05 Febbraio 2013 | 10:19

Fabri Fibra, «Guerra e Pace». L’ascolto traccia per traccia

5 febbraio 2013, arriva nei negozi il nuovo album «Guerra e Pace» di Fabri Fibra. Dopo i singoli «Pronti, partenza, via!» e il più recente «Guerra e Pace», arrivano i 19 brani (20 su iTunes) che danno forza a questo ritorno, a tre anni da «Controcultura». Abbiamo ascoltato e analizzato il disco traccia per traccia e ve lo raccontiamo nel giorno della sua pubblicazione.

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Fabri Fibra, «Guerra e Pace». L’ascolto traccia per traccia

5 febbraio 2013, arriva nei negozi il nuovo album «Guerra e Pace» di Fabri Fibra. Dopo i singoli «Pronti, partenza, via!» e il più recente «Guerra e Pace», arrivano i 19 brani (20 su iTunes) che danno forza a questo ritorno, a tre anni da «Controcultura». Abbiamo ascoltato e analizzato il disco traccia per traccia e ve lo raccontiamo nel giorno della sua pubblicazione.

05 Febbraio 2013 | 10:19 di

5 febbraio 2013, arriva nei negozi il nuovo album «Guerra e Pace» di Fabri Fibra. Dopo i singoli «Pronti, partenza, via!» e il più recente «Guerra e Pace», arrivano i 19 brani (20 su iTunes) che danno forza a questo ritorno, a tre anni da «Controcultura». Abbiamo ascoltato e analizzato il disco traccia per traccia e ve lo raccontiamo nel giorno della sua pubblicazione.

2013 – Intro di chitarra amplificata: 34 secondi che portano al primo vero pezzo della tracklist, «Bisogna scrivere».

Bisogna Scrivere – Si parte da Senigallia, la giostra comincia il giro. «Per essere invincibile, non dovrei vivere». Un esercizio di stile, un ritornello trascinante, il modo migliore per avvicinarsi all’ascoltatore e introdurlo al suo mondo stabilendo così le regole del gioco.

Voce – Il rap è misurato e finemente ritmato come il beat, con parole fortemente confidenziali. Il sound è molto americano. «E c’è una voce che dice in testa, andiamo in onda» suona il ritornello. Traccia manifesto. Per chi segue da tempo Fibra, un pezzo emozionante.

Che tempi – Riflessione sul passato personale e della sua carriera, con un racconto brillante: «Siamo tutti contro tutti, che tempi». La voce del ritornello è di Al Castellana, nome noto nella scena soul, ha collaborato con Fabri Fibra nell’album «Turbe Giovanili» (nel brano «Come te»).

Pronti, partenza, via! – Ipnotica e divertente, è il primo singolo estratto dall’album. Un ritratto sconsolante (ma che sembra voler anche incoraggiare a una ripartenza) della nostra Italia, con riferimenti politici più o meno velati e riflessioni biografiche. Non risparmia una critica ironica (spiegata in molte interviste) ad Arisa.

A me di te – La traccia più controversa dell’album rivolta a personaggi famosi che, talvolta, critica con forza. Vengono citati Vladimir Luxuria e (con un nome storpiato) Valerio Scanu. Parla anche di programmi tv come «Buona domenica» e «La vita in diretta». Rivela anche di aver rifiutato più di un invito a Sanremo. Ma in fondo questo brano «è solo un gioco, ma pochi lo capiscono». Dov’è la verità? Nella provocazione.

Non correre – Ritmo, sapore elettronico con sfumature che ricordano il genere soul. Un inno alla libertà ragionato, un inno anche al reazionismo (con la giusta dote di raziocinio).

Tutto in un giorno – Prima traccia con un ritmo chiaramente dubstep. Traccia brillante e ricca che si potrebbe riassumere così: «Ora e subito, non è possibile», con esempi e riferimenti a nomi della storia scientifica e culturale, nomi di chi è morto prima di diventare qualcuno nel mondo.

La solitudine dei numero uno – Percussioni che conquistano, rap incalzante. Ha le caratteriste per un particolarissimo singolo con un gusto molto inglese, davvero una bella traccia sotto ogni punto di vista, una delle migliori del disco.

Panico – La voce suadente di Neffa (suo primissimo produttore) arriva in questa prima collaborazione di «Guerra e Pace». Una canzone che più di altre ha un fortissimo sapore pop. Neffa è garanzia di incanto, la sua affabilità non ha paragoni.

Frank Sinatra – Altro brano dubstep, il più forte e intenso. La struttura e la velocità del flow spinge sui bassi e si presta all’ascolto più «tamarro», quello ad altissimo volume.

Raggi Laser – Un pezzo che presenta elementi di continuità con «Frank Sinatra», incentrato questa volta sulla ripetizione ossessiva del titolo. Un pezzo in parte autocelebrativo, dove Fabri diventa un alieno che entra nel nostro mondo «reale». E ci guarda con provocatoria preoccupazione.

Nemico Pubblico – L’elettronica del pezzo e un ritmo piuttosto semplice ci introducono a un pezzo tagliente che racconta molto dello stile del suo rap, con un forte accento sulle sua carriera, celebrando se stesso con classe. Il rap ha i suoi crismi e questo è uno dei più ricorrenti.

Non credo ai media – Beat americano contemporaneo, decisamente ballabile, è un ragionamento chiaro e esplicito sulla falsità dei mezzi di comunicazione di massa e di chi li popola. «Quando fa comodo l’immagine è tradizionale, dipende se ci sta un se come il condizionale».

Guerra e Pace – Secondo singolo ufficiale lanciato il primo febbraio 2013. Un brano in grado di colpire il pubblico «abituato alla leggerezza» di «Tranne te» e «Le donne». In questo senso il progetto di Fibra diventa ancora più chiaro: maturità, fedele alla regola per cui non bisogna mai imitare se stesso e riuscirci esplorando strade nuove e inesplorate. La credibilità è al primo posto.

Alta vendita – Il pezzo più house del disco. Benessere, bella vita (e un filo di intenzione critica) sono il centro di questo brano, uno dei più commerciali e estivi dell’album. Da qui non si torna più indietro.

Centoquindici – Altro brano dance elettronico, forse una poche delle tracce con un tema più esplicito dedicato all’amore. Si candida a ottimo singolo estivo. Anche se non ha le caratteristiche «scontate» del tipico brano a breve scadenza e da consumo massivo.

Ring Ring – Traccia che sembra pensata per il live. Tanta elettronica a fior di pelle, è il brano con le parole più veloci e immediate. Evidente l’intenzione di dare alla seconda parte del disco un’immagine più «fresh» e popolare. La tracklist è un percorso in salita, per poi scendere su rime veloci verso il divertimento.

Dagli sbagli si impara – Ci si poteva aspettare, dalla collaborazione con Elisa, un brano corrispondente al brano «In Italia» con Gianna Nannini, su temi di peso specifico o con drammaticità di fondo più intensa. Si tratta invece di una base classica, un dream pop anni 90. È una conclusione straniante e incantevole, positiva e romantica.