27 Gennaio 2015 | 11:44

Festival di Sanremo 1960

Vince Tony Dallara con "Romantica" superando Modugno con "Libero", è l'anno del debutto di Mina

Festival di Sanremo 1960

Vince Tony Dallara con "Romantica" superando Modugno con "Libero", è l'anno del debutto di Mina

27 Gennaio 2015 | 11:44

Nel 1960, Sorrisi pubblica per la prima volta in anteprima i testi di tutte le canzoni. Secondo i sei inviati del settimanale, il decimo Festival di Sanremo è « il più interessante, il più drammatico, il più imprevisto dei festival svoltisi finora nella ridente città dei fiori». La definizione calza a pennello a un’edizione nata all’insegna delle sorprese. Tutto comincia alla fine del 1959, quando  l’ATA decide di affidare l’organizzazione a un impresario professionista, Ezio Radaelli, e la presidenza della commissione selezionatrice al grande Totò. È inedita anche la coppia di conduttori: Enza Sampò e Paolo Ferrari. Lei, che ha esordito in tv tre anni prima, è famosa per aver condotto i collegamenti esterni di « Campanile sera» al fianco di Enzo Tortora e per « Il circolo dei castori», una rubrica della tv dei ragazzi. Ferrari, invece, è un attore teatrale noto al pubblico televisivo per il programma « Giallo Club».

Tra i cantanti in gara il grande favorito è Domenico Modugno, che tenta di realizzare una storica tripletta dopo aver vinto nel ’58 e nel ’59. Provano a impedirglielo i cantanti della tradizione (Nilla Pizzi, Achille Togliani, Giorgio Consolini) e gli urlatori del momento: Tony Dallara, la cui « Come prima» è stata un grande successo nel 1958, e la giovane Mina, che arriva per la prima volta a Sanremo ma ha già milioni di fan. C’è anche la superstar Renato Rascel, che ha già alle spalle 27 anni di carriera in teatro, al cinema e in televisione. Come Modugno, l’artista romano partecipa con una sola canzone, « Romantica», di cui è anche autore. La seconda esecuzione arriva a interrompere l’esecuzione perché il tempo dell’orchestra gli pare troppo lento. Segue un interminabile silenzio (in realtà due minuti) durante il quale i due si fissano con « sguardi di fuoco» racconta Sorrisi « davanti ai giornalisti e ai colleghi allibiti».

Intanto, Mina vive con ansia il suo debutto sanremese. Cosi lo raccontano gli inviati di Sorrisi: « La giovane “urlatrice” si è lasciata prendere da una crisi di sconforto e di nervi e ha perduto per un attimo la sua abituale sicurezza quando stava per entrare in scena a cantare “È vero”. La bella canzone di Umberto Bindi le era parsa improvvisamente troppo “impegnativa”, troppo importante per una debuttante. E così la “svampita ragazza di Cremona” ha provato anche lei i suoi attimi di panico come tutti i cantanti sensibili e intelligenti.

Era la tarda mattina di venerdì, Mina si è lasciata cogliere dalla commozione quando, durante le prove, è scoppiata a piangere e si gettata fra le braccia di Bindi, anch’egli commosso fino alle lacrime». Durante la sua esibizione, il pubblico le tributerà cinque applausi a scena aperta. La serata finale è annunciata come una sfida tra « Libero» di Modugno e « Romantica» di Rascel. A fare la differenza è la seconda esecuzione di « Romantica», alla fine della serata: con la sua energia, infatti, l’urlatore Tony Dallara conquista i voti decisivi e porta alla vittoria la canzone che, tra le due sfidanti, è la più tradizionale. Al terzo posto, a sorpresa, si piazza « Quando vien la sera», cantata da Wilma De Angelis e Joe Sentieri, urlatore genovese definito « il cantante del saltello». I dischi del Festival avranno molta fortuna in Hit Parade, soprattutto i 45 giri di Dallara (« Romantica»), Mina (« È
vero») e Sentieri (« Quando vien la sera»). Qualcuno parla di definitivo tramonto dei cantanti tradizionali. Certo è che a Sanremo non sembra esserci più spazio per artisti come Gino Latilla, che medita il ritiro dalle scene, e Nilla Pizzi, che rimetterà piede al Festival non prima del 1981.