che “Only Teardrops” sia una canzone in cui tutti possono riconoscersi, parla di temi universali. E poi è un brano che è facile da canticchiare, su cui si può ballare tutti insieme».

Parte del merito va dato anche al suo look, suggeriamo. «Forse è anche per il mio aspetto e il modo in cui ci esibiamo sul palco: appare con chiarezza che non c’è niente di finto, che è tutto naturale». Riuscirà la giovane e deliziosa Emmelie, la danese scalza della porta accanto, a battere la concorrenza dei suoi colleghi europei, incluso il «nostro» Marco Mengoni? Lo sapremo stanotte.

Intanto, la Danimarca ha già vinto un premio, quello per il gadget più geniale: a tutti i giornalisti è stato regalato un vero, piccolo flauto con allegato un foglio musicale, per suonare l’introduzione di «Only Teardrops».