13 Maggio 2017 | 17:16

Eurovision: chi sono le «Big Five» e perché cantano in finale

Perché Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito «saltano» le semifinali? Ecco la risposta

 di Marta Cagnola

Eurovision: chi sono le «Big Five» e perché cantano in finale

Perché Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito «saltano» le semifinali? Ecco la risposta

Foto: Lavina, che canta per la Germania all'Eurovision 2017  - Credit: © Andres Putting

13 Maggio 2017 | 17:16 di Marta Cagnola

Non tutti lo sanno, ma a ispirare la nascita dell'Eurovision fu il Festival di Sanremo, modello per una gara canora che potesse unire le nazioni europee ancora lontane tra loro dopo anni di terribile conflitto. Era il 1956 e a partecipare furono solo Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Germania Ovest, Francia, e Italia. Le ultime tre, ora, si ritrovano, insieme a Gran Bretagna (primo Eurovision nel 1957) e Spagna (esordio nel 1961), nella posizione insieme invidiabile e scomoda delle "big five".

Per capire cosa significa, tocca fare un altro passo indietro. Dal 1992, con la caduta dei regimi socialisti, molti nuovi Paesi hanno bussato alle porte dell'Ebu (l'organismo che unisce gli enti radiotelevisivi statali europei, nel nostro caso la Rai): una sola serata non era più sufficiente. Dal 2004 è stata introdotta una semifinale, due dal 2008. Esentati dall'eliminatoria erano i Paesi più grandi, le "big four", un po' per l'importanza delle Nazioni all'interno del Continente, un po' per una ragione semplicemente economica. L'Eurovision Song Contest è, infatti, una coproduzione televisiva, a cui contribuisce finanziariamente ogni televisione nazionale, con una cifra variabile, legata a tanti fattori ma sostanzialmente alla grandezza della nazione stessa. Le "big four", quindi, contribuivano finanziariamente in maniera molto pesante alla produzione tv! Le "big four" sono poi diventate "big five" nel 2011 con il ritorno dell'Italia, che mancava dal 1997. Le "big five" hanno anche diritto a votare in una delle due semifinali (giuria e televoto) e diventano sei con il Paese ospitante, il vincitore dell'anno precedente.

Perché, però, essere una "big five" porta allo stesso tempo vantaggi e svantaggi? Certo, non avere la pressione del giudizio intermedio e sapere di poter cantare direttamente nella grande finale rende decisamente più tranquilli. La Turchia ha protestato apertamente più volte e ha spiegato di non aver voluto partecipare alla competizione negli ultimi anni anche in protesta contro questo meccanismo. Il pubblico, però, comincia ad affezionarsi ai concorrenti fin dalla prima sera e i finalisti di diritto sono percepiti un po' come fuori dai giochi. Le canzoni non sono inedite, ma le performance con coreografie ed effetti speciali vengono svelate solo nella diretta. Certo, una breve clip viene presentata alla fine delle esibizioni delle semifinali, ma non è la stessa cosa!

E se i concorrenti delle "big five" del 2017 avessero dovuto partecipare alle semifinali? «Noi siamo davvero fortunati - confessa la tedesca Levina - perché a me ha messo ansia solo guardarle, le eliminazioni. Provo un grande rispetto per chi deve guadagnarsi la finale». Dalla Francia, Alma non si sbilancia. «Se dicessi che avrei passato sicuramente il turno sarei presuntuosa - dice - ma se dicessi che ho dei dubbi sembrerebbe che non sono sicura della mia canzone». E Francesco Gabbani? «Considero questa posizione un vero privilegio - ha risposto alla conferenza stampa - e se fossi stato costretto alla semifinale forse non sarei stato sempre così sorridente. Se avessi dovuto lottare per la finale ci sarebbe voluta una bella forza».