18 Giugno 2011 | 16:59

ESCLUSIVO Francesco Facchinetti intervista per Sorrisi i Subsonica

Dopo il grande successo dei concerti di primavera (90.000 spettatori in 11 date), la band torinese inizia il tour e lancia un appello: Fiorello, invitaci al tuo show! La nostra è una richiesta ufficiale. La musica italiana merita spazio, anche se deve sapersi aggiornare dicono Samuel e Boosta a Francesco Facchinetti, fan e cronista d'eccezione...

 di

ESCLUSIVO Francesco Facchinetti intervista per Sorrisi i Subsonica

Dopo il grande successo dei concerti di primavera (90.000 spettatori in 11 date), la band torinese inizia il tour e lancia un appello: Fiorello, invitaci al tuo show! La nostra è una richiesta ufficiale. La musica italiana merita spazio, anche se deve sapersi aggiornare dicono Samuel e Boosta a Francesco Facchinetti, fan e cronista d'eccezione...

18 Giugno 2011 | 16:59 di

Da sinistra, Samuel, Francesco Facchinetti e Boosta (foto Frezza - La Fata)

Sono sulla cresta dell’onda da 15 anni, ma sono sempre una «Nuova ossessione», citando un loro celebre singolo del 2002. I Subsonica sono la bandiera dell’elettro-pop italiano: si rinchiudono in sala prove come cuochi prima di un banchetto nuziale e poi escono, girano l’Italia, volano sul palco come saltimbanchi. Davanti a me, ci sono Samuel e Boosta. Mi tolgo subito un prurito.

Nel 1999 eravate giudici di un concorso per band esordienti. C’era un gruppo che si chiamava Eden. Ci suonavo io, eppure preferiste altri! A parte questo, Eden è il nome del vostro nuovo album, senz’altro aperto e più positivo.

Samuel: «Ci siamo permessi di ironizzare su noi stessi. Siamo ritornati a sperare, una parola che prima era innominabile».
Boosta: «Prima ci siamo presi una pausa, poi abbiamo cominciato a scrivere. Avevamo le idee per cinque dischi diversi. Una parata di stili: Formentera, smoking, piedi nudi, ceneri, distruzione, ping pong. Abbiamo scritto quaranta brani. Ci siamo divertiti».

Come fate a tenere insieme tutte queste teste?
S.: «Quando uno sbaglia, fa un passo indietro. Esercito asburgico, esercito borbonico: tra noi ci sono cambi di alleanze sulla scacchiera delle strategie. E poi, il fattore personale, la stima».
«Istrice», il primo singolo, è il più difficile.
B.: «Quando hai fatto il giro dell’orologio con l’elettronica, confrontarsi con un bel brano pop ti fa entrare nel giusto rapporto».

In «La funzione», il secondo singolo, ci sono pure i Righeira…
B.: «Sono di Torino come noi. Per anni, nei locali, ci siamo promessi di fare un brano insieme. Da sempre amiamo le provocazioni».

Che rapporto avete con le parole?
S.: «Fa piacere rendersi conto che le nostre parole siano a volte usate dagli altri nelle loro vite, per accompagnare gioie e tristezze. Ma dal vivo non sempre abbiamo voglia di parlare».
In quale luogo sentite che la vostra musica è rispettata? Voi passate dal centro sociale al palco dell’Ariston…
B.: «A Sanremo eravamo un’astronave aliena. Gli altri arrivavano con il macchinone e noi giravamo a piedi tra la folla. Diciamo soltanto che la sera prima eravamo al Leoncavallo…».

Cantereste nello show che Fiorello presenterà il prossimo autunno?
B.: «È una richiesta ufficiale: Fiorello, invitaci! Più in genere, la musica italiana merita spazio, anche per dare speranza ai ragazzi che suonano. Per anni siamo stati “colonizzati”. Serve una realtà stilistica aggiornata, che unisca melodia italiana e suoni nuovi».

E questo è anche il vostro tentativo. Riuscito. Lo si sente anche dal vivo: l’ultimo giro è andato benissimo

S.: «Se non avessimo avuto un pubblico indiavolato, sarebbe stato difficile. Undici date, 90 mila persone… Ora inizia il tour estivo. Il 18 giugno ci sarà un concerto gratuito al Porto Antico di Genova. Poi Aosta, Chieti, Roma, Parma, Bergamo e tante altre. La vita, per noi, è la musica».

GUARDA IL VIDEO DEL SINGOLO «LA FUNZIONE»