14 Maggio 2013 | 07:19

Eurovision Song Contest, le vittorie e i migliori piazzamenti dell’Italia dal 1956 al 2012

A poche ore dall'inizio dell'edizione 2013 (la prima semifinale è in diretta su Rai 5 alle 21), riascoltiamo e rivediamo le esibizioni che hanno assicurato all'Italia i 10 migliori piazzamenti dal 1956 al 1997 e dal 2011 a oggi...

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Eurovision Song Contest, le vittorie e i migliori piazzamenti dell’Italia dal 1956 al 2012

A poche ore dall'inizio dell'edizione 2013 (la prima semifinale è in diretta su Rai 5 alle 21), riascoltiamo e rivediamo le esibizioni che hanno assicurato all'Italia i 10 migliori piazzamenti dal 1956 al 1997 e dal 2011 a oggi...

14 Maggio 2013 | 07:19 di

Per la trentanovesima volta in 58 anni l’Italia partecipa in gara all’Eurovision Song Contest, l’evento televisivo più importante d’Europa. Quest’anno per noi c’è Marco Mengoni con la sua «L’essenziale», la canzone che lo ha visto vincere all’ultimo Festival di Sanremo. Secondo i bookmaker le sue chance di vittoria non sono molte contro la favoritissima Danimarca ma una sorpresa è sempre possibile. Se vincesse sarebbe il terzo trionfo per l’Italia, il primo in 23 anni.

A quello che per anni è stato chiamato Eurofestival, l’Italia ha partecipato ininterrottamente dal 1956 al 1997 e dal 2011 a oggi. Il nostro candidato, fino al 1969, era di diritto il campione di Sanremo. Poi per sei anni è andato il vincitore di «Canzonissima». In seguito si è tornati al criterio sanremese alternato a designazioni Rai basate sul potenziale dei singoli artisti.

Oggi, a poche ore dall’inizio dell’edizione 2013 (la prima semifinale è in diretta su Rai 5 alle 21), riascoltiamo e rivediamo le esibizioni che hanno assicurato all’Italia i 10 migliori piazzamenti (in fondo trovate la nostra playlist su Spotify con 30 delle 40 canzoni italiane all’Eurovision).

Mia Martini -  «Rapsodia» (1992)

Ventuno anni fa, allo stadio del ghiaccio di Malmo (la città svedese che ospita l’edizione 2013), Mia Martini conquista un inaspettato quarto posto con la struggente «Rapsodia», scritta da Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati. Pochi mesi prima a Sanremo Mimì era arrivata seconda con «Gli uomini non cambiano», firmata dagli stessi autori con Marco Falagiani, presente a Malmo come direttore d’orchestra. Per la cantante è la seconda e ultima partecipazione all’Eurovision: nel 1977 arrivò tredicesima con «Libera». Nel 1992 vince l’Irlanda con «Why Me?» di Johnny Logan e Linda Martin.

Jalisse – «Fiumi di parole» (1997)

Due mesi dopo la vittoria a Sanremo, Fabio Ricci e Alessandra Drusian tentano il bis al Point Theatre di Dublino con la stessa canzone del Festival. Non vincono ma ottengono un ottimo quarto posto e una discreta popolarità in tutta Europa. La vittoria va alla Gran Bretagna con «Love Shine A Light» di Katrina & The Waves. Dopo i Jalisse il vuoto: fino al 2011 la Rai, che pure è un membro fondatore dell’Eurovision, rifiuta di partecipare alla gara.

Domenico Modugno – «Nel blu, dipinto di blu» (1958)

Come in tutte le gare canore, neppure all’Eurovision a vincere è sempre il migliore. Lo dimostra la mancata vittoria della leggendaria «Volare» di Domenico Modugno, terzo posto nel 1958 a Hilversum, in Olanda, 40 giorni dopo lo storico trionfo sanremese. Le giurie premiano invece la Francia rappresentata da André Claveau con il brano «Dors, mon amour». A distanza di 55 anni, «Nel blu, dipinto di blu» resta il più grande successo internazionale lanciato dall’Eurovision.

Emilio Pericoli – «Uno per tutte» (1963)

Primo a Sanremo nel 1963 con Tony Renis, Emilio Pericoli rappresenta l’Italia a Londra con la stessa canzone del Festival, scritta da Renis assieme a Mogol e Alberto Testa. Per il cantante, scomparso nel 2013 all’età di 85 anni, un bel terzo posto nell’edizione vinta dalla Danimarca con Grethe e Jorgen Ingmann («Dansevise»).

Wess e Dori Ghezzi – «Era» (1975)

Vincitori dell’ultima edizione ufficiale di «Canzonissima» con «Un corpo un’anima», Wess e Dori Ghezzi rappresentano l’Italia a Stoccolma con un brano scritto da Shel Shapiro e Andrea Lo Vecchio. Vince l’Olanda con «Ding-A-Dong» dei Teach-in, ma l’Italia ottiene un onorevolissimo terzo posto.

Umberto Tozzi e Raf – «Gente di mare» (1987)

Dopo la riuscitissima operazione Morandi-Ruggeri-Tozzi (primi a Sanremo 87 con «Si può dare di più»), Caterina Caselli fa di nuovo centro mandando Umberto Tozzi all’Eurovision che si tiene a Bruxelles. Con lui c’è Raf (uno degli autori di «Si può dare di più»), che dopo aver trovato il successo internazionale con «Self Control» ha da poco iniziato a incidere in italiano. Entrambi sono molto noti in Europa e anche per questo il loro terzo posto con «Gente di mare», destinata a diventare il tormentone italiano dell’estate ’87, non è una sorpresa. Vince l’Irlanda con Johnny Logan («Hold Me Now»).

Gigliola Cinquetti – «Sì» (1974)

Nella storica edizione vinta dagli Abba con «Waterloo» al Dome di Brighton, Gigliola Cinquetti arriva al secondo posto con «Sì» (di Pace, Panzeri, Pilat e Conti), ma gli italiani potranno assistere allo show solo un mese dopo. Il titolo della canzone, infatti, avrebbe potuto influenzare la campagna elettorale per il referendum sull’abrogazione del divorzio.

Raphael Gualazzi – «Madness of Love» (2011)

Per il suo attesissimo ritorno dopo 14 anni di assenza, l’Italia sceglie a Sanremo il vincitore dei Giovani, Raphael Gualazzi. La sua esibizione a Düsseldorf con il brano «Follia d’amore» in una nuova versione con una parte di testo in inglese, incanta il pubblico europeo e gli vale un inaspettato secondo posto dietro Ell e Nikki dell’Azerbaigian («Running Scared»).

Gigliola Cinquetti – «Non ho l’età (per amarti)» (1964)

«Era il 21 marzo 1964, e mi trovavo a Copenaghen, in Danimarca. Faceva un freddo incredibile e c’era la Guardia reale, con quei grandi colletti bianchi, che diventava parte della scenografia della serata. Non mi sembrò neppure così strano essere lì, perché dopo Sanremo credevo che tutto o quasi a quel punto mi potesse succedere». Così Gigliola Cinquetti ricorda a Sorrisi il suo primo posto all’Eurovision Song Contest, vinto a 16 anni con «Non ho l’età (per amarti)».

Toto Cutugno – «Insieme: 1992» (1990)

Popolarissimo in una larga fetta d’Europa, Toto Cutugno regala all’Italia la seconda vittoria all’Eurovision, 26 anni dopo la vittoria di Gigliola Cinquetti. La 35a edizione si tiene a Zagabria, in Croazia, che nel 1990 fa ancora parte della Yugoslavia. L’anno dopo, Cutugno e la Cinquetti condurranno l’edizione 1991 dallo studio 15 di Cinecittà a Roma.

L’Italia all’Eurovision: la nostra playlist su Spotify