12 Settembre 2011 | 13:20

Noi che affrontiamo il mondo a colpi di rap

Non lasciatevi spaventare da queste facce da uomini duri. Perché i tatuaggi e l’atteggiamento spavaldo nascondono una sensibilità artistica fuori dal comune. Sono le star del rap italiano, fenomeni da classifica come J-Ax, Caparezza e Fabri Fibra, ma anche un purista come Marracash e la mosca bianca Nesli. Il 2011 è stato il loro anno: oltre a vendere centinaia di migliaia di dischi, hanno invaso la programmazione radiofonica diventando un modello per tanti giovani fan...

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Noi che affrontiamo il mondo a colpi di rap

Non lasciatevi spaventare da queste facce da uomini duri. Perché i tatuaggi e l’atteggiamento spavaldo nascondono una sensibilità artistica fuori dal comune. Sono le star del rap italiano, fenomeni da classifica come J-Ax, Caparezza e Fabri Fibra, ma anche un purista come Marracash e la mosca bianca Nesli. Il 2011 è stato il loro anno: oltre a vendere centinaia di migliaia di dischi, hanno invaso la programmazione radiofonica diventando un modello per tanti giovani fan...

12 Settembre 2011 | 13:20 di

Da sinistra, Fabri Fibra, Caparezza, Marracash e J-Ax

Non lasciatevi spaventare da queste facce da uomini duri. Perché i tatuaggi e l’atteggiamento spavaldo nascondono una sensibilità artistica fuori dal comune. Sono le star del rap italiano, fenomeni da classifica come J-Ax, Caparezza e Fabri Fibra, ma anche un purista come Marracash e la mosca bianca Nesli. Il 2011 è stato il loro anno: oltre a vendere centinaia di migliaia di dischi, hanno invaso la programmazione radiofonica diventando un modello per tanti giovani fan.

Pieni di parole taglienti che fanno sempre discutere, i loro testi attaccano il perbenismo, i luoghi comuni, lo star system. E fanno notizia le loro rivalità che, pur ricordando quelle tra rapper americani, non vanno mai oltre la polemica verbale. «È vero» spiega J-Ax, che ha appena pubblicato l’album «Meglio prima (?)», già al secondo posto della classifica. «A volte nascono dei dissing (attacchi personali sotto forma di canzone, ndr) ma cerchiamo di rimanere uniti e collaboriamo. È così che si fa musica».

Sarà, ma questo atteggiamento di fratellanza è spesso solo un modo per fare buon viso a cattivo gioco. I rapper dispensano le proprie verità sul mondo, diventando guru e un po’ profeti. Alcuni sono sperimentali e intimisti, come Nesli (fratello di Fibra); altri, come i Club Dogo e Mondo Marcio, si sentono invece più vicini alla vecchia scuola. Ma ciò a cui tutti tengono di più è la credibilità unita al rispetto. E per difenderla non si tirano mai indietro.

Da sinistra, i Club Dogo (Guè Pequeno, Jake La Furia e Don Joe) e Nesli

Di età media intorno ai trent’anni, erano ragazzini quando Jovanotti, nel 1988, conquistò i teenager italiani con i suoi brani fatti di parole in rima non cantate, impreziosite da una travolgente base ritmica importata dagli Stati Uniti. Da allora il rap italiano è spesso entrato in classifica: dagli Articolo 31 a Neffa, dai Gemelli Diversi ai 99 Posse senza dimenticare Er Piotta con «Supercafone».

Ma il successo di oggi, alimentato da Internet grazie ai forum e a Facebook, ha proporzioni ben diverse. L’album «Controcultura» di Fabri Fibra, per esempio, è da 47 settimane tra i più venduti, mentre lo scorso giugno i due progetti solisti dei Club Dogo sono entrati nella Top 10. E il primo «Best of» di Fibra, in uscita a metà novembre con tutti i suoi successi e alcuni inediti, è uno dei cd più attesi dell’autunno. Insomma, questi «ragazzacci», con le loro vite che diventano racconto della realtà, rappresentano la nuova linfa del mercato discografico.